Ossessione omicida, la recensione del film con Idris Elba

Un criminale condannato per omicidio riesce a fuggire prima di essere ricondotto in carcere, stravolgendo la vita di una madre sola in casa.

recensione Ossessione omicida, la recensione del film con Idris Elba
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Colin Evans si trova dietro le sbarre del carcere da oltre cinque anni per il reato di omicidio colposo nello Stato del Tennesse, causato dalla sua morbosa gelosia nei confronti dell'ex fidanzata e da uno "sguardo di troppo" a lei rivolto. Il detenuto può adesso essere rilasciato "sulla parola", ma il voto del consiglio che deve decidere sulla libertà condizionata deve essere unanime. Uno dei giurati, che lo ha avuto in cura, lo definisce però un bugiardo seriale e narcisista, sulla scia di crudeli serial killer come Jeffrey Dahmer e John Wayne Gacy, e questo nega di fatto qualsiasi esito positivo.
Succede così che durante il tragitto di ritorno verso il carcere, nel camioncino blindato della polizia, Colin riesca a sopraffare l'agente di sorveglianza, uccidendolo insieme all'autista.
In Ossessione omicida, il fuggiasco fa subito ritorno dalla compagna di un tempo, ora timorosa di lui, non a caso il loro incontro finisce in tragedia. Ma questo è solo l'inizio di una fuga che, in una notte di tempesta, lo condurrà nei pressi della dimora di Terri Granger, una donna da tempo in crisi col marito (momentaneamente assente) che lì vive coi due figli.

L'uomo nero

La terza prova per il grande schermo del regista Sam Miller, solitamente operativo in ambito televisivo, tenta di rifarsi a quel filone home-invasion di stampo thriller in cui un criminale/psicopatico fa irruzione in una casa altrui e prende in ostaggio, nella gran parte delle occasioni, una donna dai problemi coniugali. La trama di Ossessione omicida è molto simile a quella di un film uscito l'anno successivo, parliamo di Captive (2015), ma questi pur nella sua debolezza strutturale poteva almeno contare su un caso di cronaca realmente accaduto come base narrativa, cosa che invece qui non accade, essendo tutta farina del sacco della sceneggiatrice Aimee Lagos. Gli ottanta minuti di visione non offrono purtroppo spunti originali degni di sorta e, dopo il rapido prologo nel quale viene introdotto il protagonista/villain con un breve background processuale di sfondo, l'azione si sposta per la quasi totalità tra le quattro mura di proprietà della vittima, una donna da tempo in crisi con il marito che deve badare da sola ai due figli piccoli.

Coerenza cercasi

Il risultato è un insieme spento e anonimo, privo di qualsivoglia tensione, via via più improbabile con lo scorrere degli eventi e nelle relative dinamiche tra i personaggi: l'apice viene poi raggiunto nel convulso finale, con un colpo di scena che toglie qualsiasi briciolo di verosimiglianza nella pacchiana forzatura di fondo. Ossessione omicida latita non solo dal punto di vista logico ma anche nella gestione della suspense, pressoché assente nella convulsa situazione tra ostaggio e rapitore, con la presenza sporadica di figure secondarie prive di qualsiasi sfumatura che diminuisce ulteriormente l'interesse verso l'anonima vicenda.
Un erotismo solo accennato ma mai in grado di esplodere, una colonna sonora che sembra uguale a tante altre, una limitata e fredda ambientazione completano un quadro scarno, capace di ottenere contro ogni previsione un notevole successo di pubblico nelle sale d'Oltreoceano: la maggior parte del pubblico afroamericano è probabilmente stato attirato dalla presenza nei due ruoli principali di Idris Elba e Taraji P. Henson (star di Empire), entrambi però recitano ben al di sotto delle loro notevoli capacità anche per via delle caratterizzazioni curate al minimo sindacale dei loro alter-ego.

Ossessione omicida Un brutale assassino psicologicamente instabile e una donna in crisi col marito incrociano le loro strade in questo spento thriller/home invasion narrativamente debole, pieno di buchi e forzature all'interno della pur semplicistica trama. Ossessione omicida è al grado zero di suspense nei suoi ottanta minuti di visione, con la classica situazione del gatto e del topo gestita in maniera anonima e superficiale dal regista Sam Miller, mai capace di creare la corretta tensione emotiva che porti ad affezionarsi alla malcapitata vittima - o alle figure di contorno che si troveranno sulla strada del criminale. Idris Elba e Taraji P. Henson possono fare poco per infondere personalità a figure stereotipate e prive del necessario background, venendo risucchiati dall'anonimia generale. Il film andrà in onda venerdì 7 giugno alle 21.20 su RAI2 in prima visione TV.

4.5

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