Netflix

Prey Recensione, un survival movie troppo anonimo su Netflix

Un gruppo di amici che ha organizzato un'escursione nei boschi si trova nel mirino di uno spietato cecchino nell'anonimo film di Thomas Sieben.

Prey Recensione, un survival movie troppo anonimo su Netflix
INFORMAZIONI FILM
Articolo a cura di

Soltanto qualche anno fa c'era un horror Netflix che riusciva a coniugare in maniera consona l'ambientazione naturalistica alle tipiche dinamiche di genere, trasformando il brullo paesaggio e ogni albero in un'insidia costante: stiamo parlando del più che efficace Il Rituale (qui la nostra recensione de Il rituale), che ci aveva convinto non poco ai tempi della sua distribuzione. Meno soddisfatti invece da un altro titolo più recente, anch'esso produzione originale della piattaforma di streaming, cioè Red Dot (e ovviamente vi proponiamo anche la nostra recensione di Red Dot), dove un cecchino dava la caccia ai malcapitati protagonisti.

Abbiamo citato questi film apparentemente così distanti tra loro per introdurre Prey, nuova esclusiva che a livello concettuale risulta una sorta di ibrido tra i due. Ci sono i boschi incontaminati della Germania e un infallibile assassino armato di fucile di precisione, pronto a far la pelle agli sfortunati campeggiatori. Un mix non certo originale, che purtroppo funziona poco.

Prey: la grande fuga

La sceneggiatura è quanto di più semplice ed elementare si possa partorire: un gruppo di amici si trova a trascorrere una giornata di puro relax nelle incontaminate selve teutoniche.

Durante il loro tragitto si imbattono in oggetti abbandonati come il pupazzetto di un unicorno rosa, sicuramente perduto da qualche bambina, ma vi fanno poco caso e procedono nel loro percorso senza darvi peso. La situazione prende una piega inaspettata quando, di ritorno alla macchina con cui sono venuti, trovano le gomme bucate e un cecchino incappucciato inizia a sparargli, con alcuni dei protagonisti che restano feriti in varie parti del corpo per via di proiettili o trappole disseminate sul terreno. Ma chi si nasconde realmente dietro quel cappuccio e per quale motivo ha iniziato a dar loro la caccia? La verità sarà più tragica del previsto, mentre la lotta per la sopravvivenza diventa progressivamente più estrema per i disperati fuggiaschi.

Nulla da salvare

Il nome di Thomas Sieben, regista nonché autore dello script, è totalmente sconosciuto dalle nostre parti, nonostante sulle reti nazionali sia arrivato qualche tempo fa il mediocre thriller Il sequestro di Stella (2019). Il resto dei suoi lavori infatti non ha mai varcato i confini nazionali e non è difficile capirne il perché. Più complicato è invece comprendere perché Netflix si ostini a finanziare progetti di questo tipo, con il solo scopo di rinfoltire un catalogo dove ormai le occasioni perdute sono all'ordine del giorno.

Prey è infatti un film derivativo e senz'anima, dove tutto accade perché deve senza reali motivazioni che spingano il pubblico ad appassionarsi alla vicenda. La lotta per la sopravvivenza degli anonimi protagonisti è infatti costellata di cliché e, cosa ancor più grave, durante gi ottanta minuti di visione non capita nulla di realmente significativo.

Il mistero dietro l'identità del villain è poco credibile e anche quando viene svelato non risulta razionale. Mentre il collegamento fra due dei personaggi principali - con tanto di flashback rivelatori - non ha alcun nesso logico con la costruzione dei loro caratteri, già di per sé al minimo sindacale. Le stesse atmosfere da survival movie sono prive di qualsiasi tensione a tema, con lo sfondo della foresta sfruttato in maniera approssimativa come d'altronde l'intera messa in scena.

Prey Prey è un survival movie senza arte né parte, popolato da personaggi anonimi e insensati - a cominciare proprio dalla taciturna nemesi armata di fucile di precisione - che si muovono come pedine nella foresta in cui è ambientato l'intero racconto. Peccato che il bosco questa volta non susciti alcuna paura o tensione e che il carisma del cast sia totalmente assente, impedendo di poter empatizzare con personaggi già caratterizzati al minimo. Il risultato è un film acerbo e totalmente superfluo, che ricicla situazioni viste e riviste senza mai tentar di dire qualcosa di nuovo.

4

Quanto attendi: Prey

Hype
Hype totali: 6
42%
nd