Non chiudere gli occhi, la recensione dell'horror con Mena Suvari Recensione

Un gruppo di amici in vacanza per il weekend è vittima di un inquietante fenomeno di sparizioni in Non chiudere gli occhi, horror di Travis Oates.

recensione Non chiudere gli occhi, la recensione dell'horror con Mena Suvari
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Un gruppo di amici d'infanzia decide di trascorrere un weekend in una baita isolata di montagna, per staccare la spina: tra di loro vi sono ex-fidanzati coi nuovi compagni e fratelli e sorelle teenager di alcuni dei partecipanti. Giunti sul posto i nostri sono subito insospettiti dall'assenza del personale della struttura vacanziera, e dei piatti con cibo abbandonati sul tavolo lasciano presagire una fuga improvvisa. La totale assenza di uccelli e insetti nella zona e il congelamento fuori stagione di un vicino lago suscitano ulteriori dubbi e quando una delle ragazze scompare improvvisamente nel nulla la sua ricerca è completamente vana: sarà soltanto l'inizio perchè anche altri membri del gruppo cominceranno a sparire senza lasciare traccia, con ogni via di fuga preclusa dalla scarsità di carburante e l'impossibilità di chiamare soccorso data dalla rete cellulare senza campo.

Distrazioni fatali

Una baita isolata, un gruppo di amici e un mistero inerente il luogo: il più classico cliché ambientale dell'horror viene rispettato in pieno da Non chiudere gli occhi, titolo del 2014 che segna l'esordio dietro la macchina da presa dell'attore Travis Oates. Il novello regista ha dichiarato di essersi ispirato ad atmosfere hitchcockiane, peccato che i buoni intenti di partenza non siano poi stati supportati da una sceneggiatura all'altezza delle aspettative che si dimentica ben presto di costruire dinamiche razionali nella gestione del gruppo di personaggi protagonisti. Oppressi ben presto da un terrore sempre più palpabile e contagiati dalla paranoia i personaggi perdono infatti di spessore, con risvolti via via più assurdi e improbabili che mandano all'aria qualsiasi coerenza narrativa e il finale aperto, sulla carta potenzialmente efficace, si rivela più come furbo espediente per nascondere il vuoto sulle reali risposte da dare al pubblico. Cellulari senza campo, telefono fisso in bell'evidenza con cui chiamare i soccorsi bellamente ignorato, l'improvviso abbassamento delle temperature e il mistero inerente le numerose ed inspiegabili sparizioni rimangono così senza soprannaturale movente, e l'assurdità di certi dialoghi e reazioni appare realmente spropositata e casuale: dalla possibile punizione divina per i peccati commessi suggerita da una delle ragazze del gruppo, alla follia psicopatica che destabilizza un altro membro, i novanta minuti di visione latitano sia nella componente di genere (anche la paura stessa è scomparsa misteriosamente nel nulla) che nella fase drama-thriller, sulla carta capace di regalare qualche possibile spunto ma qui declinata in un poco probabile tour de force al "tenere sempre aperti gli occhi".

Non chiudere gli occhi Un gruppo di amici in vacanza in una baita di montagna è vittima di un inquietante fenomeno paranormale che, uno dopo l'altro, li fa scomparire nel nulla. Non chiudere gli occhi, straight to video dal cast anonimo (i cui volti più famosi sono quelli di Mena Suvari e Brian Austing Green), è un horror privo di paura che prova a impostare il sovrannaturale su sviluppi drama-thriller, ma gestisce male sia le dinamiche interpersonali tra i numerosi personaggi sia i puri istinti di genere, trascinandosi stancamente fino ad un epilogo privo di risposte.

4.5

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