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Polar, la recensione del film originale Netflix con Mads Mikkelsen

Un esperto assassino, prossimo al ritiro, deve affrontare nuove insidie dopo il completamento del suo ultimo incarico.

recensione Polar, la recensione del film originale Netflix con Mads Mikkelsen
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Duncan Vizla, conosciuto con il nome in codice The Black Kaiser, è il miglior assassino su commissione al mondo e ora si trova prossimo alla "pensione", stanco di uccidere e tormentato da incubi legati al suo violento passato. L'uomo si è ritirato da tempo in una baita di montagna, la cui ubicazione è ignota al resto del mondo, al fine di scoraggiare potenziali colleghi o individui vendicativi dal rintracciarlo e farsi giustizia, e ha come vicina di casa la timida Camille, una ragazza vittima di attacchi di panico.
In Polar, Duncan viene contattato per un ultimo incarico, che dovrebbe garantirgli un'ingente somma di denaro: dopo aver portato a termine la missione con successo, in seguito a una serie di sfortunati eventi e complicazioni il killer si trova braccato da una banda di cinque giovani assassini che intendono ucciderlo, ignari delle abilità del loro obiettivo che inizierà una vera e propria lotta senza esclusione di colpi contro il crudele boss della compagnia che ha ordinato la sua eliminazione.

Un ispirato baraccone pulp

La fonte di partenza è l'omonimo fumetto dello spagnolo Victor Santos, pubblicato sia in forma di webcomic che di graphic novel. A firmare quest'adattamento, co-prodotto da Netflix e arrivato nel catalogo della piattaforma streaming come originale, è il regista svedese Jonas Akerlund, ex-batterista dei Bathory pronto a sbarcare anche in sala nelle prossime settimane con l'atteso Lord of Chaos (2018). Il cineasta scandinavo si è rivelato a conti fatti la scelta migliore per firmare la trasposizione di un'opera così folle e affascinante, vera e propria dichiarazione d'amore per l'universo del cinema e della letteratura pulp qui virati a una violenza colorata e sgargiante, e non è un caso che emergano sussulti dalla precedente filmografia dell'autore, in particolare dal mai troppo citato "drug-movie" Spun (2002).
Gli incubi/flashback allucinatori, con il veloce susseguirsi di fotogrammi riguardanti scene estreme, portano infatti alla memoria lo schizzato alternarsi di situazioni della suddetta opera prima. Ma dove Polar funziona è proprio nel suo essere dichiaratamente di genere, lasciando che l'ironia nera e una macabra efferatezza convivano nel migliore dei modi all'interno delle due ore di visione, con le dinamiche da action-moderno che raggiungono picchi stilistici elevati in più di un'occasione, su tutti quando il protagonista usa dei particolari guanti collegati a delle armi a distanza in una delle sequenze più imprevedibili e ispirate.

Vendetta di genere

Anche nei suoi eccessi parzialmente ricattatori, con un colpo di scena nella parte finale già facilmente intuibile dopo la prima mezz'ora, il film dimostra una solidità drammatica non indifferente, merito senza dubbio della notevole alchimia che si crea tra i due personaggi chiave interpretati da Mads Mikkelsen e Vanessa Hudgens: l'attore danese offre un'interpretazione intensa non solo dal punto di vista emotivo ma anche da quello muscolare, con un fisico invidiabile a oltre cinquant'anni d'età, e la più giovane collega restituisce credibili turbamenti alla figura della vicina di casa. Ma è tutto il cast a brillare nella caratterizzazione di personaggi sopra le righe, con rimandi a villain dell'universo spionistico classico (in particolare il boss sembra ricalcato in versione caricaturale su certi cattivi bondiani) e una banda di cattivi dal look eterogeneo (l'asiatica, il sudamericano, la sexy-svampita e così via) resi ancor più folkloristici dalla particolare scelta cromatica in fase di fotografia.
Proprio l'attenzione al contrasto tra i colori, sempre preponderanti su toni accesi, rimanda a una sorta di influenza fumettistica e rende il tutto estremamente piacevole da guardare, anche quando hanno luogo le sequenze più estreme che riportano alla memoria echi torture-porn in maniera forse parzialmente gratuita ma necessaria al fine di innescare la corretta furia non solo da parte del protagonista ma anche nello stesso spettatore. La colonna sonora ha un ritmo incalzante e si rivela l'ideale accompagnamento al percorso di vendetta del Nostro, lasciando crescere la tensione con il corretto impatto enfatico, e le scene madri si sprecano in serie: l'assalto alla baita (nel quale il gioco delle parti vive su soluzioni avvincenti e sorprendenti) e il lungo combattimento a petto nudo tra i corridoi della struttura nemica sono tra le migliore rese dei conti a tema che l'intero filone abbia partorito negli ultimi anni, così come l'utilizzo di armi sempre diverse (trapani e sparachiodi, tra le tante) garantisce una solida varietà di situazioni emoglobiniche.
Allo stesso tempo non mancano motivi di gustose e macabre risate, come quando Duncan viene assalito dalle domande di un gruppo di bambini e ripercorre con la memoria la sua delittuosa carriera. Polar si conferma un titolo riuscito, apoteosi ludica e ferale tra le migliori proposte di genere degli ultimi tempi, con un cast in palla e un ideale virtuosismo di messa in scena che rende il live-action cool al punto giusto per catturare l'interesse di diversi tipi di pubblico.

Polar Un Mads Mikkelsen in versione Solid Snake è un infallibile killer su commissione che, prossimo alla pensione, si trova ad affrontare il proprio passato e un nuovo, potente nemico, il quale ha ingaggiato promettenti sicari pur di eliminarlo a ogni costo. Polar è l'adattamento dell'omonimo fumetto di Victor Santos e grazie alla solida regia dello svedese Jonas Åkerlund si rivela tra gli action-movie più avvincenti degli ultimi anni: un calibrato equilibrio tra le sequenze d'azione (alcune memorabili) e i sussulti drammatici, un feroce e gustoso slancio di violenza pulp-gore e un'ironia nera a tratti irresistibile rendono le due ore di visione un vero spettacolo di genere, dove ogni elemento è al rispettivo posto e la messa in scena, vibrante su cromatismi netti e un ritmo incalzante, si affida con efficacia alle ottime performance del numeroso ed eterogeneo cast di personaggi, principali e secondari tutti ottimamente caratterizzati. Per un divertimento puro e genuino che intrattiene con contagiosa energia dall'inizio alla fine.

8

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