Patrick, la recensione dell'horror con Charles Dance

Kathy, giovane infermiera idealista, va a lavorare in una clinica psichiatrica nella quale è ricoverato un misterioso ragazzo in stato comatoso.

recensione Patrick, la recensione dell'horror con Charles Dance
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Kathy è una giovane infermiera che, reduce dalla rottura col fidanzato, viene assunta in una clinica psichiatrica che ha in cura pazienti in stato comatoso. La struttura ospedaliera, situata in un luogo isolato nei pressi di una piccola cittadina, è guidata dal Dr. Roget, dedito a rivoluzionari esperimenti sui malati che potrebbero rivoluzionare per sempre la storia della medicina.
I trattamenti sono però a tratti disumani e la cavia preferita dal luminare è il giovane Patrick, paziente con il quale ben presto Kathy inizia a dialogare. La ragazza scopre come il malato mostri dei segni di lucidità e, prima attraverso degli sputi e in seguito tramite le capacità telecinetiche da lui sviluppate, arriva a pensare che il Dr. Roget, in combutta con la figlia capo-infermiera, stia nascondendo qualcosa all'intera comunità.
Ma la verità è un'altra e la donna ne farà ben presto la conoscenza a proprie spese.

A volte ritornano

Ozploitation è il termine tecnico usato per indicare i film di genere di produzione australiana caratterizzati da un basso budget di partenza e realizzati dal 1971 in poi, in seguito all'entrata in vigore della classificazione R rating.
Tra i titoli più famosi di quegli anni vi era proprio Patrick, horror del 1978 capace di conquistarsi una buona schiera di fan. A trentacinque anni dall'uscita dell'originale ha avuto luogo un remake, sempre di provenienza autoctona, che ha trasportato il cult ai giorni nostri rispettando per toni e atmosfere le linee base del prototipo, salvo contare su soluzioni ed effetti speciali più affini al nuovo millennio.
In questo rifacimento si respira un'aria malsana e opprimente sin dai primi minuti, con l'arrivo della combattiva (ma altrettanto ingenua) protagonista nella clinica in cui avranno luogo gli eventi e un alone mystery che permea la figura del Dr. Roget che riescono a incuriosire con efficacia. L'ora e mezza di visione non va troppo per il sottile dal punto di vista narrativo, e non tutte le piste aperte vengono esplorate a dovere, ma il claustrofobico senso di inquietudine trova adeguato responso in una sana suspense di genere e in una violenza che, pur senza mai eccedere, regala almeno un paio di sequenze discretamente disturbanti.
La resa dei conti finale, con tanto di epilogo potenzialmente ambiguo, è ben orchestrata dal regista Mark Hartley, con in passato una lunga serie di acclamati documentari, e l'eterogeneo trio di protagonisti, su tutti l'imperscrutabile "villain" di Charles Dance, che ben si adatta a ruoli la cui marcata caratterizzazione segue prototipi del filone con una chiara verve citazionista.

Patrick Remake di un horror di culto degli anni '70, il Patrick del 2013 è un'operazione divertente capace di ricreare una più che discreta atmosfera di genere e dar vita a dinamiche avvincenti nella gestione dei principali personaggi, pur affidandosi a una sceneggiatura che viaggia volutamente su una linea retta priva di eccessivi scossoni. E anche i vari spunti di riflessione imbastiti qua e là sono solo l'ennesimo contorno narrativo di una vicenda che, nella sua fedeltà ai canoni del cinema low-budget, si offre a ideale aggiornamento dell'originale.

6.5

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