Il prodigio Recensione: la forza delle storie nel thriller su Netflix

Florence Pugh è la protagonista di un'opera psicologica diretta da Sebastián Lelio, che guarda a come può influenzarci una semplice storia.

Il prodigio Recensione: la forza delle storie nel thriller su Netflix
Articolo a cura di

Il prodigio, tra i film di novembre 2022 di Netflix, ci ricorda perché per gli esseri umani sono importanti le storie. Cosa comportano, come si insinuano nella mente, nel cuore e nella quotidianità delle persone, diventando credenze a cui spesso si finisce per aggrapparsi, non potendo più viverne senza, soprattutto quando si è fatto in modo di rendersi uno dei loro personaggi. Ascoltare le storie, credere alle storie, far parte di una propria storia sono da sempre espedienti che contribuiscono a mandare avanti le esistenze degli uomini e delle donne e che l'arte, il cinema e la letteratura hanno utilizzato per inventarne e poterne fruire di molte altre ancora.

Ma è come ci cambia una storia su cui la pellicola di Sebastián Lelio vuole andare a puntare, a quanto quello che ci raccontiamo spesso sia solamente il prodotto di un edificio in cui siamo stati chiamati a vivere, di cui noi stessi abbiamo innalzato le mura per non doverci confrontare e mischiare con la realtà fuori (lo stesso Lelio della nostra recensione di Una donna fantastica, film premiato con l'Oscar).

Il nutrimento tramite "manna di Dio"

La sceneggiatura su cui si basa Il prodigio è rivisitazione della novella omonima di Emma Donoghue, a cui la scrittrice ha rimesso mano assieme alla collaboratrice Alice Birch e al regista per poterle dare un connotato cinematografico.

Quello che la sequenza iniziale rafforza volendo ambientare l'apertura del film all'interno di un magazzino cinematografico, uno studio in cui ricostruire quell'Irlanda della seconda parte dell'Ottocento per dire fin da subito che quello che verrà messo in scena è un racconto che per noi potrebbe essere finzionale, ma a cui i suoi protagonisti credono. Credono come i visitatori che si recano ogni giorno nella casa di una giovane ragazzina che, dal compimento dei suoi undici anni, ha smesso completamente di mangiare, mantenendosi fresca e in salute pur non ingerendo alcun boccone a distanza di quattro mesi. Una fanciulla che dovrà perciò essere osservata, per provare forme o segni di un effettivo miracolo o lo stratagemma di un'intera famiglia che cerca nel suo finto digiuno un modo per arricchirsi.

A occuparsi di tale controllo saranno una suora e un'infermiera, quest'ultima reduce dai suoi servizi per i soldati nella guerra di Crimea. Una donna fedele alla scienza e che si attiene semplicemente ai fatti. Quelli che cercherà di riportare, scoprendo come possano essere differenti da una persona all'altra.

Nella struttura narrativa di Il prodigio sono proprio le differenti storie a cui i personaggi vogliono rimanere saldi che creano l'attrazione verso questa bambina devota che afferma di nutrirsi solamente della "manna di Dio". Dalla medicina alla religione, tutte le varie testimonianze affermano come sia solamente la percezione che ognuno di noi vuole avere e vuole anche darsi a sospingere o meno verso la fede della ragazzina. A voler trovare una spiegazione che, per alcuni, può e deve essere di natura tangibile, materiale, inconfutabile, ma che per tanti altri rappresenta la possibilità di poter credere nelle proprie storie, tra tutte quella dell'esistenza di un'entità superiore.

A cosa vuoi credere?

Se l'infermiera interpretata da Florence Pugh crede ai suoi dati che riporta con zelo nel proprio taccuino, per la famiglia della piccola Anna di Kíla Lord Cassidy è il volere di un Dio che prima intercede attraverso la ragazzina e che poco dopo si scopre dover espiare un vergognoso e letale peccato.

È quindi l'auto-convinzione con cui le storie ci influenzano a diventare il punto focale di una pellicola che fa fluire tutto attorno a quel simbolo di credenze convergenti che trovano il loro sfogo nella bambina. Il raccontare e raccontarsi una storia per subordinare la propria mente e quella degli altri, rimanendo coerenti con i propri ideali, anche quando questi possono portarci a morire.

L'universo dei racconti ne Il prodigio non può che presentarsi come un'osservazione ravvicinata e affascinata della fede e di come sia in grado di stendere vere e proprie narrazioni che agiscono sulle volontà della gente.

Come quello che è stato detto, scritto, riportato e interpretato da una scrittura, che è solita essere definita sacra, vada orientando l'intero corso di una vita. È ciò che avviene nella pellicola, è ciò a cui si oppone l'infermiera. È una maniera per spingersi a riflettere maggiormente su cosa ci si racconta e cosa ci viene raccontato, guardando da un'altra prospettiva la propria storia e esistenza, non lasciando che sia nessuna divinità, nessuno spirito santo o nessun vangelo a togliercela. Lavorando di suggestioni che portano la pellicola in una dimensione ottocentesca dal sapore gotico e che passa dall'apertura di campi e paesaggi estesi al solo letto in cui riposa e giace Anna, Il prodigio è un horror per come analizza ciò che possiamo ficcarci nella mente con l'intenzione di farci del male.

È un'opera psicologica dove lo stupore non conta mai per scioccare lo spettatore, ma agisce solamente per l'ammirazione che la scrittura suscita. È una pellicola in cui la presenza scenica sempre impeccabile e abbacinante di Florence Pugh viene penetrata dalla performance contenuta e tremolante della giovane Kíla Lord Cassidy. È l'incrocio delle loro storie che diventeranno una, quella che ci riporta Sebastián Lelio e in cui ci chiede di credere o meno.

The Wonder Il prodigio è un'opera dalla scrittura attenta, affascinante e coinvolgente. In fondo è un film che parla di storie e di come l'essere umano è portato a credere nelle narrazioni che gli vengono raccontate. La pellicola va ad esplorare quanto la fede può condizionare la nostra vita, quello in cui crediamo e, soprattutto, alle storie che pensiamo ci riguardino. Un'operazione psicologica sottile e sopraffina, piena di atmosfere e suggestioni gotiche ottocentesche.

7.5

Quanto attendi: The Wonder

Hype
Hype totali: 4
52%
nd