Berlinale 64

Recensione Non buttiamoci giù

Dal libro di Nick Hornby, un film corale diretto con intelligenza e sensibilità

Recensione Non buttiamoci giù
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Il romanzo Non buttiamoci giù di Nick Hornby non perde nessuna delle sue caratteristiche migliori nell'adattamento cinematografico realizzato da Pascal Chaumeil, anzi ne guadagna forse in ritmo e coinvolgimento. La trama originale creata dallo scrittore inglese viene infatti resa nel migliore dei modi da un cast che ha saputo trovare il giusto feeling per rappresentare gli eventi e i relativi sviluppi, quasi surreali, riuscendo a emozionare, commuovere e divertire con dei personaggi credibili e ricchi di sfumature. Il tema originale alla base della storia (un gruppo di aspiranti suicidi che si incontra nel momento prima del salto nel vuoto e stringe una strana e inaspettata amicizia) è sviluppato con intelligenza, dividendo il film in diversi capitoli dedicati a ognuno dei suoi protagonisti, creando in questo modo un parallelo ben riuscito con il libro e permettendo di esplorare in modo organico e approfondito ognuno dei personaggi, anche grazie alla performance degli attori, tra cui si distinguono le giovani star Imogen Poots e Aaron Paul.

Martin Sharp (Pierce Brosnan) è un ex conduttore televisivo la cui vita è progressivamente andata in mille pezzi dopo aver avuto una relazione con una ragazza minorenne, che pensava avesse venticinque anni. Il suo comportamento gli ha fatto perdere il lavoro, ed è stata la ragione che ha spinto la moglie a divorziare e a chiedere la custodia delle sue figlie. La notte di Capodanno Martin decide quindi di suicidarsi gettandosi dal tetto della Topper's Tower, uno degli edifici più alti di Londra. Il suo piano verrà però interrotto dall'arrivo di Maureen (Toni Collette), della diciottenne Jess (Imogen Poots), e da un ragazzo di nome JJ (Aaron Paul). Ognuno di loro è salito in cima all'edificio con lo stesso progetto: farla finita. Ma la situazione inaspettata li costringe a cambiare idea e rimandare l'appuntamento con la morte. I quattro si ritrovano quindi a vivere una serata intensa: dopo aver lasciato Jess a una festa dove si trova il suo ex fidanzato Chas (Joe Cole), sono costretti ad accompagnarla in ospedale dopo che la ragazza ha rischiato di morire a causa di un mix quasi letale di alcol e pillole. All'alba i quattro, di fronte al sorgere del sole, si promettono di non suicidarsi prima di San Valentino, e stringono un patto che li unirà ancora di più dopo la pubblicazione sui giornali della notizia del tentato suicidio di Jess, figlia di un importante politico. I quattro cercano di far volgere a proprio favore la situazione, ma non tutto andrà come sperato.

Un argomento così complicato, delicato e un po' triste come quello del suicidio, assume i contorni della commedia brillante grazie all'originalità di Hornby, che ha saputo ritrarre con brillantezza e profondità le vite dei quattro aspiranti suicidi, e all'impegno degli sceneggiatori che hanno apportato delle modifiche al testo originale pur mantenendone la freschezza, rendendo l'insieme più scorrevole ed emozionante. Il regista Paschal Chaumeil ha saputo dare il giusto respiro alla storia e ai suoi interpreti, ognuno ben valorizzato nei quattro capitoli di cui si compone Non buttiamoci giù, riuscendo a non perdere mai di vista il ritmo e il tono voluto.
Tra i membri del cast è la giovane Imogen Poots a brillare maggiormente e a rappresentare la colonna portante della storia, confermandosi una delle migliori attrici della sua generazione grazie a un talento in grado di rendere naturale ogni ruolo, non esagerando mai i toni della rappresentazione ma, al contrario, riportando la complessa Jess in una dimensione reale fatta di rimpianti, energia, insicurezze travestite da sarcasmo, dolcezza e tagliente ironia. Imogen possiede nel film diretto da Chaumeil un carisma tale da permetterle di catalizzare su di sé l'attenzione dello spettatore, rendendo la diciottenne il personaggio più interessante dell'intero film, esprimendo nella sua interpretazione tutte le emozioni di Jess senza mai esagerare in intensità drammatica o comica.

L'intero cast, tuttavia, offre delle buone performance ricche di sfumature. Pierce Brosnan sfrutta nel migliore dei modi il suo fascino da ex agente 007 per rappresentare un uomo da sempre attirato dalla fama che non ha saputo scegliere le giuste priorità nella vita, fino a vederla disintegrarsi davanti ai suoi occhi. Nonostante non si veda molto del background del suo personaggio ma solo la sua evoluzione, Brosnan ha capito come mantenere intatta l'immagine pubblica di Martin anche nei momenti più complicati, come l'incontro-scontro con la sua ex collega sul lavoro (Rosamund Pike) in uno studio televisivo. Toni Collette sa incarnare bene i sentimenti e la disperazione di una madre che deve affrontare la disabilità del proprio figlio senza un adeguato sostegno economico ed emotivo, ed Aaron Paul si allontana invece dallo spacciatore Jesse Pinkman (che l'ha fatto conoscere e apprezzare dal pubblico internazionale) con il personaggio di un artista la cui creatività e sensibilità non hanno ottenuto il riscontro sperato in termini di popolarità e successo, lasciandolo perso in una situazione di confusione emotiva.
I quattro interpreti dimostrano inoltre fin dai primi momenti un perfetto feeling, elemento essenziale per creare senza sbavature l'immagine di una disfunzionale famiglia nata in un contesto unico.
Non buttiamoci giù può inoltre contare su un apporto significativo da parte dei responsabili dei costumi (che sottolineano con semplicità le diverse personalità dei protagonisti attraverso abiti e accessori), dalla colonna sonora semplice ed efficace composta da Dario Marianelli e in cui sono stati inseriti dei brani che si adattano ottimamente con gli eventi sottolineandoli con bravura, e dalla fotografia di Ben Davis, che si adegua cromaticamente alle diverse atmosfere della storia: dall'affascinante freddezza della città di Londra vista dall'alto nella notte di Capodanno alla luminosità della vacanza al mare.

Non buttiamoci giù Non buttiamoci giù, con il suo messaggio di speranza, amicizia e calore umano mai banale, riesce a coinvolgere dai primi minuti fino all'epilogo, trascinando lo spettatore nelle vite dei protagonisti senza mai cercare la lacrima facile o la risata forzata ma, al contrario, proponendo un approccio realistico e non stereotipato all'esistenza umana e ai drammi presenti sul cammino di ogni individuo.

7.5

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