Planet of the Sharks, la recensione del mockbuster Asylum

In un mondo invaso dalle acque e territorio di caccia di feroci squali, un gruppo di sopravvissuti tenta di riportare il clima alla normalità.

recensione Planet of the Sharks, la recensione del mockbuster Asylum
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In un prossimo futuro, lo scioglimento dei ghiacci ha reso il 98% della superficie terrestre invaso dalle acque. I pochi sopravvissuti hanno così costruito dei piccoli avamposti attaccati di continuo da feroci squali, guidati da una femmina alfa che controlla i propri simili tramite impulsi elettromagnetici.
In Planet of the Sharks, alcuni scienziati stanno lavorando al lancio di un razzo che, esplodendo nell'atmosfera, potrebbe riportare il clima allo stato pre-catastrofe; nel frattempo, con l'aiuto di un tenace avventuriero, cercano di tenere a bada le orde di pescecani nelle fasi cruciali del progetto.

Sharkworld

L'ennesimo mockbuster co-prodotto dalle instancabili Asylum e SyFy prende quale maggior fonte d'ispirazione il Waterworld (1995) di Kevin Reynolds, trasportandoci sin dai primi istanti in un mondo formato interamente da acqua, dove sparuti gruppi di superstiti vivono allo stato selvaggio procacciandosi il cibo dai mari e affrontando la sempre più oppressiva minaccia degli squali.
Dopo la saga cult di Sharknado, la compagnia americana ha ben compreso quanto gli shark-movie, sempre più folli ed esagerati, attirino l'attenzione del grande pubblico televisivo; questa volta parliamo di un'operazione che sfrutta una massiccia dose di autoironia e citazionismo per distrarre dalla povertà della messa in scena e della sceneggiatura.
Planet of the Sharks sparge omaggi ai classici più o meno recenti, da Interstellar (2014) a Il pianeta delle scimmie (1968), e tira in ballo elementi cari al mondo del complottismo - come il progetto HAARP - in una narrazione che non teme di varcare la soglia del ridicolo in più occasioni, da disperate corse contro il tempo a bordo di avveniristici wakeboard fino a esperimenti dal valore scientifico inesistente, passando per tribali danze di guerra che scimmiottano l'iconica Haka maori.
Il cast si cala senza troppa convinzione in personaggi dichiaratamente caricaturali (ma meno odiosi del previsto) e gli effetti visivi, pur rimanendo di bassa qualità, risultano passabili nell'ottica di una visione demenziale per una serata a tema z-movie.

Planet of the Sharks Asylum e SyFy colpiscono ancora e continuano a infestare il filone shark-movie con l'ennesimo mockbuster a tema, questa volta ispirato a Waterworld (1995) con Kevin Costner. Planet of the Sharks è infatti ambientato in un prossimo futuro in cui la Terra è invasa quasi totalmente dalle acque; sul poco suolo asciutto se ne sta un gruppo di improbabili personaggi, contestualizzato discretamente rispetto alla verve demenziale e autoironica della storia, che tenta di riportare il clima alla normalità, affrontando orde di squali sempre più feroci e intelligenti. Il film andrà in onda stasera, mercoledì 11 luglio, alle 21.15 su CIELO in prima visione TV.

4.5

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