Poveri ma Ricchi, la recensione del film con Christian De Sica

Arriva al cinema il cinepanettone a firma Fausto Brizzi. Christian De Sica, Enrico Brignano e Lucia Ocone sono gli scatenati Tucci

recensione Poveri ma Ricchi, la recensione del film con Christian De Sica
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A Torresecca, paesino laziale, vivono i Tucci, famiglia "delicatissima" (tanto per usare un termine caro al protagonista Christian De Sica) composta da un padre goloso di mozzarelle e supplì, una mamma (Lucia Ocone) fissata con Al Bano, un cognato (Enrico Brignano) alle prese con esperimenti ortofrutticoli, una nonna (Anna Mazzamauro) appassionata di serie tv, un figlio genio e una figlia con un debole per hashtag e Paris Hilton. I Tucci versano nella più totale miseria, almeno fino a quando una combinazione vincente di numeri giocata alla lotteria assicura alla famiglia laziale una vincita di 100 milioni di euro. Inutile dire che lo stupore per la vincita è secondo solamente al desiderio di mantenere segreto l'inatteso colpo di fortuna. Dal parroco di Torresecca (divertente cameo per Giobbe Covatta) al vicino di casa ficcanaso, tutti intendono scoprire i "Gastoni" della periferia romana. Quando il capofamiglia Danilo grida ai 4 venti di esser divenuto un milionario, ai Tucci non resta che partire alla volta di Milano, dove i Poveri ma Ricchi del film diretto da Fausto Brizzi ne combinano di tutti i colori.

Ricchi & Barabba

Può un genere tanto vituperato qual è il cinepanettone garantirsi un futuro? La risposta è sì, specie se ci si affida ad un regista del calibro di Fausto Brizzi, veterano della commedia italiana (da Maschi contro femmine a Ex). Lo stesso cineasta italiano, nell'intervista video che abbiamo realizzato, ha svelato una semplice ricetta per la buona riuscita di un film comico: in primis, affidarsi ad un attore con alle spalle una carriera da mattatore della risata. Christian De Sica riesce dove altri colleghi (coetanei) falliscono: far ridere. Sia che lavori per sottrazione sia che esasperi i toni di battute e gag, l'attore di Vacanze di Natale è forse, assieme a Checco Zalone, l'unica maschera comica italiana. I suoi personaggi cinici, spregiudicati e sgarbati rimasticano volti e nomi del passato - da Sordi a Gassman - adattandoli all'appiattimento culturale che stiamo vivendo. In Poveri ma Ricchi l'attore di Yuppies ritorna nella Milano da bere. Lo fa da milionario, in modo curiosamente analogo al clochard di Ricky & Barabba. Ma è tutto il cast del film di Brizzi a risultare a proprio agio: dalla Ocone versione cafona arricchita allo sventurato Brignano (protagonista di una sequenza che ricorda da vicino Mrs. Doubtfire). A svettare su tutti è, però, Anna Mazzamauro, strepitosa nei panni dell'arzilla nonna. Resta un mistero il motivo per cui l'ex signorina Silvani non sia stata coinvolta prima in qualche progetto.


Roba da ricchi

In tempi di crisi, il cinema ha risposto con titoli in grado di rispolverare l'arte di arrangiarsi del popolo italiano tanto cara alla commedia all'italiana dei grandi maestri: dalla banda dei nerd di Smetto Quando Voglio alla coppia alle prese col sex tape lautamente finanziato di Che Vuoi Che Sia. I protagonisti di Poveri ma Ricchi, però, più che il denaro rincorrono la felicità, la coesione famigliare e il desiderio di addentare un supllì tutti insieme appassionatamente. L'espediente della vincita consente a Brizzi di giocare con ceti sociali diametralmente opposti, oltre che con le differenze territoriali (una famiglia della periferia romana trapiantata a Milano). Si ride di gusto e la natura di film corale della pellicola aiuta in termini di dinamicità la sceneggiatura, che prevede in un secondo momento gli innesti di Lodovica Comello e Ubaldo Pantani.

Poveri ma ricchi Poveri ma Ricchi riesce dove altri cinepanettoni del 2016 stentano: far ridere. Merito di un regista esperto come Fausto Brizzi, di un mattatore della risata come Christian De Sica e di un cast di livello: dalla Ocone a Pantani passando per il simpatico imbranato Brignano. Dopo i rozzi Colardo di Ogni Maledetto Natale, ecco un'altra famiglia laziale vivace (per usare un eufemismo) che vince alla lotteria e tenta di restare nell'anonimato. Funziona il team di attori, funziona la sceneggiatura. Per un Natale di risate, per nulla forzate.

7

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