Pressure, la recensione del film con Danny Huston e Matthew Goode

Un team di sommozzatori si trova disperso nei fondali oceanici e cerca di sopravvivere nell'attesa dei soccorsi.

recensione Pressure, la recensione del film con Danny Huston e Matthew Goode
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Al largo delle coste somale un gruppo di sommozzatori, i veterani Engel, Mitchelle, Hurst e la recluta Jones, sono assegnati alla riparazione di una pompa dell'olio situata nelle profondità dell'oceano. Pur avvisati dell'arrivo di una tempesta, i quattro uomini decidono di portare a termine il loro incarico, venendo poi colti "sul fatto" dall'arrivo di forti moti marini, i quali fanno collassare sul fondale la struttura subacquea di supporto con la quale sarebbero dovuti riemergere in superficie.
In Pressure il team, a corto di ossigeno e impossibilitato a comunicare con chi dovrebbe tirarli fuori dalla complicata situazione, cerca così di trovare un modo per aumentare il più possibile le speranze di sopravvivenza.

In fondo al mar...

I trap-movie sono una realtà ben consolidata nel cinema di genere e negli ultimi anni, grazie anche al successo di Buried - Sepolto (2010), le operazioni sul tema si sono moltiplicate a dismisura, spostando di volta in volta il luogo di prigionia in contesti sempre diversi.
In Pressure, l'ambientazione che fa da sfondo per la maggior parte del tempo è quella del fondale marino che, nonostante non sia un luogo claustrofobico, rischia di trasformarsi ben presto in una trappola mortale per gli sfortunati protagonisti.
Protagonisti rinchiusi tra la parziale sicurezza della struttura metallica, ma con scorte di ossigeno in esaurimento, che tentano con escursioni nelle acque profonde di trovare una soluzione alla loro disperata situazione, mentre i soccorsi dalla superficie tardano ad arrivare. L'operazione è purtroppo vittima di una monotonia imperante e di una gestione maldestra delle sequenze ambientate in esterni, con la sola luce delle torce montate sui caschi a portare un briciolo di visibilità su quanto stia realmente accadendo, mentre all'interno dell'abitacolo si dipana il dramma personale di questi uomini prossimi a una possibile e terribile morte.
A rendere il costrutto narrativo più vario sono le solide interpretazioni del cast, Danny Huston e Matthew Goode su tutti, anche se i rispettivi ruoli cadono nella fiera dei cliché tra flashback romantici e incubi allucinatori, lasciando che la tensione, sia emotiva che di genere, si perda ben presto in una stantia prevedibilità.

Pressure Nonostante le buone interpretazioni dell'eterogeneo cast e un paio di momenti ad alto tasso tensivo, Pressure cade ben presto nella monotonia, nel raccontare la vicenda di quattro esperti sommozzatori bloccati sul fondo dell'oceano in attesa dei soccorsi. La struttura da trap-movie non riserva qui troppe sorprese e, tra tragiche perdite e gesta di coraggio, i novanta minuti di visione non sfruttano appieno l'affascinante contesto, lasciando che sia le sequenze in interni che in esterni sembrino tutte uguali tra loro. Il film andrà in onda stasera, giovedì 2 agosto, alle 21.15 su CIELO in prima visione tv.

5

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