Recensione Piovono polpette

Una pioggia culinaria in tre dimensioni

Recensione Piovono polpette
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Dalla pioggia di frecce che oscurano il cielo in 300, a quella di rane nel ben più mite Magnolia, se ne son viste di cose strane cadere dal cielo cinematografico. Fino ad oggi mancavano però precipitazioni di polpette. E hamburger, budini, marshmallow, solo per citare alcuni degli improbabili proiettili volanti presenti nel film. Parte da questa strampalata idea (liberamente reinterpretata), partorita da Judi Barrett nel suo omonimo libro per bambini, la storia di Cloudy with a chance of meat balls, in italiano accorciato in un più semplice e intuitivo Piovono polpette. Nuova produzione animata da parte di Sony, diretta da Chris Miller (Shrek terzo) e Phil Lord, già al lavoro in coppia sulla serie tv Clone High, si avvale nella versione originale di voci del calibro di Bruce Campbell, Anna Faris, James Caan, Bill Hader e Mr.T. Come ormai di consuetudine per i cartoon in digitale, anche questa volta Piovono polpette viene proposto in una versione 3d che farà senza dubbio felici gli amanti della nuova tecnologia. Basteranno queste succulente premesse a rendere gustosa la visione?


Cibo volante

Flint Lockwood ha sempre coltivato il sogno di inventare qualcosa di rivoluzionario. La sua prima invenzione, un improbabile spray per le scarpe quando era ancora un ragazzino, non ebbe gli effetti sperati. Consolato dall'affettuosa madre, trovava invece una sorta di avversione da parte del padre che poco credeva al genio e alle bizzarrie del figlio. Passati gli anni, Flint diventa uomo dovendo fare i conti però con la dolorosa perdita della donna, e visti gli scarsi risultati ottenuti con i suoi eccentrici esperimenti, si trova costretto a lavorare nel negozio di sardine del genitore. E lì a Swallow Falls, città-isola dov'è ambientata la storia, l'intera economia si basa proprio sul mercato di tali pesci. Il sindaco è un cinico uomo d'affari con il solo interesse di far soldi, e la popolazione sembra afflitta dalla situazione in cui si trova. Durante una celebrazione, Flint ha la malaugurata idea di tentare un nuovo esperimento: questo sembra fallire miseramente, rovinando la festa e mettendolo in ridicolo davanti a tutti. Qualcosa però inaspettatamente accade: parte del suo macchinario finisce all'interno di una nuvola, e poco dopo da questa cominciano a piovere polpette, hamburgers e diversi tipi di cibo. Da fallito Flint si trasforma in una sorta di celebrità, e gli viene chiesto di far "piovere" cibi sempre diversi. Con l'insperato successo, Flint conosce e si innamora di Sam, una bella giornalista di una televisione locale, e crede di aver raggiunto la felicità. Il rapporto col padre però si complica ancora di più, visto che il negozio di sardine, per colpa della nuova ondata di cibo dal cielo, si trova sull'orlo della bancarotta. E perchè cominciano a cadere dalle nuvole pietanze sempre più grosse, in grado di mettere addirittura a repentaglio la sopravvivenza della cittadina e dei suoi abitanti?


Scorpacciata in tre dimensioni

Non è mai facile per un film d'animazione odierno reggere il paragone con i capolavori della Pixar. L'unico modo per superare il confronto è cercare vie alternative. In questo caso la scelta di campo è stata quella di buttarsi sulla semplicità. Senza troppi fronzoli, si può dire che Piovono polpette punta al mero intrattenimento, senza complicazioni di carattere morale o etico, e che nel suo obiettivo riesce, pur senza eccellere. Un prodotto breve, che non brilla in nessun campo, ma nemmeno deficita, proponendosi come un onesto cartoon dedicato per lo più a un pubblico di bambini, nonostante riesca a strappare qualche risata anche a chi si ritrova qualche anno in più sulle spalle. Il tema dell'eccesso, e di quanti pericoli possano conseguire dalla smisurata ricerca del possedere (in questo caso rappresentata dalla fame, che come una pandemia sembra assalire chiunque) sono trattati solo superficialmente, senza quell'introspezione o le atmosfere che avevano reso magico, per esempio, un capolavoro come Wall-E. Sulla stessa scia di puro entertainment, con intenti parodistici, si muove anche lo stile grafico che propone un character design volutamente caricaturale, altalenante però nella rappresentazione dei personaggi, che propone simpatiche macchiette e anonimi co-protagonisti. La stessa caratterizzazione data ad essi non eccelle per originalità, anzi risultando a tratti fastidiosa e sin troppo marcata. Difficile provare simpatia per Flint, classico "sfigatello" come tanti che si trasforma in eroe dell'umanità. Ma allora in cosa riesce la pellicola a strappare almeno una sufficienza? Beh, nonostante i già enunciati difetti, alla fine è difficile annoiarsi, il ritmo si mantiene su livelli costanti senza momenti d'empass, e la parte finale si rivela molto riuscita soprattutto a livello visivo, nonchè ricca di svariate citazioni dal cinema di genere (in una sorta di Indipendence Day "budinoso"). Certamente niente di nuovo sotto il sole: il buonismo finisce comunque per regnare imperante così come il classico lieto fine, ma niente che possa disturbare lo svolgersi della vicenda. Piovono polpette è un classico prodotto per famiglie, che adempie al suo ruolo senza sbavature. Si vede molto di meglio passare nei cinema nostrani, ma per chi ha già divorato tutti i cartoon disponibili, qui avrà da fare un più che dignitoso spuntino.


Il 3d si rivela il vero e proprio punto forte del film, rivelandosi tra i migliori realizzati ad oggi per una produzione animata. Indossando i magici occhialini infatti sembrerà di trovarsi di fronte a una vera e propria tempesta di cibo, e l'effetto tridimensionale è in grado di immergere totalmente nel film, col solo pericolo di trovarsi ad azzannare il vuoto nella speranza di mordere qualche gustoso hamburger.

Piovono polpette Piovono polpette è un lavoro senza infamia e senza lode, che ciò nonostante ha ottenuto un buon successo Oltreocano, grazie anche al valore aggiunto del 3d, qui ai massimi livelli. Il resto è una storia divertente, ricolma di buoni sentimenti e situazioni prevedibili, che riesce a divertire proprio grazie alla sua semplicità. Peccato per una caratterizzazione a volte anonima dei personaggi, protagonista incluso, ma le scene esilaranti non mancano e il pubblico dei bambini, a cui è principalmente rivolto il film, difficilmente rimarrà deluso.

6

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