Poker Face Recensione: una scommessa persa per Russell Crowe

Russell Crowe arriva alla sua seconda regia, peccato che la scommessa fatta dall'attore su Poker Face è fallimentare.

Poker Face Recensione: una scommessa persa per Russell Crowe
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Russell Crowe torna in sala tra i film di novembre 2022 e lo fa con la sua seconda regia. Il film è Poker Face, presentato in anteprima nazionale durante la manifestazione della Festa del Cinema di Roma in collaborazione con Alice nella Città (in cui Russell Crowe ha ribadito che tifa Lazio!), ma prima di approfondire l'analisi attorno alla storia e alla sua fattura è bene fare una precisazione. Una spiegazione d'obbligo per approcciarsi ad una pellicola di cui altrimenti sarebbe difficile parlare anche solo della sceneggiatura confusionaria e della realizzazione claudicante che la contraddistingue. Non per giustificarne l'insufficienza, ma per restituire un contesto, il quale si fa in questo caso decisivo per il risultato finale.

Una produzione...complicata

A detta di Crowe, Poker Face è il frutto di un lavoro fatto in fretta e furia, in cui sono andati a metterci lo zampino problemi di produzione, lockdown in tutto il mondo e inondazioni inaspettate che hanno distrutto set e ambientazioni. Sembrerebbe infatti che il regista che avrebbe dovuto dirigere il film è stato costretto a ritirarsi per motivi personali, lasciando libero il timone dell'opera, che aveva ancora bisogno di essere rivista e modificata.

Anche lo script, sembrerebbe, è stato riscritto in men che non si dica mentre Russell Crowe, da produttore, doveva decidere se mandare a casa tutta la sua troupe o farsi carico di quel disastro che, diciamolo pure, sembrava alquanto preannunciato. L'attore, che si è fatto protagonista della pellicola, ha perciò rimesso mano a uno script che doveva essere ritrattato per adattarsi anche alle nuove esigenze richieste ed è stato steso alla velocità della luce.

Una scelta, procedere senza una reale storia in mano e scontrandosi con tutte le sfortune del caso, che pur se lodevole negli intenti dà prova che anche il cinema, come tutti i mestieri, ha bisogno di tempo e di preparazione, soprattutto quando si ha un considerevole budget da dover investire e non si ha minimamente idea di dove il prodotto conclusivo potrà portare.

Una partita persa in partenza

Una prefazione necessaria per approcciarsi a Poker Face e anche alla sua inevitabile stroncatura, in bilico tra il lodare la dedizione e il buon cuore di un uomo che ha preferito affrontare l'impossibile, ma dovendo riconoscere che, purtroppo, non è stato in grado di cavalcarlo.

Proprio seguendo le parole di Russell Crowe, è la caoticità il vero asso che il film va giocando e che porta a sballare il banco. Lo fa mettendo insieme tanti di quegli elementi, non riuscendo a renderne nemmeno uno quello principale; inserendo solamente ipotesi di una storia che si rivela così grezza. Una bozza di quella che sarebbe potuta essere se avesse avuto effettivamente più tempo. Ma che non funziona assolutamente presa e posta con noncuranza sullo schermo, dove la base per una narrazione con un proprio senso si riesce a intravedere, non venendola però delineata nelle sue svolte e negli accadimenti. Questo disorientamento si amplifica quando i personaggi cominciano a muoversi mostrandosi palesemente turbati. Una recitazione che si abbina all'assenza di una bussola capace di dare una direzione all'opera, per degli attori condizionati dallo smarrimento che il racconto riproduce, il quale cerca solamente di districarsi per arrivare a mettere un punto di chiusura.

Si potrebbe dire che la vera posta in ballo di questo film sul gioco d'azzardo sia proprio il tentativo di Russell Crowe di portare a termine la parola data, la quale ha condotto l'interprete e regista a perdere la scommessa, per quanto nobile fosse stata l'intenzione iniziale. Una pellicola che l'attore ha dichiarato concentrarsi sull'eredità, ma è bene che pochi nel corso degli anni la ricordino per non macchiare una carriera rispettabile, anche a fronte di un bel gesto.

Poker Face - Russell Crowe Poker Face è la scommessa persa di Russell Crowe. Un bel gesto - il tentare di non fermare una produzione giù in atto - che ha condotto l'attore e regista fino alla realizzazione di una pellicola confusa tanto nello script, quanto nella messinscena. Un senso di disorientamento che affligge anche, giustamente, i suoi attori con le loro relative interpretazioni. C'è da dire che è proprio vero che giocare d'azzardo fa male.

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