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Night Teeth Recensione: non bastano le sexy vampire su Netflix

Adam Randall riprende l'archetipo dei succhiasangue in un film che palesa evidenti limiti concettuali e di idee.

Night Teeth Recensione: non bastano le sexy vampire su Netflix
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Per guadagnare qualche soldo extra, Benny accetta di lavorare come autista a pagamento per una notte: il ragazzo, studente del college, non sa però cosa lo attenderà nel corso delle prossime ore. Il suo incarico è infatti quello di accompagnare due splendide ragazze, Blaire e Zoe, in giro per vari locali notturni di Los Angeles.

Una premessa, quella di Night Teeth, l'ultimo horror targato Netflix, che non desta particolari sospetti nemmeno in Benny, che fino all'alba si ritrova a scarrozzare le passeggere dove richiesto per poi attenderle pazientemente nella vettura. Ma le sue intriganti clienti sono in realtà delle letali vampire assetate di sangue coinvolte, proprio durante quella notte, in un complotto che potrebbe cambiare per sempre i giochi di potere che hanno luogo tra i loro leader.

Nel frattempo Jay, il fratello del protagonista, è impegnato a lottare per la salvezza di noi tutti: è infatti il capo di coloro che proteggono il mondo degli uomini dalle mire dei non-morti. Per il malcapitato Benny, fino ad allora ignaro di tutto, nulla sarà più come prima.

Night Teeth: sangue fresco

Le lotte tra i vampiri sono da sempre al centro dell'immaginario orrorifico, siano queste tra propri simili o contro altre specie di origine soprannaturale, basti pensare alla saga di Underworld con protagonista la splendida Kate Beckinsale.

Nel titolo originale Netflix avviene tutto in un'unica notte, un range temporale limitato che impedisce di dar vita a una mitologia credibile, anche per via di una sceneggiatura dall'impianto prettamente ludico e indolore, che non ha alcuna ambizione di delineare un immaginario gotico degno di tale nome. Gli appassionati dei succhiasangue classici sono avvertiti: qui di quell'anima dark che ha caratterizzato tanti capolavori e cult del filone non c'è traccia, soppiantata da un approccio pop che strizza l'occhio a un target non troppo smaliziato.

Dal tramonto all'alba

Il regista Adam Randall, che aveva entusiasmato i fan del genere horror con l'interessante e "falso" home invasion da noi apprezzato nella recensione di I See You, pare in quest'occasione non volersi prendere troppo sul serio, anche per via della debole sceneggiatura firmata dall'esordiente Brent Dillon. I vari risvolti di trama appaiono infatti a tratti prevedibili e altrove improbabili, con tanto di forzata love story interspecie a caratterizzare i rapporti tra i principali protagonisti.

Night Teeth procede così su una strada tranquilla che sin dal prologo ci accompagna in una Los Angeles notturna e colorata, dove il senso di pericolo è sempre troppo rassicurante per suscitare un sincero terrore a tema, tra discoteche con luci al neon e lussuosi alberghi dove si nascondono misteri inenarrabili.

La confezione è di quelle standard, senza guizzi o virtuosismi che mettano in mostra uno stile unico e variegato. Proprio la mancanza di personalità diventa palese e si ha l'impressione di assistere a qualcosa di già visto come in molte, troppe, produzioni recenti. Il cast se la cava discretamente, e soprattutto l'Alfie Allen di Game of Thrones (avete visto l'epico trailer House of the Dragon) è alquanto azzeccato nei panni dell'ambiguo villain, ma nel complesso l'operazione palesa troppi limiti per risultare effettivamente accattivante.

Night Teeth Un malcapitato studente del college, autista di limousine per una notte, deve trasportare - ignaro della loro reale identità - due sexy vampire in un tour notturno, proprio nel bel mezzo di un complotto che potrebbe modificare per sempre lo status quo losangelino. Night Teeth utilizza le archetipiche creature dell'immaginario horror privandole del necessario connotato gotico, in favore di un folklore più moderno e in linea con i tempi, ma così facendo perde anche di vista il senso narrativo, dando vita a un racconto che non riesce mai a coinvolgere appieno nelle sue dinamiche. Si procede per inerzia, con colpi di scena telefonati e altri poco verosimili: il discreto cast e il buon ritmo non riescono a nascondere i limiti dell'ennesima operazione usa e getta.

5

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