Nausicaa della Valle del vento, recensione del capolavoro di Hayao Miyazaki

A trent'anni dalla sua uscita nelle sale nipponiche, ecco arrivare una nuova versione italiana di Nausicaa della Valle del vento, capolavoro fantasy di Hayao Miyazaki.

recensione Nausicaa della Valle del vento, recensione del capolavoro di Hayao Miyazaki
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Sono passati più di mille anni da quando il mondo è stato sconvolto da una terribile guerra che ha cancellato gran parte della civiltà umana e portato il caos e la devastazione ovunque... o quasi. La Terra è, difatti, tornata dominio quasi incontrastato della Natura, che reagisce all'uso delle terribili armi atomiche con la proliferazione di nuove, aggressive e pericolose, forme di flora e fauna. L'umanità, sull'orlo dell'estinzione, si è raggruppata in grandi regni -come quelli di Tolmechia e Pejite- e piccole comunità autonome. Tra queste vi è quella della Valle del Vento, florida per via della sua particolare e fortunatissima posizione naturale, lontana dalle velenose spore che hanno contribuito a creare ed espandere il cosiddetto "Mare Marcio" che inghiotte ogni cosa. Nausicaä, principessa della Valle volitiva, coraggiosa e di buon cuore, si ritroverà nel bel mezzo del conflitto tra Tolmechia e Pejite e dovrà trovare il modo di evitare che quel che resta della razza umana si distrugga con le sue stesse mani per la seconda volta...

Kaze no tani no Nausicaä

I primi anni '80 sono a dir poco fondanti per la mitologia del fumetto e dell'animazione giapponese, che ha sì radici più antiche (e diverse tra le sue serie più note vede la luce nel decennio precedente) ma vede lo sviluppo del vero e proprio fandom e la crescita (autoriale e professionale) di molti dei suoi maestri proprio attorno a quegli anni. Un allora quarantenne Hayao Miyazaki, reduce dalle esperienze televisive di Lupin III e Conan il ragazzo del futuro, porta avanti un progetto che cambia direzione (e media) molte volte nel corso della sua gestazione, divenendo infine prima un manga e poi un film d'animazione cinematografico: Nausicaä della Valle del vento. Un'opera di genere fantascientifico ad oggi non troppo nota alle generazioni più giovani, ma che ha letteralmente fulminato l'immaginazione degli appassionati ora ultratrentenni, regalando temi e suggestioni a buona parte del fantasy nipponico e non solo. Molti dei tòpoi tipici della saga classica di Final Fantasy, ad esempio, derivano dall'immaginario miyazakiano di Nausicaä, a partire dalla figura della protagonista femminile, determinata ma al contempo dolce e materna, che lotta contro il sopruso e per la salvaguardia della vita, passando per i Chocobo e l'accompagnamento musicale caratteristico: è innegabile che Nobuo Uematsu si sia in parte ispirato ai grandiosi theme di Joe Hisaishi.
La riduzione per il cinema di Nausicaä della Valle del vento semplifica molti degli scenari del manga (all'epoca non ancora concluso e, anzi, appena al secondo volume) ma non per questo non risulta significativo, anzi: i messaggi relativi al pacifismo, all'ecologia e al valore di ogni singola vita arrivano pervicacemente allo spettatore, incantato da un mondo denso di -spesso letali- meraviglie che hanno solo bisogno di essere comprese, piuttosto che combattute.

Nausicaa della Valle del vento L'eroica epopea della principessa Nausicaä torna al cinema, dopo più di trent'anni dalla prima uscita nelle sale giapponesi, con un nuovo doppiaggio e adattamento (coi “soliti” pregi e difetti) ad opera della sempre prolifica Lucky Red. Si tratta di un recupero importante: Nausicaä della Valle del vento è un vero capolavoro, e senza di esso non avremmo avuto le successive meraviglie ghibliane e tante delle successive opere ad esse ispirate. Oltre ad uno dei personaggi femminili più belli dell'intera letteratura fantastica.

9

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