Next, la recensione del film con Nicolas Cage

Un uomo in grado di vedere nel futuro è ricercato sia dall'FBI che da un gruppo di terroristi in Next, adattamento di un racconto di Philip K. Dick.

recensione Next, la recensione del film con Nicolas Cage
Articolo a cura di

Cris Johnson, in nome d'arte Frank Cadillac, lavora come prestigiatore a Las Vegas ed è inoltre dotato di una peculiare capacità, quella di vedere il suo futuro immediato in anticipo e potere conseguentemente cambiare le proprie azioni. Questo particolare dono è ambito dall'agente dell'FBI Callie Ferris che ha intenzione di usarlo per sventare un attacco terroristico imminente che potrebbe causare la morte di otto milioni di persone. Allo stesso modo però anche i criminali si mettono sulle tracce dell'uomo, il quale ora si trova in fuga con l'ignara Elizabeth, una giovane ragazza che aveva visto nelle sue visioni come la futura compagna della vita. Volente o nolente Chris sarà elemento determinante al fine di evitare la catastrofe.

Solo se riesci a prevedere il futuro, puoi cambiare il presente

Philip K. Dick è stato spesso saccheggiato dal cinema con alterne fortune e Next, adattamento molto libero del racconto breve Non saremo noi, non è certo tra le trasposizioni più riuscite. Il regista neozelandese Lee Tamahori, autore del cult Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri (1994) e del bondiano La morte può attendere (2002), cerca infatti di filmare l'infilmabile, dando vita ad una messa in scena inizialmente affascinante che si perde inesorabilmente in plot hole e incongruenze di sorta, finendo per scadere in un fantastico ridicolo e poco credibile: basti vedere la scena, seppur visivamente d'impatto, in cui il protagonista moltiplica il se stesso nel futuro al fine di trovare la giusta via da percorrere, vero e proprio tripudio trash che sminuisce l'opera di partenza. Il problema principale dell'operazione risiede paradossalmente proprio nel particolare potere del Nostro, che finisce per renderlo una sorta di immortale deus ex machina che toglie qualsiasi senso di suspense o di sorpresa alla risoluzione degli eventi; un peccato ancor più veniale all'arrivo del cliffhanger finale, trucchetto narrativo non nuovo ma non per questo motivo meno beffardo nei confronti dello spettatore. Certo i novanta minuti di visione hanno i loro momenti e l'intrattenimento, seppur di bocca buona, è di discreta qualità, con un paio di efficaci sequenze action oriented, su tutte la rocambolesca fuga dal dirupo montuoso con oggetti e mezzi sempre più grandi che rotolano in serie, quasi un involontario omaggio al Buster Keaton de Le sette probabilità (1925). Nicolas Cage, nonostante la candidatura ai Razzie, è il male minore di un cast in cui Julianne Moore si muove spaesata senza convinzione e Jessica Biel annega la sua suadente bellezza in un'interpretazione totalmente anonima.

Next "Ecco qual è il problema col futuro, ogni volta che lo guardi cambia, perché lo hai guardato, e questo cambia tutto il resto": se il regista Lee Tamahori avesse posseduto le capacità profetiche del protagonista, probabilmente avrebbe cambiato molte cose durante il corso delle riprese di Next, liberissimo adattamento di un racconto breve di Philip K. Dick. Un action thriller contaminato di elementi fantastici che, seppur godibile dal punto di vista visivo e di messa in scena, soffre di una "sceneggiatura gruviera", ricolma di buchi e incongruenze (e con un colpo di scena finale ben più che irritante) in cui ben presto l'interessante espediente di partenza si limita ad uno stanco riciclo di situazioni e cliché.

5

Che voto dai a: Next

Media Voto Utenti
Voti: 16
6
nd