Non succede, ma se succede... la recensione: la commedia che non ti aspetti

Seth Rogen e Charlize Theron sono i protagonisti assoluti di una commedia che non ti aspetti: dissacrante, divertente ed estremamente critica.

recensione Non succede, ma se succede... la recensione: la commedia che non ti aspetti
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Da italiani abbiamo un grosso problema. O meglio: i distributori italiani hanno un grosso problema. Ancora oggi non sanno come tradurre a dovere i titoli dei film che arrivano oltreoceano. Molti ormai conservano quello originale, quando si tratta di qualcosa di comprensibile o di qualcosa di intoccabile (chi mai avrebbe il coraggio di modificare Endgame o Infinity War?), tanti altri però subiscono trattamenti ingiustificati come Long Shot, un titolo che si può comprendere solo a un determinato punto della visione e che in Italia ha preso il nome di Non succede, ma se succede...!
Se poi calcoliamo che i protagonisti principali, piazzati anche in locandina, sono Seth Rogen e Charlize Theron, una delle coppie più strambe che il grande schermo abbia mai unito, ecco terminata l'equazione: l'apparente commedia romantica è servita - e presto faremo il medesimo discorso anche con Finché morte non vi separi, infelice titolo di Ready or Not in uscita il 24 ottobre. Apparente, infatti, poiché ci troviamo dinanzi a una delle commedie più scorrette e irriverenti degli ultimi anni - altro che romanticismo.

Dissacrare tutto e tutti

La presenza di Seth Rogen nel cast avrebbe infatti dovuto funzionare da campanello d'allarme, come trovare Evan Goldberg fra i produttori avrebbe dovuto completare l'opera. Nel quadro generale "classico" manca un James Franco a fare da perfetta spalla, questa volta però troviamo una esplosiva Charlize Theron che copre alla perfezione qualsivoglia "mancanza", andando così a creare il film che non ti aspetti.
Si parte proprio sfruttando i più classici cliché della rom-com, abbiamo da una parte il Segretario di Stato Charlotte Field, una donna statuaria, bellissima e impegnata che ha come aspirazione quella di diventare la prima donna presidente degli Stati Uniti, dall'altra il giornalista/blogger Fred Flarsky, aspetto da sbandato/scappato di casa, zero portamento ma con una passione innata per la verità e il giornalismo d'inchiesta, quello che ormai nessuna rivista vuole in favore di temi più frivoli.

La coppia peggio assortita dell'universo, che crea imbarazzo e ridicolo durante le occasioni pubbliche e non solo. Eppure c'è un filo sottile e invisibile che unisce i due, o chiamatelo pure fato beffardo, la sintonia fra due elementi così diversi come fossero pane e burro diventa il vero motore degli eventi - che sin dall'inizio mirano a scardinare tutte le nostre certezze e ciò che di politicamente corretto esiste nel mondo contemporaneo.

Politicamente scorretto

Siamo decisamente in territori scorretti, là dove tutto viene sovvertito o fatto saltare in aria. Al di là del titolo, Non succede, ma se succede... è una sorprendente commedia sulla falsità della politica contemporanea, anche se in fondo il medesimo discorso si potrebbe applicare ad altre sfere - pensiamo ai rapporti sociali "reali", ai media, ai social network. Tutto in questo mondo dev'essere perfetto, impeccabile, un qualsiasi neo sulla carriera di ognuno è capace di marchiare per sempre.
Per questo motivo Charlotte non può sgarrare di una virgola, portamento e comportamento devono essere imprescindibili in ogni occasione, anche quando non c'è nessuna telecamera a riprendere; Fred è invece l'esatto opposto, "l'uomo della strada", del popolo, la voce della verità. Certo pieno di ombre oscure, nefandezze e vergogne, che sono poi quelle stesse "vergogne" in cui tutti noi presto o tardi inciampiamo (quando scoprirete cosa significa Long Shot guardando il film ci sarà da ridere...).

