Ozzy - Cucciolo Coraggioso, la recensione del film d'animazione

Un simpatico beagle viene affidato dalla sua famiglia a una sorta di resort per cani, che si rivelerà essere una vera e propria prigione per animali.

recensione Ozzy - Cucciolo Coraggioso, la recensione del film d'animazione
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Ozzy è un amichevole beagle che vive con la famiglia Martin, composta da padre, madre e dalla sua piccola padroncina, in coppia con la quale ne combina spesso di tutti i colori per la disperazione del vicinato. In Ozzy - Cucciolo coraggioso, quando gli umani devono partire per un lungo viaggio in Giappone e l'animale non è ammesso dalla struttura in cui dimorano, cercano di sistemare l'animale domestico presso amici e parenti per due settimane, ma tutti rifiutano la custodia, seppur provvisoria.
Uno spot televisivo li convince ad affidare il cagnolino a una struttura che sembra poter garantire tutti i comfort del caso alla bestiola e la prima impressione, con tanto di sauna e sala massaggi per i migliori amici dell'uomo, è senza dubbio ottima.
Dopo la partenza dei Martin, però, il protagonista scopre che era tutta una copertura e viene trasferito in una sorta di prigione per cani in cui dovrà armarsi di ingegno e arguzia per sopravvivere in attesa del ritorno dei proprietari. Dal rigido direttore di questo atipico carcere, un San Bernardo, al chihuahua Vito, una sorta di boss mafioso, la reclusione nel penitenziario rivelerà mille insidie ma gli farà anche conoscere tanti nuovi compagni d'avventura.

Vorrei ma non posso

Questa co-produzione animata tra Spagna e Canada tenta di approcciarsi al filone con un occhio di riguardo ai titoli Pixar e Dreamworks, metro di paragone per l'intero filone, mettendo al centro della vicenda l'ennesima storia con protagonisti animali parlanti. Ozzy - Cucciolo coraggioso mostra subito però i suoi limiti tecnici, con una realizzazione in CG poco più che mediocre che sfigura notevolmente rispetto alle alte fonti ispiratrici, che perciò tenta di giocare le proprie carte sulla marcata caratterizzazione delle varie figure coinvolte.

Dopo un breve prologo che ci introduce alla scoperta del personaggio principale, un simpatico beagle un po' fifone, terrorizzato, come tutti i suoi simili di quartiere, da un cagnaccio di proprietà del ragazzo che consegna i giornali, il centro focale della narrazione diventa la partenza dei proprietari per una vacanza in Giappone, dove lui non può andare.
Ecco allora che la storia prende la strada citazionista, con un'ambientazione da prison-movie che riporta alla memoria tanti classici a tema.

Un osso duro

Dal chihuahua Vito, con tanto di baffetti in "stile mafioso", all'integerrimo San Bernardo a capo della struttura, dai cani da guardia usati come poliziotti fino alle razze più folkloristiche, bassotto e spinone in primis, quali bizzarri compagni di viaggio, il protagonista dovrà affrontarne di cotte e di crude in quello che, sulla carta, avrebbe dovuto essere un soggiorno da sogno. Ozzy - Cucciolo coraggioso inizia a disseminare omaggi a cult del calibro di Fuga da Alcatraz (1979) e Fuga per la vittoria (1981) nel tentativo di strappare risate ai più piccoli e strizzare al contempo l'occhio al pubblico cinefilo, ma il risultato è troppo debole e i novanta minuti di visione risentono di una pesantezza di ritmo e di mancanza di idee, con solo una manciata di gag/battute che vanno realmente a segno prima del più che scontato lieto epilogo.

La regia dell'esordiente Alberto Rodríguez manca di personalità e l'impressione di adagiarsi sui luoghi comuni del filone, sperando che le platee di bambini passino sopra agli evidenti compromessi, si fa palese in più occasioni, tra svolte inverosimili e forzature poco credibili, pur contestualizzate al relativo filone.
Il divertimento è così spento e monotono e tolti gli spettatori infanti, più facilmente conquistabili, chi ha qualche anno in più sulle spalle rimarrà difficilmente coinvolto da una messa in scena priva di guizzi in cui, fattore ancor più importante, è assente anche un messaggio etico/morale degno di nota.

Ozzy - Cucciolo Coraggioso Un simpatico, fifone e pasticcione beagle è al centro di questo film d'animazione in computer grafica battente doppia bandiera, spagnola e canadese, che tenta con scarsi risultati di approcciarsi al filone sulla scia delle ben più convincenti e blasonate produzioni Pixar/Dreamworks. Ozzy - Cucciolo coraggioso è un titolo strutturalmente debole sia nella resa estetica, con design dei personaggi (umani e animali) e ambientazioni di qualità altalenante, che in quella narrativa, che cita a piene mani il filone dei prison-movie, con diversi omaggi inseriti nel corso dei novanta minuti di visione. Una gestione del ritmo mal calibrata, gag e battute che convincono raramente e un protagonista anonimo, così come la maggior parte dei suoi simili compagni d'avventura, rendono l'operazione digeribile solo a un pubblico di piccini per il quale però, mancanza abbastanza grave nella moderna concezione del genere, manca un reale messaggio di crescita o formativo. Il film andrà in onda sabato 18 maggio alle 21.20 su ITALIA 1 in prima visione TV.

5

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