Nonno questa volta è guerra, la recensione del film con Robert De Niro

Tim Hill adatta l'omonimo romanzo in una commedia fiacca e prevedibile, incentrata sulla battaglia senza esclusione di colpi tra nonno e nipotino.

recensione Nonno questa volta è guerra, la recensione del film con Robert De Niro
Articolo a cura di

Dopo la morte dell'amata moglie, l'anziano Ed vive da solo nella sua casa di proprietà e il suo carattere è diventato ancora più irascibile, tanto che resta spesso coinvolto in risse e incidenti causati da un atteggiamento poco malleabile.
La figlia Sally gli propone allora di trasferirsi a vivere da loro, dove verrà alloggiato nella camera del piccolo nipote Peter, per nulla entusiasta del suo forzato trasferimento in soffitta. La piccola peste decide che la situazione non è per lui accettabile ed è pronto a tutto pur di far sloggiare il nonno, dando il via a una sorta di vera e propria guerra senza esclusione di colpi tra le mura domestiche.
Ed, per nulla intimorito, accetta la sfida ed entrambi firmano un contratto che vieta loro di divulgare al resto dei familiari la loro disputa in atto: col procedere del tempo, tra reciproci colpi bassi, il caos scatenato dalla diatriba finisce per assumere conseguenze inimmaginabili.

Provaci ancora, Bob

Certo l'età - spegnerà 78 candeline il prossimo agosto - non gli concede più la varietà di proposte che riceveva un tempo, ma è indubbio che da diversi anni a questa parte Robert De Niro sembri provare una sorta di malsano piacere ad accettare i ruoli più improbabili e ridicoli.
Nonno questa volta è guerra è infatti l'ennesima produzione fallimentare alla quale l'amatissimo attore ha preso parte negli ultimi tempi e che non solo nel titolo, ma anche a livello qualitativo, ricorda le derive trash del di poco precedente Nonno scatenato (2016). Questa volta il suo sparring-partner non è Zac Efron, bensì il giovane Oakes Fegley - reso celebre dalla sua interpretazione nel live-action de Il drago invisibile (2016).
Nell'ora e mezza di visione ha luogo uno "scontro all'ultimo sangue" tra il vecchio e il ragazzino, con tutte le prevedibili svolte narrative che questo comporta, incluso ovviamente il finale ammorbato di retorica e buoni sentimenti, tipico delle produzioni a tema per il grande pubblico.

Ridere per non piangere

Peccato che neanche l'anima più leggera funzioni, per via di una comicità triviale che si affida a gag fisiche e corporee viste e riviste, con tanto di marcato interesse sulle parti basse e intime - mai ovviamente mostrate - dello stesso De Niro, che finisce per autocitare allo specchio la scena cult di Taxi Driver (1976).
I diabolici scherzi e le trappole ordite dai due acerrimi contendenti sembrano una versione aggiornata, e poco ispirata, della memorabile resa dei conti di Mamma, ho perso l'aereo (1990), e il gioco ben presto stanca, scadendo in un'irritante monotonia e in situazioni via via sempre più improbabili, la partita di dodgeball "bambini vs anziani" su tutte.
Il film, adattamento dell'omonimo romanzo di Robert Kimmel Smith, vede alla regia Tim Hill, già autore dei live-action di Alvin Superstar (2007) e delle avventure a tecnica mista di SpongeBob - Amici in fuga (2020), il cui approccio cartoonesco mal si adatta a una storia fiacca e scontata.

E anche il cast di contorno, che pur conta nomi di eccellenza del calibro di Uma Thurman, Christopher Walken e Jane Seymour, si muove a vista senza un'idea precisa di cinema alle spalle, alle prese con personaggi sempre più caricaturali che perdono progressivamente spessore con lo scorrere dei minuti. Nonostante tutto è stata già annunciata la realizzazione di un sequel, The World War with Grandpa, che molto probabilmente ne seguirà le orme in maniera ancora più rocambolesca.

Nonno questa volta è guerra L'autoparodia pare ormai consolidata nella carriera recente di Robert De Niro, che alterna a improvvise fiammate del calibro di The Irishman (2019) delle produzioni di qualità ben più che mediocre. Nonno questa volta è guerra, come il titolo faceva già ampiamente intuire, appartiene a quest'ultima categoria e l'ora e mezza di visione è un concentrato di ridicolo involontario che vede impegnati anche celebri colleghi quali Christopher Walken e Uma Thurman. La disputa - infinita e sfiancante per il pubblico - tra l'arzillo vecchietto e il nipotino si affida a trucchi e soluzioni risapute mentre le gag sono frutto di una comicità triviale e scatologica, a tratti più affine a certi cinepanettoni che a una produzione hollywoodiana degna di tal nome. Le scene extra durante i titoli di coda ci mostrano come il cast e la crew si siano divertiti parecchio durante le riprese, peccato che tale risultato non sia stato trasmesso anche nella relativa messa in scena.

4.5

Che voto dai a: Nonno questa volta è guerra

Media Voto Utenti
Voti: 4
3.5
nd