Far East 15

Recensione Painted Skin: The Resurrection

Al Far East Film Festival il sequel di Painted Skin

recensione Painted Skin: The Resurrection
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Xiaowei, un demone volpe, imprigionato cinquecento anni prima dai suoi simili in un lago ghiacciato poiché aveva osato aiutare una coppia di umani, viene salvato da un demone uccello e ritrova la libertà. Le creature, che hanno l'aspetto di splendide donne, sono alla ricerca di una persona che le ceda spontaneamente il loro cuore al fine di evitare la loro dipartita, che potrebbe avvenire per un'imminente eclissi lunare. Una giovane principessa, rimasta sfigurata  durante una battaglia, salva Xiaowei e decide di condurla con sé nel suo palazzo. La regnante, innamorata da sempre del suo più fido generale, deve inoltre affrontare una ribellione mentre si accorge che il suo amato si sta invaghendo del demone volpe...Sequel per Painted Skin, film diretto nel 2008 da Gordon Chan, Andy Chin e Danny Ko che vedeva nel numeroso cast anche un Donnie Yen pre-Ip Man. Questa volta dietro la macchina da presa troviamo il solo Wuershan (The Butcher, the Chef and the Swordsman), alla sua terza prova in cabina di regia, con un cast che vede oltre a graditi ritorni dal precedente episodio come quello della bella Zhou Xun (Confucius, The founding of a republic) un rooster di volti nuovi che danno vita a una storia più complessa dell'apparenza.

Un'epica kitsch

Ma nonostante tutte le sue ambizioni Painted Skin: The Resurrection si rivela un'opera assai imperfetta, che cerca a tratti di riportare alla memoria il sapore fiabesco / malinconico di classici come Storia di fantasmi cinesi senza mai riuscire però a centrare veramente il bersaglio. Non disdegnando un gran numero di effetti speciali, dalla qualità più che discreta, il film di Wuershan pecca però proprio nel fattore empatico verso il racconto e i suoi protagonisti, con una love story principale (più una, platonica, secondaria) incapace di regalare le giuste emozioni e che non trova neanche nelle scene più dichiaratamente epiche (o meglio, che tali vorrebbero essere, fallendo) una propria identità. Amore, gelosie, rimpianti intessuti in una trama dal sapore fantastico che punta infine a una riconciliazione per un lieto fine alquanto classico nonostante siano richiesti dei profondi sacrifici. Dove il film riesce a confermare quanto di buono vi era nelle previsioni è nel comparto scenografico, con una buona ricostruzione di ambienti e costumi, anche se spesso (battaglia finale inclusa) il tutto è snaturato da situazioni ed eventi anche un po' kitsch che stonano con l'atmosfera della vicenda. Niente da ridire infine sulle interpretazioni, soprattutto delle due belle protagoniste interpretate con bravura e a tratti anche una dirompente carica erotica (mancano comunque scene realmente hot) dalle belle Zhou Xun e Zhao Wei (Shaolin Soccer, Mulan, La battaglia dei tre regni).

Painted Skin: The Resurrection Non del tutto fallimentare, ma nemmeno all'altezza delle aspettative, Painted Skin: The Resurrection perde il confronto con il film precedente (col quale si ricollega in parte nella trama) per un'aura vagamente kitsch che stona con l'atmosfera epica che il racconto avrebbe dovuto avere. Una love story tormentata con elementi fantastici e diversi momenti di pura azione che non convince del tutto e non regge il paragone con i classici del genere.

5.5

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