Recensione Non-Stop

Liam Neeson è uno sceriffo aereo nel nuovo action thriller di Jaume Collet-Serra

Recensione Non-Stop
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Dopo il dittico di Taken (di cui è previsto un terzo capitolo in uscita nel 2015) Liam Neeson si è prepotentemente inserito nella lunga lista di action-hero over fifty, con risultati alquanto convincenti visto anche il suo passato da attore drammatico e impegnato. Arriva ora nelle sale italiane il suo ultimo film "di genere", Non-stop, diretto dal regista spagnolo Jaume Collet-Serra (Orphan, La maschera di cera) che aveva già collaborato con l'attore nordirlandese nel precedente Unknown - Senza identità (2011). Un thriller ambientato a bordo di un aereo come tanti in passato, dalla storica saga di Airport a titoli più recenti e commerciali come Con Air, Air force one, Flightplan, che cerca a suo modo di rinnovare in parte il filone con una trama più complessa del solito. Neeson interpreta infatti Bill Marks, uno sceriffo aereo, reduce da un recente passato di alcoolismo e perciò malvisto da colleghi e superiori. Su un volo per Londra, Marks si trova suo malgrado al centro di un diabolico complotto: sul suo telefonino infatti cominciano ad arrivargli strani messaggi da un numero sconosciuto, dove si sostiene che se non saranno consegnati 150 milioni di dollari su un conto bancario, ogni venti minuti un passeggero morirà. Marks comincia ad indagare ma ben presto scopre che il conto dove devono essere depositati i fondi è proprio il suo e che qualcuno sta cercando di incastrarlo. Mentre il panico dilaga a bordo, lo sceriffo dovrà cercare di salvare l'aereo e la sua reputazione...

Volare, oh oh

La logica non è certo il punto di forza di Non stop, visto le tante incongruenze e forzature narrative nelle quali si trova invischiato il protagonista. La sceneggiatura infatti punta diretta a creare colpi di scena a ripetizione, rimescolando le carte in gioco e adombrando sospetti su chiunque in una forsennata corsa contro il tempo che lascia con il fiato sospeso sino agli ultimi istanti. Ma si fa volentieri a meno della credibilità in una produzione del genere, incentrata tutta sulla progressiva tensione che permea la visione instillando dubbi a non finire (si arriva in un certo modo a sospettare anche dello stesso Marks) quando la verità è in realtà molto più semplice di quanto si possa pensare. L'azione non latita praticamente mai, così come un accennato sentore di introspezione psicologica in grado di scaturire una discreta empatia col personaggio interpretato da Neeson. La storia ci presenta un roster di sei, sette personaggi secondari (divisi in vari luoghi comuni: il poliziotto duro, il medico arabo, la bella quarantenne single, il nerd, il nero cocciuto) e lascia pressoché in disparte tutto il resto dei passeggeri, permettendo allo spettatore di intuire chi sia tra i prescelti il reale dirottatore. La stessa figura di Mark è, furbescamente, tratteggiata in maniera non benevola: alcoolista, poco rispettoso delle regole (fuma nel bagno dell'aereo) e incline a tratti di eccessivi scatti di violenza, in maniera che nessuno, lui incluso, sia escluso dalla possibile lista di candidati.

Non-stop

Nonostante la ristretta ambientazione del velivolo, diviso nelle classiche prima e seconda classe, il regista riesce a gestire bene gli spazi e le tensioni interne tra i passeggeri, consci che l'attentatore potrebbe essere chiunque, anche il vicino di posto. In una fobia post 11 settembre (che viene più volte, volontariamente o meno, citato nei dialoghi) che si ritrova anche in questo caso tra le cause scatenanti del tutto, la forma dell'intreccio è abile nel districarsi tra gli stereotipi senza perdere di vista la sua componente ludico-spettacolare che raggiunge l'apice negli ultimi, intensissimi, minuti. A tal riguardo buona la realizzazione degli effetti speciali tra computer e trucchi tradizionali, così come il resto della componente tecnica che, dalle musiche alla fotografia si mantiene su livelli più che buoni. Dal punto di vista attoriale Neeson offre una performance solida nei panni di una figura tormentata, ma determinata a dimostrare la sua innocenza e scoprire il colpevole, accompagnato in questo volo "infernale" dalla bellezza maliarda di una sempre brava Julianne Moore e da un cast di comprimari di tutto rispetto.

Non-Stop Non stop è un solido action thriller "aereo" che mantiene un'alta dose di tensione sino ai titoli di coda, grazie anche ad una sceneggiatura che, seppur non avara di forzature poco credibili, instilla dubbi e sospetti su chiunque, protagonista incluso. A dispetto di qualche risvolto banale e di una fortunatamente "sfiorata" fiera degli stereotipi, il film intrattiene con una giusta dose di azione e introspezione confermando Liam Neeson tra i più quotati action-hero di mezz'età della scena contemporanea.

7

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