Prey - La preda, la recensione della comedy horror

Un esemplare di leone semina il panico per le strade di Amsterdam e una coraggiosa e bella veterinaria cerca di porre fine alla scia di sangue.

recensione Prey - La preda, la recensione della comedy horror
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I predatori hanno spesso giocato un ruolo determinante nelle dinamiche del sottogenere horror loro dedicato. Da grandi classici come Lo squalo (1975) a incursioni più atipiche come il cinghiale assassino di Razorback - Oltre l'urlo del demonio (1984) fino alle derive trash-demenziali dei voraci castori di Zombeavers (2014), la fauna di ogni latitudine è stata sviscerata in molteplici salse e uno dei villain a quattro zampe più frequenti è senza dubbio la figura del re della foresta, ossia il leone.
Ricordiamo il maestoso felino quale implacabile nemesi di titoli come Il grande ruggito (1981) - con molti membri della troupe che rimasero feriti in quanto si girò con animali veri - e Spiriti nelle tenebre (1994), in cui un esemplare metteva i bastoni tra le ruote a Michael Douglas e Val Kilmer, fino a produzioni più recenti come Prey - La caccia è aperta (2007).
Proprio con quest'ultimo il film di cui andiamo a parlare condivide parte del titolo, anche se i toni e le atmosfere sono qui più scanzonati: Prey - La preda smorza infatti la carica tensiva con una spinta dose di comicità che trasforma il tutto in una sorta di versione pseudo-parodica del filone.

Una notte da leoni

La storia è tanto semplice quanto prevedibile. Quando un esemplare di leone comincia a mietere il panico nella città di Amsterdam, la bella veterinaria dello zoo locale Lizzy viene chiamata dalla polizia per guidare le indagini e comprendere dove si possa nascondere il feroce predatore.
La ragazza troverà l'aiuto dell'affascinante Dave, che cova per lei un interesse romantico, e quando tutte le soluzioni sono state sperimentate senza successo accorrerà in soccorso anche Jack Delarue, un esperto cacciatore inglese costretto da tempo su una sedia a rotelle. L'improbabile trio sarà determinante per neutralizzare la minaccia.

Prede e predatori

L'olandese Dick Maas è un regista che non è mai andato per il sottile, trovandosi di sovente in carriera a bazzicare su territori insidiosi, com il rischio di scadere in una farsa involontaria che si è palesato in diverse occasioni.
Ricordato soprattutto per i cult L'ascensore (1983) e Amsterdamned (1988), Maas qui pone subito le basi per un gioco sul filo del grottesco che rivisita il genere degli animali assassini senza curarsi troppo della verosimiglianza o della coerenza di fondo.
E presi nell'ottica di un divertimento duro e puro i cento minuti di visione possono effettivamente intrattenere uno spettatore senza troppe pretese, complice anche la copiosa dose di sarcasmo e ironia che caratterizza le fasi chiave del racconto e gli stessi personaggi, con la figura del menomato cacciatore di Mark Frost - che si muove su una sedia a rotelle cingolata - a offrire i passaggi più esilaranti.
La componente horror è in secondo piano ma ciò nonostante alcuni momenti di suspense fanno capolino qua e là, sorretti da un impianto splatter all'acqua di rose sempre e comunque smussato da connotazioni leggere, battute o gag che siano.
Per ciò che concerne la realizzazione della creatura si sono utilizzati sia modelli animatronics che effetti speciali computerizzati, con risultati discreti che vanno di pari passo con la qualità complessiva dell'insieme: Prey - La preda è infatti un'operazione priva di effettivi meriti ma capace di intrattenere nella sua ottica da b-movie di cassetta.

Prey - La preda Un feroce e imprendibile leone semina il panico per le strade di Amsterdam e una coraggiosa veterinaria cerca di fermarlo a ogni costo, mentre la polizia brancola nel buio. Prey - La preda è una comedy-horror che rivisita il sottofilone degli animali assassini in chiave leggera, pur avendo un paio di discrete sequenze tensive a tema. Lo spirito da b-movie caratterizza l'operazione dall'inizio alla fine, con un'ironia di stampo parodico ad accompagnare la caccia del re della foresta in un contesto cittadino, e pur al netto degli evidenti limiti concettuali e di messa in scena i momenti di facile e grossolano divertimento non mancano nel corso dei cento minuti di visione, complice anche l'affiatato cast che ben si adatta ai relativi personaggi. Il film andrà in onda giovedì 10 settembre alle 23:20 su CIELO TV per il ciclo Monster Night.

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