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OtherLife, la recensione dello sci-fi disponibile su Netflix

Una giovane scienziata che ha creato una sostanza che permette di vivere esperienze mai provate è al centro di OtherLife, sci-fi australiano.

recensione OtherLife, la recensione dello sci-fi disponibile su Netflix
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Ren Amari è una giovane scienziata che ha inventato un nuovo tipo di sostanza chimica che, iniettata nel bulbo oculare, permette a chi la assume di provare esperienze incredibili mai vissute prima e che appaiono reali in tutto e per tutto: dal lancio col paracadute alla discesa con lo snowboard su una montagna innevata, sono centinaia le possibili applicazioni. Tramite questa rivoluzionaria tecnologia inoltre il tempo non scorre come nella realtà, ma si vivono anche intere giornate all'interno della cosiddetta OtherLife, mentre nel mondo esterno sono trascorsi solo pochi minuti. La ragazza però, che ha inziato il suo progetto sperando di far uscire dal coma l'amato fratello, non è ancora pronta a lanciare il prodotto sul mercato a differenza del suo partner in società, che ha intenzione di non perdere tempo e accettare gli ingenti finanziamenti statali: due posizioni inconciliabili che, in seguito ad un tragico lutto, renderanno la situazione sempre più tesa e complicata.

Il tempo di decidere

Viene dall'Australia questo sci-fi a basso budget che va ad inserirsi in un sottofilone umanistico del genere, quello relativo ad esperienze che sembrano in tutto e per tutto come reali innestate in una trama ricca di misteri e colpi di scena. OtherLife (disponibile su Netflix) non fa nulla per risultare davvero imprevedibile, e quando il meccanismo di sovrapposizioni tra i vari "mondi" viene compreso dallo spettatore anche i pur godibili cliffhanger perdono parzialmente l'effetto sorpresa, ma ha comunque il merito di intrattenere per novanta minuti di visione, anche per via dei diversi e profondi temi etici presenti nel contesto. Con influenze che guardano al recente e osannato San Junipero, episodio dell'ultima stagione di Black Mirror, e ad un cult anni '90 quale Cube - Il cubo (1997), il film ha così occasione di discutere del valore del tempo, e di come questo vada speso per raggiungere la vera pienezza, e del fine-vita, con la situazione riguardante il fratello in coma della protagonista. Gli effetti speciali non sono appariscenti, in quanto limitati più che altro ai primi piani ravvicinati dell'occhio (anche se una sequenza in cui le montagne si deformano ha un notevole impatto visivo), e il puro intrattenimento, più intelligente della media, va ricercato nella progressione narrativa, ben messa in scena dal regista Ben C.Lucas, al secondo lavoro dietro la macchina da presa dopo l'inedito Wasted on the Young (2010), tramite un impatto scenico che nonostante le ristrettezze garantisce una certa varietà di ambientazioni, a loro volta ben risaltate dall'efficace fotografia.

OtherLife Una nuova e rivoluzionaria sostanza che, iniettata nell'occhio, permette di vivere esperienze mai vissute prima in assoluta sicurezza: è questo il progetto della protagonista di OtherLife ma, come ogni sci-fi che si rispetti, qualcosa è destinato ad andare storto. Un film australiano a basso budget (ma tecnicamente e registicamente più che discreto) che, pur tracciando un sentiero narrativo su linee guida già spesso indagate del filone, risultando perciò parzialmente prevedibile, acquista una discreta forza drammatica nella gestione delle dinamiche tra i personaggi, con temi etici profondi sviscerati in maniera meno banale del previsto.

6.5

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