Nel labirinto del serial killer, la recensione del thriller con Amanda Schull

Una giovane avvocatessa si trova a dover difendere il padre, accusato di essere il famigerato serial killer conosciuto come Daedalus.

recensione Nel labirinto del serial killer, la recensione del thriller con Amanda Schull
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Shelby Anderson, giovane e bella avvocatessa, collabora con l'agente Mike Holland alle indagini su un serial killer, conosciuto con il soprannome di Daedalus, che ha finora ucciso più di trenta persone coi metodi più fantasiosi, organizzando trappole labirintiche e mortali.
In Nel labirinto del serial killer, la ragazza è completamente impreparata all'ultimo sviluppo delle ricerche, le quali conducono a suo padre, un ex giudice malato di Alzheimer, si trova così a difenderlo nelle aule di tribunale dalle infamanti accuse.
Con l'aiuto di un investigatore privato, Shelby si mette in prima persona sulle tracce del reale assassino, rischiando la sua stessa vita pur di provare l'innocenza del genitore.

L'assassino insospettabile

Come già suggerito dal titolo originale The hunt for labyrinth killer, questa produzione televisiva di marchio Lifetime propone una narrazione complessa e sfumata, all'interno di un contesto che guarda sia al filone procedurale da piccolo schermo, con le varie fasi in aula relative all'esposizione delle prove, che a quello del poliziesco più classico, con le parallele indagini della determinata protagonista, pronta a tutto pur di scagionare l'amato genitore.
Peccato che la contorta sceneggiatura si risolva nel più forzato dei colpi di scena e che tutte le false piste suggerite in precedenza si sciolgano come neve al sole, in un insieme incoerente e povero di sostanza che risulta poco appassionante.
Dopo l'omicidio iniziale, in cui la guest-star Gina Gershon trova un'orribile e originale morte per mano dell'implacabile assassino, Nel labirinto del serial killer latita nella gestione del ritmo e dei personaggi principali, con dinamiche interpersonali e segreti celati che hanno il grande demerito di ingannare volontariamente lo spettatore, per poi rivoluzionare il tutto con la suddetta rivelazione finale.
E tra spenti istinti thriller e vaghi sussulti da home invasion, i novanta minuti di visione si risolvono in un nulla di fatto, solo parzialmente risollevato dalle interpretazioni di un cast al di sopra della media per questo tipo di produzioni, che vede nei panni del principale accusato il Michael Nouri di Flashdance (1983).

Nel labirinto del serial killer Un thriller di matrice televisiva che tenta di sviare fino all'ultimo la reale identità dell'assassino, disseminando false piste e subdoli trucchi narrativi. Nel labirinto del serial killer, pur contando su un cast più che discreto, non trova il giusto equilibrio tra le fasi processuali e quelle poliziesche, con i novanta minuti di visione che si trascinano senza mai avvincere o appassionare al destino dei personaggi, principali o secondari che siano. Il film andrà in onda stasera, martedì 17 luglio, alle 15.40 su RAI2.

4.5

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