Recensione Piccoli Brividi

I personaggi creati da R.L. Stine nell'incredibile collana di Piccoli brividi arrivano infine anche al cinema, in un'avventura dalle blande tinte horror fantasy con protagonista un ottimo Jack Black

recensione Piccoli Brividi
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Quando un adolescente si ritrova a dover traslocare a causa del lavoro dei genitori qualche strascico c'è sempre, e il giovane Zach, nonostante l'indole accondiscendente che gli permette di prendere la cosa per il verso giusto, ne sa qualcosa. Giusto pochi giorni dopo l'arrivo nella cittadina di Madison al seguito della madre -nuovo vicepreside del liceo locale- il ragazzo finisce nei guai quando scopre che il burbero vicino di casa, Mr Shivers, padre della dolce Hannah e scostante all'inverosimile, è in realtà Robert Lawrence Stine, ideatore della serie di libri dell'orrore per ragazzi più famosa di sempre, Piccoli brividi, e che le sorprese non finiscono qui, dato che le copie dattiloscritte originali dei suoi racconti racchiudono i "veri" mostri nati dalla fervida immaginazione dello scrittore. Quando, per colpa di un banale incidente, decine di creature mostruose finiscono per vagare per la città con l'unico scopo di portare terrore e distruzione, tocca ai nostri trovare una soluzione al disastro che si sta per compiere...

Goosebumps

Chi ha vissuto la propria infanzia durante gli anni '90 ha, con molta probabilità, letto almeno uno dei libri o visto una delle puntate dello show televisivo della serie Piccoli brividi, vero e proprio cult del genere horror dedicato ai più giovani. La collana, estremamente prolifica e di successo, portò in stampa, in meno di otto anni, più di sessanta volumi, a cui si sono aggiunti i numerosi albi realizzati negli anni 2000, anche in formula di libro-gioco, per un totale di oltre 500 milioni di copie vendute, un numero record che ha portato, negli anni, a portare avanti anche un merchandising e varie produzioni di stampo televisivo relative al franchise. Ci sono voluti, però, più di vent'anni per portare effettivamente le creature di R.L. Stine al cinema, con un film che vede protagonista l'istrionico Jack Black nei panni dello stesso scrittore, contornato da un cast giovane ma capace diretto da Rob Letterman, lo stesso di Shark Tale, Mostri contro Alieni e il generalmente poco apprezzato I fantastici viaggi di Gulliver. L'idea di base non è quella di realizzare la trasposizione cinematografica di uno dei racconti più famosi della serie, ad ogni modo, quanto di sfruttarne il marchio e i personaggi più iconici per metter su un film d'azione per ragazzi che, in realtà, delle atmosfere dei libri non ha (quasi) nulla. Se a questo sommiamo una prima mezz'ora da teen drama decisamente poco avvincente, le prime impressioni sull'opera non sono delle migliori. Tuttavia, nel momento in cui la vicenda comincia a farsi movimentata, Jack Black sfodera una bella prova con un personaggio decisamente metecinematografico e si fanno largo tutta una serie di situazioni divertenti e gustose citazioni dai libri della serie e dal cinema/letteratura horror, con strepitosi riferimenti a Stephen King. A quel punto, se si sta al gioco, il tempo passa piacevolmente e non mancano neanche un paio di buone pensate riprese dai libri, che aiutano lo script a ingranare una marcia in più.

Piccoli Brividi Il Piccoli brividi di Rob Letterman, se preso come prodotto a se stante slegato da un concept preesistente, funziona piuttosto bene come avventura urban fantasy per il pubblico più giovane, grazie a un bravissimo Jack Black, buoni effetti visivi e una vicenda che si prende il suo tempo per decollare ma si rivela a suo modo interessante. Il “problema” è che al di là del massiccio uso dei personaggi tratti dai libri, coi libri stessi ha ben poco a che fare: siamo più dalle parti di Jumanji e Inkheart - Cuore d'inchiostro (anche se l'idea dei personaggi usciti dalla pagina, come i fan possono facilmente immaginare, prende in realtà le mosse da L'avventura del mostruoso Blob), con una spruzzata de Quella casa nel bosco (per i rimandi metacinematografici e il ragionato utilizzo fan-service del bestiario) che da quelli dell'"inquietante" serie cartacea e televisiva, che proponeva storie molto più spaventose e macabre di questo giro sull'ottovolante della casa infestata del luna park.

6.5

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