Recensione Oblivion

Tom Cruise alla ricerca di risposte nel nuovo film del regista di Tron: Legacy

recensione Oblivion
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Joseph Kosinski è uno che di fantascienza se ne intende. Altrimenti, non si spiega come abbia fatto a convincere la Disney ad assegnargli un film di discreta importanza come Tron: Legacy, nonostante la sua esperienza pregressa si limitasse a pubblicità e video promozionali (di un certo impatto, senza dubbio: ma di questi tempi come biglietto da visita per l'assegnazione di un blockbuster sembra un po' poco). E invece, il giovane e talentuoso Joseph ha stupito tutti, consegnando un film vivido nella sua algida bellezza, nella ricerca estetica decisamente non fine a sé stessa, in un comparto audio/visivo che immerge lo spettatore in un mondo familiare e al contempo tutto nuovo. Legacy mostrava, tuttavia, il fianco dal punto di vista della sceneggiatura, decisamente poco originale e con pochi spunti memorabili. In sostanza, è quanto succede anche con questo suo nuovo parto, Oblivion, che tuttavia vanta parecchie frecce al suo arco.
Kosinski lavora su questo progetto oramai dal 2005, quando pose le basi per la sceneggiatura e le traspose, insieme ai tipi della Radical Comics, in un'ashcan copy di quella che, diversi anni dopo, sarebbe divenuta una graphic novel e ora anche un lungometraggio dal grande budget e dal cast rinomato.

Si può avere nostalgia di un luogo in cui non si è mai stati?

Nel nostro immediato futuro è contemplata un'invasione aliena. I cosiddetti Scavenger arriveranno e distruggeranno la Luna, mandando in rovina il nostro ecosistema e la nostra civiltà. I pochi sopravvissuti emigreranno nello spazio, costruendo colonie su Titano e abbandonando progressivamente la Terra, dopo aver drenato tutte le risorse necessarie alla costruzione delle stazioni orbitanti. Il nostro pianeta, devastato dalla guerra nucleare, si appresta così a divenire rifugio per le sacche di resistenza degli Scavenger ancora vivi.
Più di mezzo secolo dopo, sui resti del Nord America si aggira Jack Harper (Tom Cruise), al contempo pilota, soldato e tecnico, che lavora alacremente ogni giorno alla manutenzione dei droidi e delle trivelle idrogeologiche, in coppia con la sua amante/assistente Victoria (Andrea Riseborough) che gli copre le spalle dall'alto della Skytower, magnificente costruzione artificiale base delle loro operazioni. L'obiettivo della missione è quasi raggiunto, e in un paio di settimane potranno anche loro abbandonare la Terra per cercare una nuova vita nello spazio.
Eppure Jack, durante una giornata solo apparentemente ricca di routine, scoprirà qualcosa di assolutamente inaspettato, che cambierà per sempre il suo modo di vedere le cose...

...o di un tempo che non si è vissuto?

Abbiamo volutamente omesso molti personaggi e dettagli della trama per non rovinare il gusto della visione agli spettatori, in quanto la storia del film si regge soprattutto sull'effetto sorpresa legato agli avvenimenti che si susseguono nel corso della pellicola. Nel farlo ci tocca poter spendere poche parole sul lavoro di Cruise, della Riseborough e soprattutto degli altri attori, in particolare il sempre ottimo Morgan Freeman, la bella Olga Kurylenko e un ritrovato Nikolaj Coster-Waldau, ovvero il Jaime Lannister di Game of Thrones, visto recentemente anche in La Madre di Andrés Muschietti. Non preoccupatevi, comunque: sono tutti bravissimi, dando anche un minimo di espressività ad alcuni personaggi che in realtà sono abbastanza standardizzati.
E anche la trama del film, nonostante l'inizio sia incoraggiante, andando avanti con la narrazione si abbandona a un continuo déjà vu, perlomeno per gli spettatori avvezzi alla fantascienza: sia quella classica, sia quella di stampo classico, che a punte di sci-fi decisamente più action e catastrofica. Non facciamo nomi perché, automaticamente, i lettori più arguti incorrerebbero in un rischio spoiler non indifferente associando titoli e trame: ma indubbiamente Kosinski ha un debito di gratitudine molto, molto grosso verso diversi di loro. E al suo stesso lavoro passato, del resto, visto che le wasteland e le scene d'azione molto devono a videogiochi come Halo e Gears of War, a cui egli stesso ha collaborato per degli spot (Halo 3, Mad World, Rendezvous, Last Day) anche se, in un lungometraggio dal vivo, non sempre certe scene funzionano allo stesso modo.
Tuttavia, se c'è qualcosa di davvero eccellente nel film (e c'è) questo è il setting, le ambientazioni, le scenografie, realizzate con una perizia e un colpo d'occhio che farebbero invidia anche a registi ben più navigati di Kosinski. La Skytower, cristallina e perfetta, in contrapposizione con il mondo inferiore devastato ma non per questo scevro di una propria bellezza nascosta, crea un binomio che lascia di stucco, grazie anche ad alcune nuove tecniche di ripresa innovative e funzionali.
In tutto questo, il caro Joseph si lascia fortemente aiutare, nel creare la giusta atmosfera, da un accurato utilizzo di luci e musiche, che ha dimostrato di saper valorizzare al massimo già in Tron: Legacy e che qui, anche in assenza di stereoscopia, è in grado di trasformare in esperienza visiva.

Oblivion Oblivion intrattiene e appassiona, ma più per i suoi tecnicismi che per altro. La storia in sé, nonostante qualche legittimo dubbio sulla plausibilità di un paio di assunti, scorre ed intriga, ma molte volte viene rovinata da un senso di “già visto” che attanaglierà i più appassionati di sci-fi. È tuttavia apprezzabile la scelta di realizzare un film che si rifà maggiormente alla fantascienza “nobile” degli anni '70 che agli “sparacchini” moderni tutti botte ed esplosioni, dando ampio spazio a disperati scenari futuribili e alla coscienza dell'essere umano, messa alla prova più di una volta nel corso della pellicola. Il dubbio, tuttavia, rimane: dove finisce l'omaggio e dove comincia il minestrone di citazioni? Perché per quanto poste benissimo nell'organigramma della trama, le idee non originali tendono a deludere. Il giudizio tecnico, comunque, è pienamente positivo, a partire dall'ottimo cast per finire con il design e la resa audio/visiva, di impatto fortissimo.

7

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