Plan B, la recensione del film di Marco Berger

Nel 2009 il regista e sceneggiatore argentino esordisce con un'intima commedia drammatica, dal taglio minimalista, a tema LGBT.

Plan B, la recensione del film di Marco Berger
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Bruno è reduce dalla rottura con la fidanzata Laura e non riesce ad accettare la fine della relazione. La ragazza si è messa con Pablo e quello tra loro sembra un amore puro e inscalfibile.
Allora Bruno, pronto a tutto pur di riconquistarla, decide di mettere in atto il cosiddetto Piano B: il suo obiettivo è quello di verificare i suoi sospetti sulla presunta omosessualità di Pablo e per farlo comincia a far sempre più parte della sua vita.
Prima frequentando la stessa palestra e, dopo essere entrato in confidenza con il suo nuovo "amico", a trascorrere sempre più tempo con lui. Nel frattempo Laura si rivede con Bruno per qualche fugace scappatella, ma il giovane è ormai totalmente ossessionato dalla figura di Pablo. Quello che era nato come un subdolo piano per rompere l'idillio romantico tra la coppia, rischia così di trasformarsi in un legame profondo dalle conseguenze sempre più inaspettate.

Amore che viene, amore che va

L'esordio dietro la macchina da presa del regista e sceneggiatore argentino Marco Berger, datato 2009, è un film piccolo e intimo, una tipica produzione da festival che tratta il tema dell'omosessualità con un tocco fine e raffinato, con mai una battuta fuori posto e una totale armonia nella coerente progressione narrativa.
Plan B risente a tratti di una parziale lentezza, dovuta proprio a questo stile così trattenuto e incentrato su emozioni svuotate di retorica, che rendono proprio per questo i due personaggi protagonisti dei caratteri verosimili nelle loro decisioni sempre più contraddittorie.
L'atmosfera quieta, di una produzione a basso budget girata tra amici, permea ogni fotogramma, aumentando sì il realismo ma rischiando a tratti di allontanare un pubblico abituato a operazioni dal taglio più commerciale, che potrebbe rimanere deluso dal minimalismo complessivo.

Rivelazioni e paure

La narrazione, pur abile nello scavare nel carattere dei due inconsapevoli amanti in divenire, soffre a dire il vero di qualche forzatura e anche l'universo femminile non ne esce proprio bene.
La scappatella della ragazza contesa, che finisce per tradire il nuovo fidanzato con il suo ex, è d'altronde lo specchio dello spaesamento morale che riguarda l'intero parterre di personaggi e si erge più o meno chiaramente a metafora di una generazione ancora in cerca dei propri sogni e della propria identità.
Il ripetuto utilizzo di inquadrature scomode, come quando i due protagonisti dormono fianco a fianco in mutande senza aver mai consumato un rapporto sessuale o essersi scambiati un bacio, è sintomo di quella tensione latente che esiste tra loro, timorosi di dichiararsi l'un l'altro perché ancorati entrambi a una cultura omofobica.
Proprio nella gestione di questo legame Plan B trova la sua forza, sommessa ma determinata, per raccontare una storia di amore senza vincoli e imposizioni, destinato a superare ogni ostacolo.

Il doppio gioco inteso come tale scema ben presto di interesse, levigando le ambiguità alla base per lasciare spazio esclusivamente all'esposizione di un sentimento sì casto ma non per questo meno genuino.
Il film di Marco Berger non è certo per tutti, non per gli argomenti trattati ma proprio per la sua particolare e grezza forma cinematografica, ma il risultato può comunque dirsi riuscito considerando anche il fatto che ci troviamo davanti a un'opera prima.

Plan B Fin dalla scena iniziale, con uno dei protagonisti che accarezza un gattino, si possono intuire i toni teneri e sommessi di questa commedia drammatica a tema LGBT, che parte da una premessa "sporca" per poi insinuarsi sempre più nelle reciproche paure di un temuto coming-out. Plan B vede per protagonista Bruno, pronto a tutto pur di riconquistare la sua ex ora caduta fra le braccia dell'affascinante Pablo: per farlo decide di far venire alla luce la presunta omosessualità della nuova fiamma, diventandone amico e dando inizio a una relazione che da platonica diventa sempre più stretta e ambigua. Il triangolo in realtà vede l'elemento femminile come semplice accessorio e il regista e sceneggiatore Marco Berger si concentra sul rapporto tra i due ragazzi, affondando nel minimalismo quell'etica dei sentimenti trattenuti. La tensione sessuale latente, che caratterizza pressoché l'intera visione, risente a tratti di qualche forzatura e l'approccio estetico del tutto particolare potrebbe risultare divisivo, per un esordio a ogni modo non privo di interesse. Il film andrà in onda giovedì 8 aprile alle 21.15 su CIELO TV in prima visione tv.

6.5

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