Natale a Cinque Stelle, recensione: il cinepanettone sbarca su Netflix

Prima commedia festiva prodotta e distribuita dal colosso streaming, diretta da Marco Risi e in ricordo di Carlo Vanzina.

recensione Natale a Cinque Stelle, recensione: il cinepanettone sbarca su Netflix
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Netflix ha ceduto al sapore del cinema festivo nazionalpopolare. Con la regia di Marco Risi e un soggetto firmato da Enrico Vanzina, il Natale italiano si trasferisce in Ungheria per Natale a cinque stelle. Il film di Risi è la prima pellicola natalizia italiana che sceglie lo streaming al posto delle sale, per intrattenere nel tradizionale periodo in cui i cosiddetti cinepanettoni invadono tutto il Belpaese.
Eppure "Non chiamatelo cinepanettone" ha precisato Vanzina, che ha scritto l'opera in ricordo del compianto fratello, Carlo, scomparso lo scorso 8 luglio. La genesi del film nasce in maniera differente dai classici che siamo abituati a vedere in questo periodo dell'anno. "Un po' di anni fa con mio fratello Carlo stavamo lavorando alla trasposizione della commedia inglese Out of order di Ray Cooney" ricorda Vanzina, e proprio dalla commedia anglosassone è tratto Natale a cinque stelle, attualizzato al contesto della società e soprattutto della politica attuale, con una sceneggiatura che a più riprese prende di mira alcuni protagonisti della scena istituzionale contemporanea.
Un lavoro che ricorda l'Italia dei giorni nostri e, come afferma lo stesso Vanzina, la racconta come Vacanze di Natale si soffermava sulla società italiana dell'epoca.

Equivoci a cinque stelle

Nonostante si cerchi di evitare l'etichetta del cinepanettone, la trama ricalca i tradizionali equivoci legati a tradimenti e bugie che caratterizzano le solite commedie natalizie del cinema nostrano. Il premier italiano Franco Rispoli (Massimo Ghini) si reca a Budapest per rinsaldare i rapporti con i vertici istituzionali ungheresi, accompagnato dal segretario e portaborse Bianchini (Ricky Memphis). Il viaggio si trasforma nell'occasione per concretizzare una tresca con Giulia Rossi (Martina Stella), deputata del PD eletta dopo esser passata dal reality L'Isola dei Famosi. I problemi aumentano quando i due scoprono un cadavere vestito da Babbo Natale poco fuori dalla finestra (Riccardo Rossi) e soprattutto ricevono la visita dei loro rispettivi coniugi: la first lady Marisa (Paola Minaccioni) e il deputato leghista Roberto Di Leo (Massimo Ciavarro).
Nel frattempo Bianchini incontra l'ex badante ungherese della madre (Andrea Osvart) e gli dichiara il suo amore. Sesso e politica in versione grottesca, dove gli stereotipi italici sono all'ordine del giorno.

Gag a tempo

Il problema di Natale a cinque stelle è presto detto: nonostante i riferimenti a Salvini e Di Maio, all'Europa e al Governo ‘giallo verde', il film ricicla pedissequamente le gag e le dinamiche viste e riviste nei film natalizi che hanno monopolizzato per anni le sale cinematografiche italiane. Supportato in malo modo da una serie di dialoghi piuttosto meccanici e raffazzonati, Natale a Cinque Stelle si appoggia in maniera troppo esplicita a escamotage pigri e risaputi, che dopo pochi minuti destano già eccessive perplessità. Se la trama risulta fin troppo fiacca, bisogna sottolineare come lo sforzo di parte del cast per conferire una maggiore verve al racconto sia evidente. Soprattutto il personaggio, seppur prevedibile e stereotipato, del premier Rispoli, interpretato con buona efficacia da Massimo Ghini. Prende poi vita a un campionario di cliché che non risparmia il legame inevitabile tra il mondo dei reality e la politica, rappresentato dal personaggio di Martina Stella, pseudo soubrette prestata al Parlamento. Quei pochi sprazzi di divertimento finiscono presto nel calderone di gag ripetitive, con le facilonerie si accumulano col passare dei minuti.

Cabaret ungherese

Nonostante il labirinto d'ambiguità, armadi, ponteggi, fiumi e finti Babbo Natale, Natale a Cinque Stelle appare slegato e composto da singoli sketch che confluiscono in un finale dove, prevedibilmente, tutti gli altarini vengono scoperti. L'ambientazione natalizia pare comunque fosse una richiesta di Netflix: "Lucky Red ci disse che Netflix era molto interessata al film ma voleva ambientarlo a Natale" ha spiegato il regista Marco Risi.

Girato ad agosto e ambientato in pieno inverno, Natale a Cinque Stelle è dunque intrattenimento che non regala novità ma che arricchisce con aderenza, quantomeno numericamente e con tutti i limiti del caso, la carrellata di commedie italiane che trovano nella fine dell'anno un terreno fertile per mostrare il lato godereccio e buffonesco dei preconcetti sull'italiano medio.
La vera sorpresa è il binomio Netflix/Vanzina, che probabilmente è solo agli albori. Nel frattempo se amate Budapest e considerate immancabile l'appuntamento con la commedia Italiana durante le feste, grazie alla piattaforma americana potrete soddisfarvi comodamente dal vostro divano. Senza che ci siano equivoci o cadaveri vestiti da Babbo Natale negli armadi.

Natale a Cinque Stelle Netflix debutta nel cinema festivo italiano con Natale a Cinque Stelle, opera in cui gli equivoci e le classiche gag che hanno caratterizzato i vari cinepanettoni nel corso degli ultimi decenni non mancano. Nonostante alcune sporadiche sequenze divertenti, il film ben presto scivola nella banalità e in dialoghi telefonati che purtroppo affossano la pellicola, così come il coinvolgimento dello spettatore.

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