Venezia 72

Recensione Per Amor Vostro

Grazie ad un'interpretazione magistrale di Valeria Golino e ad un visivo coraggioso, Giuseppe M. Gaudino porta a casa un melodramma della memoria in una Napoli tra passato e presente, definendo il destino di una donna che si riscopre.

recensione Per Amor Vostro
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Anna, boccoli color miele e "vestiti colorati grandi molto più di lei". Una vita vissuta in una Napoli in bilico tra vecchio e nuovo, nelle case fatte di anziani superstiziosi e devoti con il Vesuvio ed il mare fuori dalla finestra. Un mondo dove l'usura uccide gli amici e la calunnia uccide l'anima. "Anna e le sue insicurezze ed i suoi drammi artificiali", fatti di paura, rimorso, ignavia. "Anna che domanda agli altri tutto quello che non sa", sospesa, in bilico anche se del bilico è stanca: da una parte la paura, dall'altra la voglia di vivere, il coraggio di cambiare e ricominciare Per amor vostro, per amore di quei figli che vuole proteggere dal suo destino e da un padre delinquente. Ma soprattutto per amore di se stessa, per saldare un debito con la bambina che è in lei e che ha iniziato a prendersi colpe troppo presto di peccati che non erano suoi. Anna ha il volto di una splendida Valeria Golino, ha i suoi occhi chiari in scala di grigio, le sue paure e le sue espressioni, ha "quella casa al mare dove non ritorna più". In cui forse davvero, dopo essere riuscita a volare via dal suo passato verso una nuova vita, riuscirà a non tornare mai.

Una cosa da niente

È l'Anna di Valeria Golino, nel primo film di finzione di Giuseppe M. Gaudino diciotto anni dopo Giro di lune tra terra e mare, l'anima di tutta la pellicola. Grazie a lei tutto lo sperimentalismo stilistico del regista trova un senso, si armonizza e compie una danza attorno ad un personaggio straordinario interpretato con altrettanta meraviglia. Una prova sorprendente per l'attrice, e non stupirebbe se dovesse portare a casa la Coppa Volpi di questo Festival di Venezia che, a ragione, ospita in concorso Per amor vostro. Gaudino ha voglia di sperimentare e forse osa un po' troppo tra il monocromatico incedere della storia, metafora dello sguardo grigio della protagonista, ed il cromatismo spinto dei cambi scena e di alcuni dettagli. I primi, chiaro riferimento all'iconografia sacra della Napoli del passato che racconta, si uniscono a quel mare fuori dalla finestra - unico elemento non contaminato dal grigiore della vita di Anna. Gaudino spinge sull'estetica e la unisce alla semplicità delle inquadrature, per la maggior parte dedicate alla sua protagonista e agli splendidi comprimari, un cast che funziona e che rende la pellicola sentita, emozionante.

scavare nella memoria tra ricordi e tradizioni

La memoria sembra essere la chiave per comprendere davvero la realtà di Giuseppe M. Gaudino: quella di una Napoli tutt'altro che marginale, ma al contrario presente negli occhi dei genitori di Anna - credenti e superstiziosi, attaccati ad una realtà fatta di Grazie e ringraziamenti, rituali e benedizioni. Un mondo immobile in cui Anna è avvolta, nella sua vita soffocata da uomini che la sfruttano o che la idolatrano, ma da cui è comunque importante sbarazzarsi per esistere in autonomia. Gaudino costruisce questa consapevolezza pezzo dopo pezzo, accompagna Anna per mano fino alla fine e poi la lancia nel vuoto, a recuperare la spavalderia della bambina che era. Un finale eccessivamente didascalico sia nella forma che nell'estetica, dove il ritrovamento di quel cromatismo perduto nello sguardo della protagonista tradisce un po' il coraggio che il regista aveva dimostrato nel resto della pellicola. Una pellicola di fatto imperfetta a causa di questi piccoli dettagli, non senza sbavature, ma non per questo meno interessante e meno da applausi.

Per Amor Vostro Grazie ad un’interpretazione magistrale di Valeria Golino e ad un’estetica coraggiosa, Giuseppe M. Gaudino porta a casa un melodramma della memoria in una Napoli tra passato e presente, definendo il destino di una donna che si riscopre. Peccando di eccessività in alcune sequenze e perdendo coraggio in un finale eccessivamente dimostrativo Gaudino confeziona una pellicola forse non perfetta ma comunque estremamente piacevole, che rende giustizia ad una storia di riscoperta tutta al femminile.

7.5

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