Proprio di questo parla il film, di quanto sia finta, stupida e inutile la fatica per farci apparire costantemente perfetti - in TV nei panni di un Segretario di Stato come sui social da utenti comuni. Formalmente questo si traduce, su grande schermo, in una serie micidiale di eventi tragicomici e fuori di testa in grado di intrattenerci per quasi due ore, con una Charlize Theron raramente così ironica e cangiante e un Seth Rogen sempre geniale, divertente, un Buster Keaton della contemporaneità che subisce di tutto senza battere ciglio, senza mostrare una sola espressione di disappunto.

Questione di alchimia

Fra i due attori esplode la medesima alchimia che si può riscontrare fra i loro personaggi, due poli assolutamente contrari che si attraggono per sollazzare il pubblico in poltrona, che non può fare altro che ridere (con un retrogusto amaro) di ogni situazione oltre confine. Parliamo di retrogusto perché fra le risate ci sono anche tante verità, storture del nostro mondo contemporaneo che conosciamo bene ma delle quali siamo ormai assuefatti. L'abitudine è infatti la nostra peggiore alleata, tende a farci scorrere addosso qualsiasi cosa rendendoci insofferenti ed è questo il vero dramma.
Jonathan Levine invece, il regista del progetto, vuole darci un enorme schiaffone in volto facendoci ridestare a suon di risate, con continui colpi di genio, situazioni che non ci si aspetterebbe in alcun modo e bassezze talmente trash che "fanno il giro" e diventano instant cult.

Si finisce così, magari anche un po' a sorpresa, per uscire dalla sala soddisfatti e sorridenti, anche al netto di qualche sequenza meno incisiva che poteva magari essere asciugata - anziché 115 minuti si poteva chiudere benissimo a 100 ma nulla di trascendentale. Inoltre a completare l'opera non ci sono solo Rogen e la Theron, anche fra i comprimari troviamo delle stelle assolute come Andy Serkis (gonfiato dal trucco e dalla superbia), un tragicomico Ravi Patel e un Bob Odenkirk che "salta l'ostacolo" e diventa ancora più falso, cinico e ironico del suo Saul Goodman in Breaking Bad.

A lui è riservato uno dei personaggi più significativi della produzione, un Presidente degli Stati Uniti-attore arrivato allo Studio Ovale proprio per aver interpretato il Presidente in una serie TV di terz'ordine - ancora oggi interessato più alla sua carriera che al bene della nazione. Una figura chiaramente sopra le righe che però raccoglie elementi e sfumature di molti Presidenti USA realmente esistiti (presenti e passati), qualora il tono critico e beffardo del film non fosse ancora chiaro.

Chiudiamo gli elogi al cast con Alexander Skarsgard, anche lui politico (ma europeo, chiaramente) di bell'aspetto e sempre impeccabile davanti alle telecamere, sulla carta la perfetta anima gemella di Charlotte in grado di fare impennare i sondaggi anche solo accompagnandola a una festa, Non succede, ma se succede... è però una commedia dissacrante, che vuole proprio mettere in ridicolo la paventata perfezione, dunque anche il suo personaggio sarà servito a dovere!

Non succede, ma se succede... Se avete voglia di passare due ore allenando la mascella a ridere di gusto, Non succede, ma se succede... potrebbe essere il titolo da vedere nel weekend. Chi conosce ciò che Seth Rogen e Evan Goldberg hanno fatto in carriera sa più o meno cosa aspettarsi, inoltre questa volta non c'è James Franco ma una Charlize Theron straordinaria, statuaria e ironica al punto giusto, sempre pronta a "perdere la corona" e diventare l'esatto opposto di ciò che il suo personaggio dovrebbe essere. Una commedia "che non ti aspetti" sulla falsità della politica e della società contemporanee, che pretendono la perfezione in ogni situazione quando invece l'uomo - per sua natura - è totalmente imperfetto, fallibile e mostruoso.

7

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