Cannes 2013

Recensione Nebraska

Alexander Payne firma un curioso dramma on the road con una bizzarra coppia padre/figlio

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Alexander Payne torna a Cannes dopo 11 anni (A proposito di Schmidt, 2002), con il commovente Nebraska, dramedy on the road su un rapporto tra padre e figlio ambientata nei posti più reconditi, periferici e marginali degli Stati Uniti, ben lontani dal ‘Bling-ring’ che in questo festival, tra Sofia Coppola e Il Grande Gatsby, ha fatto la parte del leone. Il film è girato in bianco e nero e con budget limitato: “L’ho sempre immaginato così - dice il regista - chiaramente non è il modo più commerciale per fare le cose, ma ne ho discusso con la Paramount e loro hanno accettato. Mi hanno detto che non volevano spenderci tanto ma che mi avrebbero dato comunque tutto il necessario per realizzarlo, e l’hanno fatto. Diciamo che il formato si prestava bene a ritrarre lo stile di vita austero dei personaggi. Niente male come risposta, eh?”

IN VIAGGIO CON PAPA’...

L’ottantenne rimbambito Woody (Bruce Dern) vive con la moglie grassoccia, cinica e un po’ laida, a due passi dai figli più grandi. Convinto di aver vinto un milione di dollari da una cartolina promozionale evidentemente fasulla, convince suo figlio (Will Forte) a portarlo a Lincoln, a oltre 2000 chilometri, dove si aspetta di poter ritirare il premio. Il ragazzo sa che non c’è nulla ad attendere l’anziano genitore, ma acconsente per non disilluderlo e approfittare per passare un po’ di tempo insieme. Sulla strada passano per Hawtorne, loro paese d’origine dove, per una serie di coincidenze, si sparge la voce della presunta vincita. Tutti i conoscenti di Woody fanno di tutto per ingraziarselo, sperando di ottenere qualche briciola del malloppo, ma appena scoprono che la vincita non esiste, si trasformano in serpi pronte a sputare veleno sul povero vecchio e sulla sua famiglia. E’ anche un film sull’illusione e la disillusione. “Il mio personaggio - spiega Dern, accompagnato in conferenza dalla celebre figlia Laura - non è uno stupido. E’ solo una persona che crede a quello che gli si dice, l’America ne è piena. Ed è anche un soldato, ha fatto la guerra e difeso il proprio paese in nome di questo”.

Nebraska Bello e ‘palmabile’, soprattutto per le interpretazioni dei due protagonisti Bruce Dern e Will Forte, Nebraska offre risate e commozione in un toccante bianco e nero che esalta le atmosfere decadenti dell’ambientazione in cui si svolge. Una visione degli Usa lontana dal glamour e dal ‘Bling Ring’ cha hanno monopolizzato il festival di quest’anno, tra gli anni ’20 in 3D di Gatsby e le sexy ladruncole a Hollywood di Sofia Coppola.

7

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