New Trial, la recensione del legal thriller coreano

In New Trial un avvocato in crisi cerca di far riaprire il caso di un ragazzo che ha scontato dieci anni di carcere per un omicidio mai commesso.

recensione New Trial, la recensione del legal thriller coreano
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Le pellicole a sfondo giudiziario posseggono, se realizzate a modo, un fascino empatico in grado di catapultare direttamente lo spettatore nei panni dell'indiziato / accusato della situazione, ancor di più se le storie raccontate sono tratte da fatti realmente accaduti. New Trial, drama-thriller coreano diretto da Kim Tae-Yoon, è ispirato, con i dovuti accorgimenti in fase di sceneggiatura, alla vicenda conosciuta in patria come "il caso d'omicidio di Iksan", conclusasi definitivamente nel 2016 dopo oltre quindici anni dallo svolgimento dei fatti, tanto che le riprese sono iniziate mentre ancora si attendeva il giudizio finale del nuovo processo del titolo. La storia ha qui infatti inizio all'alba del nuovo millennio, con il giovane Hyun-Woo testimone dell'omicidio di un tassista; il ragazzo però, malvisto dal corrotto capo della polizia, viene costretto dopo violenti abusi da parte proprio delle forze dell'ordine a confessare egli stesso il crimine e subisce una condanna a quindici anni di galera (poi scontati a dieci). Ma l'assicurazione che chiede un ingente somma di denaro come risarcimento per la vittima tormenta Hyun-Woo anche dopo l'uscita dal carcere; la sua ultima speranza risiede ora nell'avvocato Joon-Young, alle prese con gravi problemi finanziari e prossimo al divorzio, il quale vede nel caso un'occasione per rilanciare la propria carriera.

Le verità nascoste

Un legal drama/thriller atipico poiché le fasi nelle aule di tribunale si limitano a due breve sequenze, una inerente la prima condanna del ragazzo e l'altra nell'epilogo (che non svela la conclusione del nuovo processo), preferendo concentrarsi sulle indagini del tenace avvocato e sui numerosi flashback atti a ripercorrere cosa accadde veramente la notte dell'omicidio. Ha così luogo nelle due ore di visione un profondo scavo psicologico nelle scelte etiche e morali dei due protagonisti, nei loro rimpianti e nella loro volontà di ottenere finalmente giustizia. New Trial (presentato alla 19esima edizione del Far East Film Festival) non risparmia scene crude e violente, in particolare nello spietato pestaggio da parte dei poliziotti per strappare la falsa confessione, ma equilibra questo lato più oscuro con momenti e dialoghi più leggeri e con qualche sussulto action-oriented che varia parzialmente l'atmosfera base del racconto. Racconto che pone anche ardui interrogativi sul difficile mestiere dell'avvocato, costretto spesso a scendere a compromessi con la propria coscienza: non è un caso che una delle frasi simbolo pronunciate dal personaggio di Joon-Young sia proprio "un buon avvocato ha meno amici di un terrorista". Attenendosi più o meno fedelmente alla realtà dei fatti il film costruisce un paio di parziali colpi di scena ma non è nel senso di sorpresa che cerca facili risposte, favorendo una sommessa emotività che deflagra in potenti scene madri ben supportate dalle ottime performance di Jung Woo e Kang Ha-Neul.

New Trial Quanto può valere il prezzo della giustizia per un ragazzo condannato ingiustamente a dieci anni di carcere? New Trial ci pone dinanzi al quesito ripercorrendo una storia vera che ha fatto scalpore in Corea del Sud. Un drama-thriller ben interpretato e diretto che indaga con il giusto afflato emotivo nell'identità etica dei due protagonisti, non risparmiando passaggi più crudi e violenti e istinti più piacevolmente leggeri in due ore di visione dove le sequenze giudiziarie sono limitate al minimo indispensabile in favore di un approfondimento psicologico e delle indagini per far venire a galla la verità.

7

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