Passenger 57 - Terrore ad alta quota, la recensione del film con Wesley Snipes Recensione

Uno specialista per la sicurezza è alle prese con un volo dirottato da un criminale in Passenger 57 - Terrore ad alta quota, action thriller anni '90.

recensione Passenger 57 - Terrore ad alta quota, la recensione del film con Wesley Snipes
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E' all'inizio degli anni '90 che Wesley Snipes diventa una delle prime action-star afroamericane a lasciare il segno nel cinema di genere. Tra i titoli che hanno lanciato la carriera dell'attore dal volto d'ebano vi è senza dubbio Passenger 57 - Terrore ad alta quota, film di Kevin Hooks ambientato per buona parte del minutaggio a bordo di un aereo di linea. La trama vede infatti il pericoloso criminale / psicopatico Charles Rane venire imbarcato, sotto scorta di agenti dell'FBI, su un volo diretto a Los Angeles dove l'uomo dovrà essere processato. Peccato che sul velivolo siano infiltrati tra i passeggeri dei membri della banda di Rane che riescono in breve tempo a dirottarlo. Sul mezzo però vi è anche l'ex-agente segreto, ora specialista della sicurezza, John Cutter che cercherà di fermare il folle piano del ricercato e mettere in salvo più ostaggi possibili.

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Un classico action-movie anni '90 che già dall'inizio, con la rocambolesca fuga poi andata a male del villain, mostra palesemente la propria essenza di estetica rozza e portata all'esagerazione tipica delle omologhe produzioni del periodo. Non va per il sottile adattandosi in pieno ai canoni della serie b di routine, con tutti i pregi e limiti che da questi conseguono, il film di Hooks, che preferisce abbandonare la verosimiglianza in favore di un apporto ludico che, tra combattimenti a mani nude e scontri da arma da fuoco, sa rivelarsi discretamente avvincente nei suoi ottanta minuti di visione. Il limite maggiore di Passenger 57 - Terrore ad alta quota risiede semmai in una sceneggiatura fin troppo prevedibile e lineare, con tanto di platonica love-story tra il protagonista e una bella hostess inclusa, che rende la narrazione ben più che scontata. Una debolezza di scrittura in parte recuperata dalla sagace ironia presente nei dialoghi (ormai un classico la battuta pronunciata da Snipes "alla roulette punta sempre sul nero") e dalla convincente performance di Bruce Payne che dà vita ad una nemesi magneticamente folle che rischia di rubare la scena allo stesso protagonista. Personaggi di contorno dai tratti caricaturali e l'ambientazione a bordo dell'aeroplano che domina la prima parte per poi lasciare spazio ad una resa dei conti sulla terra ferma garantiscono comunque discrete dosi di innocuo divertimento per gli appassionati del filone.

Passenger 57 - Terrore ad alta quota Wesley Snipes, in uno dei suoi primi ruoli di peso, è il protagonista di questo action-movie in pieno stile anni '90 ambientato per più di metà visione a bordo di un volo di linea dirottato. Passenger 57 - Terrore ad alta quota non brilla per acume narrativo ma ha dalla sua un villain credibile ed inquietante e una gustosa (auto)ironia, rivelandosi un action thriller senza infamia e senza lode prettamente figlio dei suo tempi.

5.5

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