Recensione Panico

Un thriller on the road dall'autore di House at the end of the street

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Dai tempi dello spielberghiano Duel (1971), interamente costruito sulla lunga fuga di un individuo in automobile inseguito da un imponente camion di cui non vedevamo mai in volto il guidatore, non poche sono state, sullo schermo, le vicende ad alta tensione riguardanti tutt'altro che tranquilli viaggi sull'asfalto (citiamo soltanto The hitcher - La lunga strada della paura, diretto nel 1986 da Robert Harmon).
Un vero e proprio sottogenere cui va ad aggiungersi anche questo Hush (come s'intitola la pellicola in patria, probabilmente in omaggio a uno dei pezzi più noti dei Deep purple), lungometraggio straight to video firmato nel 2008 dal Mark Tonderai autore, quattro anni dopo, dell'horror House at the end of the street.
Straight to video che prende il via dal momento in cui il giovane Zakes, con il volto del televisivo William Ash, si trova di notte a guidare sulla superstrada, mentre la fidanzata Beth alias Christine Bottomley dorme accanto a lui... fino a quando un grosso camion lo supera e, tra le porte di dietro, apertesi a una curva, intravede una donna legata e insanguinata.
Segnando soltanto l'inizio di un vero e proprio incubo, soprattutto dopo che, durante una sosta in un'area di servizio, la sua dolce metà scompare misteriosamente.

Il dvd

Quindi, definito da The sun come "Il miglior horror inglese dell'anno", un elaborato in parte vicino a Radio killer (2001) di John Dahl, ma che richiama in particolar modo alla memoria Breakdown-La trappola (1997) di Jonathan Mostow, nel quale il Kurt Russell di 1997: Fuga da New York (1981) si trovava a dover andare alla ricerca della moglie, rapita dal camionista che le aveva dato un passaggio dopo essere rimasta con l'auto in panne insieme al marito.
Un elaborato il cui sviluppo non risparmia, ovviamente, spargimenti di cadaveri, pur non puntando affatto sull'estremizzazione della violenza e sugli eccessi splatter tipici dell'epoca cinematografica che ha fatto di Saw e Hostel le sue due saghe di culto.
Infatti, sebbene non risultino assenti mani inchiodate e, addirittura, una vittima cui viene perforato un occhio, Tonderai sembra concentrarsi maggiormente sugli stratagemmi atti a creare tensione.
E, nel corso della quasi ora e mezza di visione, caratterizzata da un'idea di partenza che possiede quasi il fascino delle famigerate leggende metropolitane, dimostra di conoscerle piuttosto bene (citiamo soltanto la sequenza ambientata nel bagno), tanto che l'altamente coinvolto spettatore finisce per non ritrovarsi quasi mai un attimo di tregua. Mentre le poche spiegazioni fornite dallo script contribuiscono a farlo sentire ancora più spaesato e avverte che il tutto, in fin dei conti, altro non vuole essere che una allegoria in salsa thriller relativa al lungo, ostacolato e non facile percorso dei rapporti di coppia.
E' Koch Media a renderlo disponibile su supporto dvd italiano.

Panico Seppur senza alcun contenuto speciale, Koch Media rende disponibile per il mercato dell’home video digitale tricolore questo thriller on the road di produzione britannica, a firma del Mark Tonderai regista di House at the end of the street (2012). Un thriller on the road non troppo dissimile da Breakdown - La trappola (1997) di Jonathan Mostow, a differenza del quale, però, privilegia un’ambientazione notturna destinata ad avvolgere il protagonista William Ash, alla disperata ricerca della fidanzata, misteriosamente scomparsa in un’area di sosta. Oltre a manifestare maggiore propensione verso l’horror, grazie soprattutto alla presenza di qualche omicidio discretamente violento... mentre la tensione regna sovrana e ci si ritrova efficacemente coinvolti, senza annoiarsi mai.

6

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