Recensione No - I giorni dell'arcobaleno

Viaggio nel Cile al tempo del referendum pro o contro Pinochet

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René Saavedra (Gael Garcia Bernal) è un giovane pubblicitario di talento con idee progressiste impiegato in un'impresa privata. Quando (nel 1988) il dittatore militare Augusto Pinochet sarà costretto (per legittimare la sua posizione al comando del Paese precedentemente assunta con un colpo di stato) a indire un referendum che decida se resterà a governare per altri otto anni, al giovane René verrà chiesto di occuparsi della campagna per il NO, ostacolata dai pochi mezzi a disposizione e dalle attività di ‘ostruzione' poste in essere dalla dittatura cilena. La campagna pubblicitaria del referendum in ogni caso prevede che i sostenitori del sì e quelli del no abbiamo quindici minuti a disposizione di tempo ogni giorno per sostenere le proprie ragioni e dunque lo schieramento d'opposizione è deciso a fare del suo meglio nonostante la poca fiducia riposta nella trasparenza del referendum. Dapprima restio, il giovane René si deciderà poi ad accettare l'incarico portando nel gruppo della campagna le sue idee ‘rivoluzionarie' basate sull'assunto che pur nell'affrontare scottanti temi politici, la campagna dovesse possedere lo stesso ‘edulcorato' appeal e soprattutto l'allegria delle pubblicità di solito sfruttate nella vendita dei prodotti di largo consumo. Un concetto che inizialmente troverà parecchi oppositori ma che poi, poco alla volta, saprà riaffermare la sua funzionalità.

Tra politica e/o pubblicità

Può una campagna ‘pubblicitaria' rivoluzionare le sorti politiche di un Paese? La risposta è sì, e i motivi di ciò sono dettagliatamente argomentati nell'interessante film del cileno Pablo Larrain intitolato No - I giorni dell'arcobaleno e tratto dall'opera teatrale "The Referendum". Le riprese in stile pseudo-amatoriale, realizzate con una camera U-Matic per conferire alla pellicola un funzionale effetto vintage, vanno a supporto di un film che cerca (e trova) nella sua aderenza al mood storico la chiave per parlare di un successo di marketing che riuscì perfino a cambiare le sorti di un intero Paese. Il René Saavedra dell'ottimo Gael Garcia Bernal è l'uomo scelto per questo miracolo, un uomo le cui idee liberali e anticonformiste avranno la meglio sull'establishment cileno. Larrain sceglie di narrare dunque la Storia affidandosi a un punto di vista personale, quello di un pubblicitario prestato alla politica e investito di un compito davvero oneroso. La vita di un uomo che ha comunque una dimensione molto umana, afflitto dai problemi con la moglie e dalla difficoltà di crescere un figlio in una società violenta e repressiva. Pablo Larrain procede con ‘lentezza', lasciando che le immagini poco alla volta ci conducano a quei luoghi e quei tempi, riuscendo quasi a farci sentire parte di quel fondamentale tassello della Storia che si sta muovendo. Dal canto suo il protagonista Garcia Bernal (attore già ampiamente apprezzato in passato e in particolare per la sua interpretazione del Che Guevara) si spende al meglio per dare vita sullo schermo a questa figura ‘luminosa', (trascinata dai suoi ideali ma comunque attraversata da tante ombre) rimanendo sempre fedele allo slancio di determinazione del suo personaggio. Il film affronta così, con un ‘immersivo' salto nel passato, una fondamentale pagina di Storia cilena ma anche l'interessante dibattito sul linguaggio della politica (e in particolare il linguaggio che la politica deve usare per riuscire ad arrivare alle persone). Un interessante spunto di riflessione per una bellissima (e originale) opera filmica.

No - I giorni dell'arcobaleno Il cileno Pablo Larrain confeziona un lodevole film che ripercorre i momenti di un’importantissima pagina di storia cilena, rivoluzionata dalla vincente strategia di marketing di un ispirato pubblicitario. Immerso in uno stile retrò che ripropone appieno l’impatto visivo dell’epoca, No - I giorni dell’arcobaleno s’imprime per stile ma anche per l’importante dibattito che solleva sull’uso di un linguaggio vincente (visivo e non) da adottare nella politica.

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