Recensione Operazione Spysitter

Recensione della commedia di Brian Levant interpretata da Jackie Chan

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Con oltre cento pellicole interpretate dai primi anni Sessanta fino ad oggi, l'hongkonghese Jackie Chan, pseudonimo di Chan Kong-Sang, è stato reso famoso dal suo particolare stile di combattimento, fusione della classica mimica del cinema muto con le arti marziali cinesi, oltre che dalla scelta di affrontare in prima persona, senza alcuna controfigura, le pericolose sequenze d'azione nei lungometraggi.
Negli ultimi anni, abbiamo avuto modo di vederlo soprattutto al fianco di Chris Tucker nella trilogia poliziesca di Brett Ratner Rush hour, ma i più attenti lo avranno di sicuro notato anche in altri titoli circolati poco e male in Italia, come Rob-B-Hood (2006) di Benny Chan, La vendetta del dragone (2009) di Tung-Shing Yee e Il regno proibito (2008) di Rob Minkoff, interpretato insieme a Jet Li.
Ora, in attesa dell'arrivo di The karate kid di Harald Zwart, rifacimento dell'omonimo cult-movie diretto nel 1984 da John G. Avildsen, lo troviamo nuovamente in azione in The spy next door, ribattezzato Operazione spysitter per la distribuzione italiana.

Jackie CIAn

E quelli che veste nella commedia d'azione diretta da Brian"Beethoven"Levant sono i panni di Bob Ho, apparentemente mite commerciante di penne a sfera, in realtà formidabile agente segreto.
Formidabile agente segreto che, presa la decisione di lasciare il proprio mestiere per andare in pensione, si offre come babysitter dei figli della sua vicina di casa Gillian alias Amber Valletta (Gamer), con la quale ha una relazione.
Ma, mentre la donna è fuori città, le tre piccole pesti Nora, Farren e Ian, rispettivamente con i volti di Alina Foley (la serie tv I giorni della nostra vita), Madeline Carroll (Resident evil: Extinction) e Will Shadley (tra le voci originali di Piovono polpette), ne architettano di tutti colori al fine di metterlo alla prova; fino al momento in cui il maschio, per errore, scarica dal suo computer una formula top secret, spingendo l'uomo a non avere altra scelta: intraprendere una pericolosa missione di spionaggio per conto della CIA che si rivela la sfida più importante della sua carriera. Anche perché saranno i ragazzi stessi ad affiancarlo coraggiosamente.

Lui, lei e i suoi bambini

Quindi, come c'era da aspettarsi, si comincia immediatamente con l'ultima, frenetica missione di Bob prima di abbandonare il suo lavoro, per poi passare ai classici canoni della commedia a stelle e strisce per tutta la famiglia.
Commedia che, in questo caso, se nell'argomento non può fare a meno di richiamare alla memoria un prodotto dalla trama simile - oltretutto pessimo, bisogna ammetterlo - come Missione Tata (2005) di Adam Shankman, in cui Vin Diesel vestiva i panni di un tenente della marina impegnato a proteggere i figli di uno scienziato assassinato, nella trama non sembra altro che una rilettura in chiave spy-movie di Io lei e i suoi bambini (2005) con Ice Cube, non a caso diretto dallo stesso Levant.
D'altra parte, stiamo parlando di una pellicola che, un po' come la saga rodrigueziana Spy kids, filtra gli stilemi del filone caro a James Bond attraverso quelli del film indirizzato a spettatori under 14, al fine di testimoniare quanto sia difficile il ruolo di genitore ma, soprattutto, di ribadire l'importanza di avere una famiglia, ovvero qualcuno da amare e che ti ami.
Infatti, se Jackie Chan ci ha da sempre abituati a pellicole sì violente ma fornite d'indispensabile ironia atta a renderle adatte in particolar modo al pubblico dei ragazzi, qui, complice la regia di quello che possiamo tranquillamente definire uno specialista del genere (ricordiamo che nel curriculum annovera anche Piccola peste torna a far danni e Una promessa è una promessa), sembra decisamente rivolgersi a quello dei bambini (c'è perfino una tartarughina che si rivela indispensabile durante una pericolosa situazione).
Però, l'impatto generale rimane di livello poco più che televisivo, con un minimo di divertimento relegato all'ultima mezz'ora di visione, nella quale rientra anche il momento in cui Bob viene catturato insieme ai figli di Gillian. Il miglior momento dell'intera operazione, anche se diverse delle imprese acrobatiche lasciano quasi pensare che il caro vecchio Chan, ormai cinquantaseienne, abbia questa volta usufruito di una controfigura.

Operazione Spysitter La star cinese dei film d’arti marziali Jackie Chan incontra Brian Levant, regista di The Flintstones. Il risultato è una classica commedia a stelle e strisce che, sfruttando in maniera neanche troppo originale gli elementi tipici dello spy-movie, riserva novanta minuti di visione che rispecchiano non poco i ritmi e il look dei tanti film per ragazzi (o meglio, per bambini) che tempestano i pomeriggi estivi del piccolo schermo. Con immancabili papere sul set poste nei titoli di coda, marchio di fabbrica del protagonista di Terremoto nel Bronx e Supercop.

5.5

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