Recensione One in the Chamber

Cuba Gooding Jr. e Dolph Lundgren sono due killer avversari nel bel mezzo di una guerra mafiosa nell'Est Europa in One in the chamber, l'inaspettatamente piacevole action b-movie di William Kaufman.

recensione One in the Chamber
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Ai tempi di Jerry Maguire (1996), con la consacrazione del Premio Oscar per per il miglior attore non protagonista, la carriera di Cuba Gooding Jr. sembrava avviata verso un grande successo professionale. Ma, vuoi per scelte sbagliate e per un'inaspettata involuzione, l'interprete newyorkese ha raccolto molto meno di quanto preventivato e se non ricordate un titolo recente al quale abbia partecipato, la colpa non è vostra: negli ultimi anni infatti Gooding Jr. si è specializzato nel ruolo di action hero in b-movie e straight to video per la maggior parte inediti in Italia. Non è questo il caso di One in the chamber (espressione traducibile come "un colpo in canna"), ennesimo direct-to-DVD del 2012 che lo vede protagonista insieme ad un'altra star del genere come Dolph Lundgren.

Attenti al lupo!

Dopo la caduta del comunismo un sacco di criminali americani si sono trasferiti nell'est Europa dove hanno formato un vero e proprio sindacato del crimine. Ray Carver è un sicario che vive da anni a Praga e accetta contratti dai boss mafiosi. Il suo ultimo incarico consiste nell'eliminare Demyan Ivanov, ma la missione fallisce finendo per scatenare una vera e propria guerra tra le "famiglie" che lo vedrà inevitabilmente coinvolto. Il pericolo più grande deriva però dall'entrata in scena di un altro infallibile assassino, conosciuto come Il Lupo.

Rischio a due

Più che lecito aspettarsi poco da queste produzioni, indirizzate ad uno specifico tipo di pubblico che fa poco caso alla qualità. Ma One in the chamber, a dispetto delle basse aspettative di partenza, fa il suo sporco lavoro con un certo stile. William Kaufman, che già aveva diretto il nero protagonista in The hit list (2011), dimostra un certo stile e riesce a traghettare una narrazione abbastanza pilotata con un piglio sicuro che, sfruttando l'autoironia di un convincente Dolph Lundgren (in uno dei suoi personaggi più riusciti degli ultimi tempi) e un'oculata gestione delle dinamiche action, non fa rimpiangere i novanta minuti necessari alla visione. Violento ma con gusto, a tratti malinconico nella sfaccettature che circondano la figura di Carver (non male neanche la prova di Cuba Gooding Jr.), il film ci racconta una storia dal sapore classico (killer in cerca di redenzione, tradimenti, sottotrama pseudo-romantica e citazioni dalla Bibbia) riuscendo inaspettatamente ad avvincere ben più della maggior parte dei titoli omologhi.

One in the Chamber Un Dolph Lundgren gigione quanto basta e un onesto Cuba Gooding Jr. sono i protagonisti di un action b-movie godibile e divertente che, partendo da una sceneggiatura che ripercorre i vari topoi del filone, si rivela inaspettatamente riuscito. One in the chamber è la storia di due killer avversari che, legati comunque ad un proprio codice d'onore, si trovano a duellare nel bel mezzo di una guerra mafiosa in quel di Praga, città sfruttata più che degnamente dalla solida regia di William Kaufman.

6

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