Operation Chromite, Liam Neeson e la Guerra di Corea Recensione

Durante la Guerra di Corea otto spie del sud vengono mandate tra le fila nord-coreane in Operation Chromite, avvincente war movie.

recensione Operation Chromite, Liam Neeson e la Guerra di Corea
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E' uscito in patria l'estate dello scorso anno, ma Operation Chromite era un film già attuale ai tempi per le tematiche trattate, viste le bizze frequenti del dittatore Kim Jong-un e le tensioni internazionali sempre sul punto di esplodere. Questa produzione sudcoreana, che si avvale della presenza da guest star di Liam Neeson nei panni del generale MacArthur, è ispirata ad una storia vera che precedette la battaglia di Incheon, uno degli eventi decisivi della Guerra di Corea: siamo nel 1950 e le forze alleate, capitanate per l'appunto da MacArthur e appoggianti il governo del Sud, devono tentare una missione disperata per risolvere la situazione del conflitto a loro favore, dopo che l'esercito del Nord ha conquistato quasi tutta la Penisola. L'intento è quello di attaccare la città portuale di Incheon, ma perché l'operazione abbia successo otto spie vengono mandate sotto copertura nelle fila nemiche al fine di scoprire importanti segreti militari.

Ad ogni costo

Non si può certo dire che Operation Chromite sia un film che vada per il sottile, prendendo a piene mani dai classici prodotti hollywoodiani old school a sfondo bellico ricchi di pomposità e retorica nazionalista: al netto del suo netto schieramento ideologico però la messa in scena funziona a dovere, regalando spettacolo ed emozioni in egual misura nelle due ore di visione. Il racconto si muove su istinti da action / thriller storico costruendo una buona dose tensiva, esplodente a più riprese in diverse scene madri, e caratterizzando a dovere (con le dovute proporzioni) il folto gruppo di protagonisti, villain e personaggi secondari cui è ben presto facile affezionarsi (o odiare) nel proseguo di questa pericolosa missione nel bel mezzo dell'esercito nemico. Il conflitto tra le due Coree, che ha diviso e divide tutt'ora una nazione, è ben esemplificato nei dialoghi dove, tra ricordi e rimpianti, vengono espresse condanne ad una guerra che ha diviso madri e figli, fratelli e amici, in un contesto dove il fanatismo ha straziato ogni vincolo di affetto. La prima parte, più introduttiva nell'esporre la situazione storica, vede anche una sorta di "botta e risposta" a distanza tra i rispettivi colloqui militari ed è proprio qui che l'apporto di Liam Neeson, pur in un minutaggio limitato, si rivela decisivo nello sfumare con un affiato carismatico la figura di un romanzato MacArthur, per poi lasciare spazio ad un crescendo di azione destinato a concludersi nel roboante finale in cui ha finalmente luogo lo sbarco. Gesta di eroismo e sacrificio, crudeli esecuzioni e platoniche relazioni in divenire sono dirette dal regista John H. Lee, non nuovo al genere dopo il già notevole 71: Into the Fire (2010), con una precisa idea di cinema, forse eccessivamente enfatico ma sicuramente capace di far presa sul grande pubblico.

Operation Chromite Un film figlio di una precisa identità cinematografica che, proprio nella sua palese sincerità, riesce a catturare l'attenzione di chi è in cerca di un sano spettacolo di impostazione bellica. Operation Chromite, produzione sud-coreana che conta la presenza di Liam Neeson (nei panni del generale MacArthur), è liberamente ispirato ad una storia vera avvenuta durante la Guerra di Corea e inerente la missione di otto soldati inviati come spie all'interno dell'esercito nemico. Un racconto narrativamente netto, in cui colpi di scena e gesta di eroismo sono parzialmente prevedibili ma a cui non manca un affiato vagamente epico capace, con i suoi istinti drammatici e uno spettacolo avvincente, di intrattenere con gusto per quasi due ore.

7

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