FEFF 14

Recensione Punch

Un mix di generi per un film imperfetto ma piacevole

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Grande successo di pubblico in patria, il coreano Punch è tratto dal bestseller di Kim Ryeo-ryeong e diretto da Lee Han, già regista dell'apprezzato Love, First. Il film racconta la storia del giovane Won-Deuk, adolescente ribelle, che vive insieme al padre gobbo ed ex ballerino del cabaret, ormai sull'orlo del lastrico. Grazie all'aiuto, da lui inizialmente osteggiato, di Lee Dong-Joo, un suo cocciuto professore, riuscirà a trovare il proprio scopo nella vita, conoscendo la madre, immigrata filippina, che lo aveva abbandonato da piccolo...e a scoprire l'amore.

Punch è un insolito e spiazzante ibrido di commedia, dramma familiare, film generazionale e arti marziali (in questo caso la kickboxing). Un'opera ricca di temi e di spunti di riflessione, che vengono narrati attraverso il percorso di formazione del giovane protagonista, giovane allo sbando incapace di vedere un futuro dinanzi a sé, finché non riceve l'aiuto della persona da lui più odiata, il suo rigido insegnante.

Mixer Punch

E' nello strano rapporto tra questi due personaggi che si instaura l'asse portante, in un coacervo di gag ora più tendenti al comico, altrove a una maggiore serietà, che nonostante alcuni passaggi a vuoto riesce a intrattenere e divertire quasi fino alla fine. Purtroppo Lee Han getta quanto di buono costruito in precedenza con i dieci minuti finali, in cui le varie sottotrame sino ad allora discretamente intessute, finiscono per intersecarsi in un epilogo frettoloso in cui tutti i nodi vengono sciolti senza una reale motivazione. Così come il percorso sportivo intrapreso da Won-deuk è solamente accennato, anche le diverse love-story a cui assistiamo non raggiungono mai un reale coinvolgimento emotivo da parte dello spettatore. Punch rimane comunque una visione piacevole, soprattutto grazie al buon cast capeggiato dal giovane Yoo Ah-In (Sky and Ocean) e in cui merita una menzione speciale il caratterista Kim Sang-ho (Moby Dick) nei panni di una figura sopra le righe. Un film di personaggi la cui simpatia rimane impressa nonostante alcuni evidenti difetti in fase di sceneggiatura.

Punch Troppa carne al fuoco: Punch sicuramente subisce la sua entità polivalente, che spazia dalla commedia al dramma, dalla love story al film sportivo, dal percorso di formazione a spunti sociali, ma riesce a rimanere in qualche modo coeso grazie alla simpatia dei suoi personaggi, ottimamente interpretati da tutto il cast. E i minuti finali, troppo affrettati, non rovinano comunque quanto di buono visto in precedenza.

6.5

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