Recensione Pulp Fiction

Il pulp secondo Quentin Tarantino. Ora in HD.

Articolo a cura di
Nunzio Gaeta Nunzio Gaeta ama scrivere e parlare in maniera trasversale di cinema, serie tv e videogames, nonché di tutto ciò che ruota intorno alla cultura giapponese. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

Definizione di un capolavoro.

Pulp: 1.Massa di materia informe, molle e umida. 2. Un libro che tratta argomenti sinistri, normalmente stampato su carta di bassa qualità.

Con questa particolare definizione si apre uno dei migliori film mai realizzati, vera opera magna del cinema “Made in Usa”, nonché chiaro esempio di bravura e passione cinematografica. Quello che forse resta il punto più alto toccato dal celeberrimo Quentin Tarantino, un calderone di situazioni paradossali inserite con ordine confusionario, dialoghi surreali e personaggi indimenticabili che creano un connubio tutt’ora imbattibile. Un film che ha contribuito a creare veri e propri modi di fare e di dire, un trampolino di lancio per attori come Samuel Jackson e Uma Thurman, nonché capace di dare nuova linfa mediatica ad altri come John Travolta. Per non dimenticare tutti i restanti e numerosi volti che fanno da sfondo all’intera vicenda, come Bruce Willis, Harvey Keitel, Tim Roth, Christopher Walken e tanti altri.
Una vicenda che per certi versi è quasi impossibile descrivere a parole senza far perdere gran parte dall’entusiasmo e della funzionalità scaturita dalla mera e pura visione dell’opera. Si potrebbe, a grandi linee, definire come “una serie di disavventure che accomunano un gruppo di criminali”, ma come fare a descrivere le assurdità visibili negli episodi che compongono l’intero film? Descrivere personaggi come quelli di Vincent Vega o dell’irremovibile Signor Wolf (per gli amici Winston?).
Uno dei pochi casi in cui le parole sono del tutto fini a se stesse, e dove è la visione nonché il lasciarsi trasportare dal tutto la vera chiave di lettura.

Per un film simile, una versione home video degna dell’alta definizione era quantomeno necessaria, ed è stata spasmodicamente attesa dal pubblico per tutti questi anni. In Italia specialmente, dove, a differenza di altri paesi, non abbiamo mai avuto prima d’ora l’occasione di visionare la pellicola nell’ormai comune formato HD. La cosa che ci lascia di per sé già leggermente amareggiati è la confezione: una comunissima confezione in amaray addirittura priva di una qualsivoglia rivestitura cartonata intravista, ad esempio, per il BluRay cartonato de “Le Iene”. Cosa da imputare comunque a distributori differenti. La qualità video del film rimane buona ma non del tutto eccellente (per la versione italiana è stato usato il master Lionsgate/Miramax, datato rispetto ad altre regioni che di contraccolpo possiedono un master Panorama/TFI in definitiva migliore). Niente di trascendentale, se non una minore nitidezza e un quadro che in alcuni frangenti si presenta un po’ troppo sfocato. I filtri applicati sono stati dosati con parsimonia e giudizio, arricchendo la visione generale senza portare alla luce vistosi contraccolpi come la grana, quasi onnipresente nelle restaurazioni delle pellicole degli anni che furono. L’audio si presenta discretamente offrendo una traccia in dts HD che fa sfoggio di una buona pulizia nonostante la datazione della pellicola e, seppur con alcuni punti dolenti (nelle scene più concitate si denota una piccola perdita di posizionamento dei rumori), si attesta su buoni livelli. Il fiore all’occhiello di questa edizione resta senza dubbio la pletora sconfinata di contenuti extra disponibili (nonostante essi siano completamente in bassa definizione). Interviste, making of, foto, storyboard e scene eliminate (carina la scena che vede Mia intervistare Vincent poco prima del loro arrivo al pub, scena che tra l’altro spiega una battuta immediatamente successiva già di per se presente nel film). Il tutto per un totale di quasi 8 ore di contenuti speciali. Edizione promossa con lode sotto questo aspetto.

Pulp Fiction L’edizione italiana di Pulp Fiction, seppur con le sue magagne e con una confezione non all’altezza del capolavoro che include al suo interno, rappresenta senza dubbio un’ottima versione in alta definizione dell’opera Tarantiniana, anche grazie alla corposa e vasta sezione extra e ad un comparto audio/video complessivamente valido. Un prodotto imprescindibile per ogni cultore cinematografico che si rispetti.

9

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