Occhiali Neri recensione: il ritorno di Dario Argento dopo 10 anni di vuoto

Dario Argento torna sul grande schermo dopo 10 anni di silenzio: Occhiali Neri è il nuovo film del maestro romano con Ilenia Pastorelli.

Occhiali Neri recensione: il ritorno di Dario Argento dopo 10 anni di vuoto
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Chi ha visto Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore non può non ricordare questa celebre frase di Alfredo, il personaggio interpretato dall'immortale Philippe Noiret: "Ora che ho perso la vista ci vedo di più". Un percorso simile a quello del proiezionista siciliano, seppur con delle differenze sostanziali, lo compie Diana, avvenente escort romana che ha corpo e volto di Ilenia Pastorelli in Occhiali Neri di Dario Argento. Non è la sua passione a tradirla, come invece ha fatto la pellicola con Alfredo, bensì qualcosa di molto più oscuro. Una figura intenta, per motivi che non conosciamo, ad attentare alla sua vita. Il tentativo di omicidio non riesce fino in fondo ma la nostra protagonista rimane del tutto cieca. Da qui inizia il suo personale calvario fatto di presa di coscienza, crescita e fuga, in un turbinio di emozioni che potremmo definire "vecchia scuola".

Il ritorno di Dario Argento

Un autore come Dario Argento non ha certo bisogno di presentazioni, è conosciuto come il Maestro del Brivido per via di alcune pietre miliari della cinematografia nostrana che hanno segnato un'intera generazione.

Pensiamo ovviamente a Il gatto a nove code, Profondo Rosso, Suspiria, Phenomena, solo per ricordarne alcune. Ovviamente anche i migliori possono incappare in passi falsi e opere non proprio riuscite a pieno, dopo Il Fantasma dell'Opera del 1998 per il maestro romano la strada si è fatta decisamente in salita, fino a quel Dracula 3D del 2012 che ha scoraggiato anche gli appassionati più fedeli - nonostante la proiezione di mezzanotte al Festival di Cannes di quell'anno. Da allora il silenzio, fino alle notizie relative a Occhiali Neri. Il buio cinematografico è durato per 10 anni esatti, nonostante questo ritorno però l'oscurità è destinata a continuare: su Roma incombe infatti un'eclissi di sole, un terribile presagio che costringe chiunque nella Capitale a indossare occhiali scuri per godere meglio dello spettacolo astrale. Per Diana la profezia sarà praticamente definitiva, non sarà però il nero assoluto il suo vero incubo.

Un killer d'altri tempi

Le escort di lusso di Roma sono minacciate da una figura sconosciuta, che le attende al di fuori degli hotel e le uccide in maniera brutale. Diverse prove conducono a un uomo ben piazzato che si muove a bordo di un furgone scuro, o forse bianco, con la polizia che sembra più una caricatura di se stessa che altro.

A pagare le conseguenze dell'impotenza delle forze di polizia è proprio Diana, l'obiettivo più ostico del killer, fortunata e inafferrabile allo stesso tempo, anche quando non ci sarà più la vista a sorreggerla. Una parabola di redenzione che porterà la nostra protagonista a sostare sotto una luce differente rispetto all'inizio della narrazione - anche se visto il tema del film potrebbe sembrare una metafora un po' azzardata. Pur essendo il 2022, per Dario Argento il tempo sembra non sia passato. Il modo di girare, di dirigere gli attori, di costruire le scene e simulare il sangue che sgorga dalle gole delle vittime sono quantomai "vintage", elementi appartenenti a un'altra epoca che creano uno stacco piacevole con il buio della sala (quel buio che torna ancora una volta).

Per capire meglio cosa vi aspetta, vi basti sapere che special make-up, prostetici e animatronici sono stati affidati alle cure del Sergio Stivaletti Studio, fondato da Sergio Stivaletti dopo aver realizzato effetti speciali per Michele Soavi, Lamberto Bava, Matteo Garrone nel suo crudo L'Imbalsamatore, oltre ovviamente a diverse opere di Dario Argento stesso. Occhiali Neri non parla infatti alle nuove generazioni ma cerca esplicitamente l'appoggio della "vecchia guardia", di quegli appassionati del thriller sanguinolento all'Italiana che purtroppo si vede sempre meno nelle nostre sale.

Un giallo vecchio stampo

Un impianto di chiara matrice old school che si nota anche nella costruzione semplicistica delle scene e nella direzione degli attori, schematica e impostata. La regia di Dario Argento, oggi ottantaduenne, va all'essenziale, non si perde in inutili fronzoli e non si preoccupa di mostrare dettagli violenti e sangue a fiotti - alternando primi piani, campi lunghi e soggettive suggestive. La trama principale è allo stesso modo alquanto lineare, con indizi qua e là utili allo spettatore per individuare l'assassino prima dell'ufficiale caduta della maschera.

Ilenia Pastorelli è brava a reggere sulle sue spalle la quasi totalità del peso narrativo, affiancata per larga parte dal piccolo Xinyu Zhang, piccolo attore cinese che porta un po' di colore in una messa in scena altrimenti cupa e senza speranza - e crea un altro dualismo rispetto a quello della luce e del buio, ovvero del bimbo inerme e della donna adulta, appartenenti a due culture differenti ma uniti da un nemico comune.

L'unico vero guizzo di regia riguarda forse i primi piani che indugiano spesso su cani rabbiosi e abbaianti, il tutto mentre dall'altra parte della scena si consuma l'indicibile: in questo modo Dario Argento omaggia implicitamente due opere come Dogman di Matteo Garrone (qui trovate la recensione di Dogman) e Rabbia Furiosa - Er Canaro di Sergio Stivaletti, due nomi già abbondantemente citati in questa recensione legati dalle tristi vicende del Canaro della Magliana.

Abbiamo dunque a che fare con un vero giallo all'italiana, dalle sfumature intense e oscure, con diverse aggiunte rispetto al cinema classico del maestro romano: in Occhiali Neri ritroviamo il sentimento e la tenerezza, elementi che Diana scopre lungo il suo cammino buio fatto di tentativi e nuove scoperte. Il tutto amalgamato in modo magistrale dall'ottima colonna sonora firmata Arnaud Rebotini, che non ha neppure bisogno di studiare le atmosfere usate nel tempo dai Goblin per marcare i migliori capolavori di Argento.

Occhiali Neri A dieci anni di distanza da Dracula 3D Dario Argento torna alla regia con Occhiali Neri, un classico thriller all'italiana che gode di sfumature decisamente old school - con tutti i pro e i contro del caso. Ilenia Pastorelli ha sulle sue spalle quasi l'intero impianto narrativo dell'opera e riesce alla perfezione nel suo intento, anche se molte delle presenze che circolano sul set sono alquanto caricaturali. Un giallo da guardare a cervello spento, da gustarsi senza grandi aspettative per non guastare l'atmosfera.

6.5

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