Recensione Notte Brava a Las Vegas

Vivaaaa, Las Vegas...

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Che generazione la nostra. Ci si prende, ci si lascia, ci si riprende, ci si rilascia. Persino il matrimonio, una volta simbolo di massimo impegno e massima durevolezza, adesso ha lo stesso peso di una promessa stretta mignolo contro mignolo. I nostalgici, i benpensanti e l'opinione pubblica in generale tende ad etichettare questo costume moderno come sintomo di una mancaza di valori nelle nuove generazioni, e in effetti questo in parte è anche vero. Ma come negare che se una volta l'essere uniti in un unico tetto garantiva maggiori possibilità di sopravvivenza, oggi ciò non è più vero? La necessità portava le persone a maggiori sacrifici, compreso il dover vivere sempre uniti finchè morte non le avesse separate. Di qui matrimoni secolari, prole a giovanissima età e tutto il resto. Ma, e lo si dice per puro gusto della domanda, se gli uomini, ma soprattutto le donne, di quell'epoca, avessero avuto la concreta opportunità di vivere anche soli, davvero i loro matrimoni sarebbero stati così granitici?

Immaginate due giovanni ragazzi americani. Uno è il tipico bamboccione che riesce ad essere licenziato perfino dal padre. L'altra una perfettina in carriera che viene scaricata dal suo fidanzato alla festa di compleanno che lei gli ha organizzato. Immaginate che i due si incontrino a Las Vegas, dove un martini tira l'altro e un matrimonio costa il tempo di una firma, possibilmente leggibile e non macchiata da schizzi di Vodka. Ora provate a pensare se i due, smaltita la sbornia, vincano 3 milioni di dollari mentre sono ancora sposati. Ora viene il bello: far funzionare il rapporto in modo che nessuno dei due possa dare validi motivi all'altro per divorziare accaparrandosi la somma. Il tutto per sei mesi, poi un giudice validerà il divorzio ed entrambi avranno la loro fetta di torta. Ora moltiplicate quello che ho detto all'infinito portandolo sin negli abissi dell'eternità, e avrete appena visto uno spiraglio di quanto banale possa essere l'attuale commedia sentimentale americana.

Notte Brava a Las Vegas è la tipica commedia di coppia americana basata sul clichè dei due costretti al "rapporto forzato", che odiandosi e odiandosi alla fine imparano ad amarsi. Se già qui si inizia a sentire odore di fritto, la situazione non migliora con un Ashton Kutcher nella parte dello sconclusionato ventenne e una Cameron Diaz nei panni della perfettina (novità) con il cuore spezzato. Il film si sviluppa con un ritmo abbastanza veloce, soprattutto nei primi venti minuti, caratterizzati da un montaggio breve volutamente demenziale, cercando di trasmettere con efficacia la vacuità delle situazioni e dei personaggi non a caso ambientate nella città più "usa e getta" che esista, ovvero Las Vegas. I comprimari, che si sa in queste storie hanno sempre un ruolo importante, risultano gradevoli, ma comunque non brillano certo come in 40 Anni Vergine o Tutti Pazzi per Mary. A cercare di compensare questa evidente mancanza di freschezza ci pensa una trama almeno nelle intenzioni originale, ovvero una storia dove il matrimonio non sarà la conclusione, ma l'inizio dell'avventura vera e propria. Avventura che in modo abbastanza leggero e scontato si snoda tra gag viste che più viste non si può e situazioni serie prese intatte da pellicole precedenti. Se bisogna dar merito a Kutcher di riuscire a dare almeno un pizzico di simpatia al suo personaggio, se non altro per il suo fare da eterno adolescente, dall'altro la Diaz rimane incastrata in una Mary dove però tutti non sono più pazzi per lei.

Notte brava a Las Vegas Notte Brava a Las Vegas è un film che vorrebbe essere fresco e originale. Copiando la precedente produzione. Aggiungiamo un cast stanco e poco affiatato, e capirete perchè scoraggiamo la visione di questa pellicola.

5

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