Recensione Preparati la bara!

Terence Hill interpreta l'iconico pistolero Django in Preparati la bara!, avvincente spaghetti western nonché prequel apocrifo del cult di Corbucci diretto un anno dopo da Ferdinando Baldi.

Recensione Preparati la bara!
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Django è un abilissimo pistolero che ha deciso di appendere le armi al chiodo per trascorrere una tranquilla esistenza insieme all'amata moglie; neanche la proposta di sicuri guadagni del suo socio David, appena diventato governatore, riescono a fargli cambiare idea. Ma durante una missione di scorta ad un convoglio trasportante oro, nella quale era presente anche la sua compagna, Django e i suoi uomini vengono attaccati da una banda di fuorilegge capeggiati dal crudele Lucas: il pistolero, dato per morto, è in realtà l'unico a sopravvivere e ora la sua esistenza è votata alla vendetta. Ma siccome è un piatto che va servito freddo, Django attende qualche anno trovando lavoro, senza rivelare la sua reale identità, quale boia nel Paese comandato proprio dalla banda di Lucas. Fingendo di eseguire le condanne, in realtà tramite astuti stratagemmi andate a vuoto, l'uomo riesce a reclutare un piccolo esercito composto proprio dagli uomini a cui ha salvato la vita, con l'intenzione di arrivare preparato alla resa dei conti.

I giorni dell'ira

Dopo il successo del Django (1966) di Corbucci in molti hanno tentato di sfruttare il nome dell'ormai iconico personaggio per realizzare altre pellicole con questi protagonista, più o meno riuscite. E' questo il caso anche di Preparati la bara! (conosciuto anche come Viva Django), sorta di prequel apocrifo diretto un anno dopo l'originale dal mestierante Ferdinando Baldi, regista che bazzicava con discreti risultati un po' tutti i generi, e avente nei panni del solitario pistolero un insolito Terence Hill pre-era Bud Spencer. Pur senza raggiungere i risultati del prototipo, va comunque detto che l'operazione funziona al punto giusto, seguendo tutti i classici archetipi del revenge-western e proponendo un bell'incipit narrativo a seguire il fin troppo frettoloso prologo. E' infatti abbastanza originale il reclutamento operato dal Nostro che, adoperandosi come boia per un certo periodo di tempo, ha salvato dalla forca un manipolo di individui innocenti per garantirsi in cambio la loro lealtà. Ed è proprio su questo fattore che la narrazione regala sorprese, con inaspettati tradimenti a mettere a rischio la riuscita della missione vendicativa, regalando un po' di suspense ad una trama altrimenti seguente i classici topoi. Gli stilemi dello Spaghetti sono naturalmente rispettati, con una predisposizione per la violenza (vedasi il brutale pestaggio subito da Django, pur non estremo come quello del capostipite) che non ruba comunque la scena alle efficaci scene d'azione, con inseguimenti a cavallo ottimamente girati e sparatorie frizzanti e con un vero e proprio apice nella spettacolare sequenza del saloon. Con un finale che omaggia platealmente, con tanto di cimitero e mitragliatrice, alcuni tratti distintivi del film con Franco Nero, i novanta minuti di visione si rivelano un saldo e avvincente intrattenimento di genere, accompagnato da una colonna sonora onnipresente ma di gran fascino, proponendoci inoltre un Terence Hill nel ruolo probabilmente più cupo della sua carriera (memorabile la battuta "Mi è rimasta soltanto una cosa, l'odio") indossato con convincente e melanconica grinta.

Preparati la bara! La scazzottata iniziale può trarre in inganno, conoscendo anche i classici titoli con cui in futuro Terence Hill avrebbe fatto fortuna, ma ben presto questo prequel apocrifo di Django ingrana la marcia su tonalità più cupe e violente, in linea con l'aura dell'iconico personaggio vestito di nero e sempre in cerca di vendetta entrato nel gotha del western all'italiana. Preparati la bara! insinua già dal titolo la sua dichiarazione d'intenti: violenza in pieno stile spaghetti, con una trama da revenge-movie che regala alcuni interessanti spunti narrativi e una regia in grado di offrirci avvincenti sequenze d'azione fino al finale piacevolmente citazionista nei confronti dell'originale.

7

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