Piccoli Brividi 2: I Fantasmi di Halloween, la recensione: tornano i mostri

I mostri di R.L. Stine tornano a riprendere vita in un sequel totalmente derivativo nelle idee e molto ripetitivo rispetto al primo film.

recensione Piccoli Brividi 2: I Fantasmi di Halloween, la recensione: tornano i mostri
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"Un barattolo mostruoso", "Il fantasma della porta accanto" o "Il lupo della palude". Sono solo alcuni dei titoli dei romanzi horror scritti negli anni '90 per i giovani lettori dal prolifico e ingegnoso R.L. Stine, meglio conosciuti per appartenere alla collana dei Piccoli Brividi, in inglese "Goosebumps" (pelle d'oca), che li descrive perfettamente.
I capisaldi della letteratura stineniana sono soprattutto tre: gli adolescenti come protagonisti, le città di periferia, almeno un elemento destabilizzante. Articolando intorno a questi "materiali" storie quantomai curiose, che spesso e volentieri sono state anche riprese da altri scrittori per racconti più "maturi", profondamente revisionate, l'autore ha creato un immaginario sofisticato e molto amato ancora oggi. Se vogliamo, i libri dei Piccoli Brividi sono stati l'equivalente letterario dei Racconti della Cripta, che tra l'altro andarono a sostituire in televisione nel 1995 con la serie televisiva live-action.
L'oblio destinato alla collana negli anni '10 ha poi consegnato i Piccoli Brividi alla storia editoriale, accrescendo con il trascorrere del tempo l'elemento nostalgia per quei racconti che hanno cresciuto almeno due generazioni di avidi lettori adolescenziali.
Da qui, nel 2013, l'idea di mettere in produzione una trasposizione cinematografica dedicata ai romanzi, sempre con protagonisti dei ragazzini ma accompagnati dallo stesso R.L. Stine, interpretato da Jack Black. Uscito nel 2015, il film ha triplicato al box office il suo investimento, ricevendo inoltre critiche piuttosto positive e inaspettate, convincendo la produzione a svilupparne il sequel, questo Piccoli Brividi 2: I Fantasmi di Halloween, che purtroppo, rispetto al primo capitolo, non funziona in molte sue parti.

Un Halloween movimentato

Da Madison ci trasferiamo a Wardenclyffe, New York, città dove Nikola Tesla nel 1900 costruì la sua famosa Torre, poi smantellata nel corso della Prima Guerra Mondiale. Protagonisti della storia non sono più Zach Cooper e Hannah Stine, ma Sarah Quinn e suo fratello Sonny, insieme al migliore amico di lui, Sam. La prima deve scrivere una sorta di tema per entrare alla Columbia e seguire un corso di scrittura creativa, mentre Sonny ha un progetto di scienze da vincere utilizzando proprio le idee di Tesla.
Wardenclyffe è una cittadina di provincia come tutte le altre, molto tranquilla e con tutte le caratteristiche tipiche del caso: c'è la mamma premurosa, il mega-negozio appena fuori le porte della città, il gruppo di bulletti, il vicino di casa molto strano, interpretato qui da un Ken Jeong decisamente sottotono. I problemi cominciano quando Sonny e Sam decidono di accettare una chiamata per sgomberare una casa abbandonata da un mucchio di cianfrusaglie, tanto per arrotondare la paghetta.
Non si accorgono però che la casa è la vecchia abitazione di Stine, ormai scomparso dai radar dopo il disastro di Madison, scovando un suo vecchio racconto e mettendolo prontamente sotto lucchetto, per evitare la fuoriuscita della storia nel mondo reale. Peccato che i due malcapitati ragazzini non sappiamo nulla di magia, e così incautamente aprono il libro, riportando in vita Slappy, il pupazzo malefico che tanto ha partecipato agli incubi degli adolescenti di fine secolo scorso.
Sì, lo Slappy del primo film veniva risucchiato nel libro di Stine, ma il fatto è che non esiste un solo Slappy, essendo lui protagonista di più storie, compresa questa, I Fantasmi di Halloween, il primo e incompiuto romanzo dello scrittore.
A differenza del film precedente, qui il pupazzo parlante segue pedissequamente i passaggi della trama del libro di cui è protagonista, iniziando a comportarsi prima da amico e poi da grande villain, riportando in vita tutte le maschere e gli oggetti di Halloween nella Notte delle Streghe, amplificando la sua magia all'ennesima potenza e diventando sempre più convinto a non tornare a vivere nel Libro.
Piccoli Brividi 2: I Fantasmi di Halloween è un titolo estremamente derivativo, privo di idee originali o che possano dirsi interessanti, escluse forse un paio di scene - sicuramente quella con gli orsetti gommosi.

Vive nella sua intenzionale atmosfera da young adventure senza particolari velleità artistiche, conscio del suo target di riferimento e anche della problematica assenza (più o meno) di un mattatore come Jack Black a mantenere su di un discreto livello di intrattenimento il film. La trama viaggia poi fin troppo veloce, quando invece si poteva dare molto più spazio all'inquietante Slappy, senza sfociare per forza in territorio horror, genere che il franchise deve appena abbozzare, dando invece spazio alla narrazione e alle reazioni dei protagonisti quando messi davanti al soprannaturale.
L'idea, sfortunatamente, è che questo Piccoli Brividi 2: I Fantasmi di Halloween sia stato pensato esclusivamente per cavalcare il successo del precedente lavoro, con la convinzione che potesse bissarne il trionfo in termini di critica sfruttando la medesima struttura. Questo, intendiamoci, è assolutamente funzionale, ma è come se fosse stato inserito il pilota automatico nella macchina creativa del progetto.
Il cambio di cast aiuta lo spettatore a entrare nell'ottica della "nuova storia di periferia", collegandolo concettualmente alle intenzioni della collana letteraria, ma quando la trama entra nel vivo e i personaggi abbandonano la paura in favore di un'inaspettato coraggio, i Fantasmi di Halloween diventa una storia di genere qualunque, ambientata in una periferia qualunque, che non diverte come invece faceva la precedente.
Fortunatamente, sembra che la produzione sia abbastanza convinta del successo al box office del film, tanto da chiuderlo con un'idea inaspettata che potrebbe risollevare le sorti del franchise nel terzo - questo sì, sperato - capitolo.

Piccoli Brividi 2 - I Fantasmi di Halloween Piccoli Brividi 2: I Fantasmi di Halloween è un sequel che vive senza compromessi la sua natura young adventure priva di qualsivoglia velleità artistica. Conosce il suo target e non prova neanche per un secondo a sorprenderlo con qualche idea originale, imbastendo invece una storia completamente derivativa, certamente funzionale ma stanca e poco divertita. Sembra sia stato sviluppato con il pilota automatico, senza affrontare con la giusta decisione curve stilistiche importanti e anzi, percorrendo un lungo rettilineo già battuto molte altre volte. L'intrattenimento è mediocre, passo indietro rispetto al primo film, ma viste le premesse si spera adesso in un doppio slancio in avanti nel terzo capitolo. Sempre che questo raggiunga il successo sperato.

5

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