Berlinale 64

Recensione Night Flight

Dalla Corea un film intenso che lancia un forte messaggio contro l'omofobia

recensione Night Flight
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In coreano un termine per definire l'omofobia non esisteva: ce lo dice il regista LeeSong Hee-il, di ritorno a Berlino. In Corea del Sud, le coppie tra persone dello stesso sesso non hanno mai destato scandalo. Nel mondo globalizzato però circolano i comfort ma anche i problemi. E il pregiudizio omofobico si è diffuso anche in Corea, costringendo di fatto a coniare un termine per indicare il fenomeno (o per meglio dire, il reato), da inserire nei vocabolari coreani. LeeSong si presenta in Panorama con un film di quasi due ore e mezza, titolo originale Ya Gan Bi Haeng, ma noi lo chiameremo con l'internazionale Night Flight: che è non solo la location fondamentale del film, ma anche un effettivo volo di notte, nel buio, attraversare il neo-oscurantismo dei pregiudizi omofobici e non sapere dove poggeranno i piedi. Il regista aveva già diretto un film sulla stessa tematica, White night (Baek Ya), presentato l'anno scorso nella sezione Panorama della Berlinale. Il suo ritorno, nonostante la considerevole durata del film e l'orario proposto (è finito all'una), ha ricevuto un'accoglienza calorosa e il film ha convinto, capace di coinvolgere ed emozionare, anche se un taglio di una ventina di minuti non guasterebbe.

Passato e presente

Night Flight come un locale gay chiuso da poco, all'ultimo piano di un palazzo, dove il protagonista e un suo vecchio flirt sono soliti darsi appuntamento. Ma anche come il volo nella notte, nel buio, il suicidio dalla cima di un palazzo di un ragazzo gay, citato a inizio film. In parole povere: il trauma. A dispetto delle premesse tematiche, tutta la prima parte del film è molto calda: Yong-ju è uno studente modello all'ultimo anno di liceo prima di tentare all'ammissione all'università di Seoul. Col sorriso stampato in faccia e una madre single disperatamente in cerca di un uomo, scorrazza per la città in bici e reflex. E' omosessuale e si vede spesso con un amico gay più giovane nei locali abbandonati del Night Flight. A scuola e nelle strade subiscono il bullismo delle teste calde dell'istituto, che si fanno offrire sigarette e giocano a punching machine con un amico di Yong-ju. Il vero problema è quando Yong-ju comincia a imbattersi ripetutamente in Gi-woong, ex-amico d'infanzia e capo dei bulli, ma anche con veri intrallazzi criminali, complice una pessima situazione familiare. I due sono nella stessa classe ma Gi-woong non gli rivolge la parola da anni. E naturalmente, Yong-ju se ne innamora. Il fatto che Gi-woong gli freghi la bici per scappare a una banda rivale diventa, per il giovane studente, il pretesto per stargli alle calcagna. Anche se l'amico con cui si vede sempre al Night Move lo ammonisce: "Mai innamorarsi di un etero..."

Delicato e feroce

Il racconto che si sviluppa è delicato e feroce, un fragile ossimoro per un film che mescola così bene le atmosfere in contrasto, le scene più calde e allegre, quelle più romantiche, unite a quelle tristi se non crudeli. Il pregio maggiore del film è la sua verosimiglianza e la forte coerenza che trascinano lo spettatore in una storia ricca di sfumature e dettagli. Impossibile non empatizzare col simpatico protagonista, impossibile anche restare indifferenti di fronte ai guai che dovrà affrontare. LeeSong è abilissimo, sia nella scrittura (che ha curato da solo) sia nella regia, molto sciolta e scorrevole, con alcune prodi finezze e con dolly svolazzanti che seguono i personaggi nel luogo oscuro per eccellenza: sotto un cavalcavia autostradale, tra fango e vegetazione incolta, dove i piccoli boss della scuola si radunano ogni giorno. Stupende le luci delle scene in cima al palazzo, nel Night Flight, o la gita in bicicletta dei protagonisti. Feroce e brutale, questi due gusti si mischiano rendendo efficace il film e il suo messaggio.

Night Flight Speranze di vederlo in Italia? Purtroppo scarse. Speriamo comunque che ci sia qualche distributore disposto ad accettare la sfida. Non si tratta solo di un bel film, ma anche di un forte messaggio sull’omofobia, tema su cui il nostro paese ha grande bisogno di riflettere. Non c’è dubbio che sia tra i papabili vincitori della sezione Panorama assieme all’affine The way he looks. Da recuperare, in un modo o nell’altro!

8

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