Pay the Ghost Recensione

Nicolas Cage è alla ricerca del figlio, scomparso nella notte di Halloween, in Pay the Ghost, horror / thriller del regista tedesco Uli Edel.

recensione Pay the Ghost
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Ogni buona / ottima interpretazione di Nicolas Cage in un film degno di tal nome è intervallata da diversi titoli di pessima qualità, girati dal popolare attore solo per meri scopi alimentari. Pay the Ghost appartiene purtroppo alla seconda categoria, vedendo il nipote di Francis Ford Coppola nei panni di un padre di famiglia ossessionato dal lavoro di insegnante, prossimo ad ottenere una cattedra di grande prestigio professionale. La notte di Halloween, arrivato in ritardo per accompagnare il figlioletto nel classico tour di "dolcetto scherzetto", si offre di rimediare portandolo una mezzora a una parata a tema. Proprio qui il piccolo sparisce improvvisamente, non prima però di aver sussurrato al genitore la frase "possiamo pagare il fantasma?". Ogni ricerca è vana e un anno dopo, alla vigilia del 31 ottobre, l'uomo (che ormai vive in solitudine in quanto accusato dalla moglie della scomparsa del figlio) non si è ancora rassegnato a ritrovare il bambino, scoprendo come il suo caso sembri collegato a quelli di altri bambini scomparsi nello stesso periodo e forse derivante da un'antica maledizione celtica.

Paga il fantasma

Uli Edel è una di quelle classiche promesse mancate del cinema tedesco, autore di due ottimi film a loro modo cult come Christiane F. - Noi i ragazzi dello zoo di Berlino (1981) e La banda Baader Meinhof (2008), tra i pochi guizzi in mezzo a tante produzioni di bassa lega. E anche col suo ultimo titolo ricade in una banalità imperante dirigendo un horror / thriller che si appoggia su basi forzate e stereotipate, mai capace di provocare un sussulto di puro terrore in una narrazione inverosimile e piena di incongruenze. Inquietanti avvoltoi generati al computer, improvvise apparizioni di figure mostruose, filmati di un lontano passato comparenti nella videocamera: pare di assistere ad un ABC del genere realizzato con superficialità e senza un minimo di personalità, optante per irritanti derive melodrammatiche non supportate dalle caratterizzazioni dei personaggi e dalle performance di un cast svogliato e incolore, con lo stesso Cage che si adatta ad uno scontato manierismo emotivo. Pay the Ghost si trascina stancamente in novanta minuti di visione che propongono situazioni improbabili, con tanto di finale in cui diventa protagonista ambientale un portale tra i due mondi situato addirittura nel sottosuolo di New York e consistente in una scala scalcinata circondata da una fitta nebbia; davvero troppo per non provocare involontarie risate e affossare totalmente il pessimo script di Dan Kay, adattamento più o meno fedele dell'omonima storia breve del romanziere Tim Lebbon.

Pay the Ghost Ombre alla finestra, avvoltoi che svolazzano nella Grande Mela, un portale tra i due mondi ed un'antica leggenda celtica per questa ghost-story d'ordinanza diretta da Uli Edel. Un film scontato che cita vari sottofiloni del genere horror con totale noncuranza, in un susseguirsi di situazioni più volte al limite del trash involontario penalizzate inoltre da un fastidioso istinto melodrammatico nel rapporto tra i due genitori del bambino misteriosamente scomparso a inizio visione. Scomparsa naturalmente datata in quel di Halloween, elementare escamotage narrativo che Pay the Ghost sfrutta per infilare superficiali riferimenti a secolari tradizioni e culti pagani di sorta e decretare definitivamente l'inverosimiglianza di una vicenda le cui forzature logiche sono eccessive anche per il genere d'appartenenza. E Nicolas Cage, pur non aiutato da una caratterizzazione macchiettistica del suo personaggio, ci mette comunque del suo.

4.5

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