Ogni Tuo Respiro: la recensione del primo film di Andy Serkis

Arriva nelle sale il primo film da regista di Andy Serkis, Ogni Tuo Respiro, con protagonisti Andrew Garfield e Claire Foy.

recensione Ogni Tuo Respiro: la recensione del primo film di Andy Serkis
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Il film che ha aperto la 61esima edizione del BFI London Film Festival è Breathe - Ogni tuo respiro, che vede il debutto alla regia di Andy Serkis, ovvero l'attore divenuto celebre per i suoi personaggi in motion capture (Gollum de Il Signore degli Anelli su tutti). Un attore che ha saputo stupirci per l'intensità e la camaleontica dote con la quale sa passare da un genere ad un altro, e che ora è diventato anche un regista preparato. Come vuole la tradizione del festival, in apertura deve esserci un film rigorosamente "british" con protagonisti "british" che possa, preferibilmente, ritrarre un personaggio, o un'impresa, "british", degna di nota. In questo modo veniamo a conoscenza dell'incredibile storia della famiglia Cavendish. Robin (Andrew Garfield) e Diana (Claire Foy) sono giovani, abbienti, innamorati con un colpo di fulmine, subito sposi e presto trasferiti in Kenia, dove Robin è commerciante di tè e dove aspettano il loro primo figlio, Jonathan (ricordatevi questo nome). Proprio quando la vita e la felicità dei due sembra non poter toccare vette più alte, un giorno durante una partita di tennis Robin sviene e si sente mancare il respiro.

La malattia

Trasportato d'urgenza in ospedale gli viene diagnosticata la poliomielite, che lo paralizza dalla testa in giù. Il suo verdetto è quello di tre mesi di vita attaccato ad un respiratore artificiale. Ma a quanto pare i dottori non avevano fatto i conti con la perseveranza e la determinazione di Diana, che sposta il marito in Inghilterra e dà il via ad una lotta per la vita insieme a Robin, agli eccentrici amici e alla famiglia. Proprio insieme ad uno di questi amici Robin mette a punto una rudimentale sedia a rotelle dotata di un respiratore che gli consentirà non solo di avere una qualità della vita migliore, ma di combattere per la divulgazione del marchingegno affinché le persone nella sua stessa situazione possano auspicare a qualcosa di meglio della stanza di un ospedale. È una storia che ha più radici, nella disabilità di certo, ma soprattutto nell'amore e nel coraggio. Il film è stato co-prodotto da Jonathan Cavendish, figlio della coppia, grande amico di Andy Serkis, insieme al quale ha fondato la Immaginarium Production.

Epilogo

Il film non punta l'accento sui temi legati all'eutanasia, ma sull'incredibile forza che ha unito la coppia, l'amore incondizionato di Diana, la fortuna di avere amici sinceri, la divulgazione dell'innovazione e la perseveranza, inviando un forte messaggio allo spettatore, ovvero che nessuno può dirti che una cosa non si può fare. La pellicola è un racconto misurato, ben diretto, con un paio di occasioni mancate per renderlo davvero un bel film, ma l'aspetto che ha colpito di più alla fine della proiezione è sicuramente la naturalezza con la quale l'argomento eutanasia, che comporta solitamente più di una polemica, sia stato così poco messo in risalto. Andrew Garfield ci regala una buona interpretazione, caratterizzata dalla sua mimica facciale e dalla misurata e monocorde parte vocale, mentre la lanciatissima Claire Foy, reduce dal successo di The Crown, dimostra ancora una volta tutto il suo talento. Andy Serkis è sicuramente legato sentimentalmente alla storia, questo ha pregiudicato per alcuni aspetti la pellicola e l'ha aiutata in altri. Resta la curiosità di vederlo cimentarsi con qualcosa di più "coraggioso", che siamo certi arriverà in futuro.

Ogni Tuo Respiro Andy Serkis debutta alla regia con una pellicola tratta da una storia vera, quella di Robin Cavendish, una storia fatta di coraggio e di libertà, di amore e di sofferenza. Un film ben riuscito e ben diretto che osa poco ma al tempo stesso tratta l'argomento dell'eutanasia con estrema delicatezza. Une bellissima lezione di vita, interpretata da due attori - come Andrew Garfield e Claire Foy - integrati molto bene nel loro difficile ruolo. Un debutto dietro la macchina da presa a cui avremmo sicuramente potuto chiedere di più, in ogni caso le premesse per un futuro migliore ci sono tutte.

7

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