Recensione Operazione Valchiria

Tom Cruise e Bryan Singer insieme per raccontare la vita di un eroe

Recensione Operazione Valchiria
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Germania, ultimi anni di guerra. Spedito sul fronte nord - africano per via della sua posizione critica nei confronti del regime di Hitler, il colonnello von Stauffenberg (Cruise), nel tentativo di salvare le sue truppe da un'imboscata inglese, perde un braccio, un occhio e tre dita della mano destra. Tornato a Berlino come reduce decorato, si convince sempre di più dell'idiozia nazista e, avvicinandosi agli ambienti della "resistenza", organizzerà insieme ad alcuni generali un attentato al Furher, per evitare alla Germania l'umiliazione definitiva della resa incondizionata. Ma la storia, molte volte, procede per percorsi imprevisti, ed il caso rischia spesso di salvare la vita ai tiranni, condannando gli eroi.

Martirio

Claus Philipp Maria Schenk Graf von Stauffenberg nasce in Sassonia nel 1907, rampollo di una delle famiglie di più antica nobiltà. Fortemente critico verso i Nazisti, fu ufficiale sul campo in Nord Africa e, dopo il congedo, assunse una posizione di assoluto rilievo al comando generale di Berlino. Avvicinatosi agli ambienti della resistenza tedesca, fu l'esecutore materiale del famoso attentato del 20 Luglio che, però, lascio Hitler illeso. Condannato per alto tradimento, fu giustiziato il 21 Luglio. Oggi, a parenne memoria del suo martirio, gli è stato dedicato il Monumento alla resistenza tedesca del Reichstag

Capire Wagner

Arriva finalmente in italia Operazione Valchiria, film fortemente voluto da Tom Cruise (accusato, peraltro ingiustamente, di averlo trasformato in un mega - spot per Scientology) e dal regista Bryan Singer, da sempre affascinati dalla tragica e carismatica figura del Colonnello Stauffenberg, l'unico tedesco ad essere arrivato ad un passo dall'uccidere Hitler. Il risultato è un film classico, hollywoodiano nel senso più pieno del termine, che concede molto poco alla psicologia per concentrarsi solo sull'epica tradizionale del bene contro il male. Al nazismo, qui ritratto in maniera forse troppo caricaturale, con un Hitler vecchio e delirante, si oppone un manipolo di prodi disposti a tutto pur di liberare la loro patria. Operazione Valchiria non chiede allo spettatore troppi sforzi: i ruoli sono netti e tutte le vicende sono abbastanza concilianti, manca qualsiasivoglia riflessione sulla guerra o sul potere, Stauffenberg ed i suoi non hanno mai un dubbio, solamente il braccio "politico" dell'organizzazione mette involontariamente i bastoni fra le ruote al piano (pregiudicandone di fatto la riuscita finale). Un film molto americano, dunque, dove la forza, intesa come volontà di potenza, è l'unica vera religione. Stauffenberg non ha un progetto a lungo termine, non sa cosa fare della Germania liberata, vuole solamente agire, e vuole farlo in fretta. Singer, concentrandosi solo sul suo protagonista (che coccola all'inverosimile), mette in un cono d'ombra tutti i comprimari, sia positivi che negativi, ed è un peccato perché alcuni personaggi, come il viscido generale Fromm o l'algido Olbricht avrebbero meritato più spazio. Pur configurandosi fin dall'inizio come uno one - man show di Tom Cruise, Operazione Valchiria però evita di sfociare nel pacchiano, la ricostruzione storica è molto accurata e, strano a dirsi per un film così smaccatamente di genere, non si lascia mai andare a truculenze gratuite o scene d'azione fini a se stesse. Basti pensare che gli unici spari che risuonano dopo quasi due ore di film sono quelli dell'esecuzione dei dissidenti. Una qualità significativa soprattutto in una pellicola che porta impresso a fuoco il marchio di Mr. Mission Impossible. Da questo punto di vista Singer (che è un autore dotato di grande talento) è stato molto bravo a mettere a freno l'esuberanza "fisica" di Cruise, costringendolo una volta tanto a recitare per davvero. Più in generale, comunque, il regista, come aveva già fatto prima di lui anche Spielberg con il Soldato Ryan, s'è approcciato alla storia con grande rispetto, sia per la vicenda umana di Stauffenberg, che per il popolo tedesco. Singer non accusa e non assolve nessuno e, con occhio quasi Europeo, é capace di entrare nella Seconda Guerra Mondiale lasciandosi alle spalle la retorica facile di un Americano (d'ascendenza ebraica) che guarda, con una punta di supponenza, alle vicende del Vecchio Continente.Il film, dunque, funziona abbastanza bene, nonostante qualche passaggio non chiarissimo, frutto probabilmente della necessità di comprimere due anni di storia in due ore, tuttavia gli manca quell'intensità drammatica che avrebbe potuto farlo allontanare da alcuni cliché "di genere".

Recito, dunque sono

Era dai tempi di Magnolia che Tom Cruise non recitava così. Disabile e costretto a portare perennemente una benda sull'occhio sinistro, il suo Stauffenberg è un personaggio che non si dimentica tanto facilmente, e che, di certo, farà a gara con il Benjamin Button di Brad Pitt nella corsa all'abbruttimento. Sembra quasi che ormai, fra questi divi super belli, super bravi e super ricchi, si sia fatta strada l'idea che per essere considerati non solo dei modelli da copertina sia necessario prestarsi ai peggio trattamenti in sala trucco. Forse non è del tutto vero, ma se questo li aiuta ad esprimersi come stanno facendo, non possiamo che esserne contenti. Privato, almeno in parte del suo fascino, Cruise ha prestato molta attenzione nel costruire Stauffenberg, per tutto il film non sorride mai, è sempre in tensione e si sente per davvero quanto il buon Tom ci tenesse alla parte. Il resto del cast, composto da grandissimi professionisti come Kenneth Branagh e Tom Wilkinson fa il suo dovere, stando sempre un passo indietro rispetto al protagonista principale, e permettendo a Cruise di esprimersi al meglio.

Operazione Valchiria Operazione Valchiria è un bel thriller, onesto ed avvincente. Bryan Singer e Tom Cruise hanno evitato certe trappole del cinema di genere e ci consegnano un film che forse non rimarrà negli annali ma che conferma le grandi doti del regista ed in particolare un Tom Cruise rinato e finalmente maturo. Proprio per via delle notevoli doti di Singer nell'analizzare il male in tutte le sue facce (come nel Kinghiano "Apt Pupil dove aveva già affrontato il tema del nazismo), resta un po' di rimpianto per il non aver voluto affrontare certe tematiche umane e politiche più in profondità. Ciò non toglie che molte delle critiche negative mosse a questo film siano nettamente poco giustificabili e sembrano più che altro macchiate da una sorta di pregiudizio nei confronti di Tom Cruise, personaggio in cui spesso risulta ostico scindere la vita privata da quella professionale.

6.5

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