Recensione Qualcosa di straordinario

Viaggio in Alaska per salvare tre balene californiane

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Dal successo de 'La verità è che non gli piaci abbastanza' del 2009, commedia corale dal retrogusto amaro sull'incapacità di decifrare i segnali legati all'intesa tra sessi, il regista Ken Kwapis vira sui toni (ancora più) leziosi di 'Qualcosa di straordinario', una morbida commedia ambientalista per famiglie. E dunque si passa dalla lotta (mentale) per la sopravvivenza nella giungla dei sentimenti, alla storia (reale) della lotta per la sopravvivenza di tre balene californiane rimaste intrappolate (in Alaska) sotto una lunghissima e impenetrabile distesa di ghiaccio interrotta solo da un piccolo foro dalla quale i tre cetacei potevano (a fatica) respirare. Ma non bastano la tenerezza di una vicenda dall'anima ambientalista e il celebre volto di una sempre ‘impegnata' Drew Barrymore a rendere il film di Kwapis qualcosa di appassionante e (stra)ordinario, o quantomeno sufficientemente interessante. Lo stile, leggero, è quello di un lavoro che mira a sfruttare il buonismo di una vicenda da favola (in cui per un attimo l'egoismo del mondo che conosciamo sembra convergere unitamente verso il Bene) per smascherare la fitta rete d'interessi che sempre si cela dietro alla pubblicità offerta da situazioni eccezionali come quella al centro del film. L'eccessiva esuberanza nel tratteggiare i personaggi (ad esempio l'attivista di Greenpeace Rachel Kramer o la Barbie-giornalista arrivista Kelly Meyers), così come i loro atteggiamenti, spogliano però il film della sua ispirazione realista, amplificandone invece il tono sensazionalista e smorzandone non poco il pathos.

Balene e/o sentimenti alla deriva

Alaska, 1988. Tre balene (padre, madre e figlio ribattezzati poi Fred, Wilma e Bam-Bam come i noti personaggi dei Flintstones) originarie della California rimangono intrappolate in quel dell'Alaska, esattamente nella cittadina di Barrow, sotto una lunga e spessa lastra di ghiaccio che impedisce loro di raggiungere il mare aperto. Scoperte per caso dal cronista della NBC Tom Brokaw le tre balene diverranno poi, in breve tempo, il cuore di un movimento globale volto al loro salvataggio. In capo a pochi giorni giungeranno dunque sul luogo una frotta di personaggi apparentemente mossi dalla nobile causa ambientalista e in realtà spinti da loro chiari interessi privati. Dal presidente Reagan che vuole dare una rispolverata alla propria immagine, passando per l'arrivismo di giornalisti disposti a tutto pur di guadagnarsi uno scoop da salto di carriera, fino a scienziati molto sui generis che vorrebbero lanciare sul mercato mondiale il loro ingegnoso sciogli-ghiaccio, tutti si raccoglieranno attorno al trio di balene in lotta per la vita e daranno il loro contributo alla causa. L'unica senza interessi privati (forse) a giungere a Barrow sarà invece l'attivista di Greenpeace Rachel Kramer (con le note fattezze di Drew Barrymore), donna tutta d'un pezzo determinata a salvare la vita delle balene, eppure donna dal cuore fragile che ancora non ha metabolizzato la fine della storia con il suo ex (il già citato Tom Brokaw), il quale si mostrerà ulteriormente distratto dall'arrivo della sexy e intraprendente giornalista Kelly Meyers. Storie di balene da mettere in salvo che s'incrociano quindi con quelle classiche di sentimenti in bilico e che (forse) val la pena di salvaguardare al pari delle balene.

Figlio di commedie dai buoni sentimenti che ammiccano a un target bambino e di famiglie, Qualcosa di straordinario punta tutto sull'appeal della storia nei confronti del suo pubblico di riferimento. Ma il ritmo, sottomesso a dialoghi mai troppo brillanti e a un'eccessiva schematizzazione di personaggi e situazioni, risulta altalenante, tanto più che quando la storia lascia le vicende acquatiche per veleggiare verso quelle sentimentali della ‘terraferma', scontatezza e prevedibilità prendono inesorabilmente il sopravvento.


Qualcosa di straordinario Drew Barrymore ancora insieme a Ken Kwapis (dopo 'La verità è che non gli piaci abbastanza') per una commedia leggera condita di ambientalismo e buoni sentimenti. Ma se il fatto di cronaca, vero, cui s’ispira il film ha davvero qualcosa di straordinario, il lavoro di riduzione cinematografica rimane in generale piuttosto privo di mordente, inserendosi senza grande entusiasmo nel filone delle commediole per famiglie con trionfo del buonismo.

5

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