Narnia: Il Viaggio del Veliero, la recensione del film fantasy

Il veliero di Caspian imbarca acqua ma regge fino in fondo all'avventura. Questa la nostra recensione di Narnia: Il Viaggio del Veliero.

recensione Narnia: Il Viaggio del Veliero, la recensione del film fantasy
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Nel 2005, Le Cronache di Narnia: Il Leone, la Strega e l'Armadio, primo film dedicato al mondo creato dalla fantasia dello studioso britannico Clive Staples Lewis, fu uno straordinario successo, quadruplicando l'investimento iniziale di Walden Media e Disney Pictures, nonché ergendosi come uno dei pochi film d'avventura fantasy davvero meritevoli di visione, in un mercato invaso da prodotti che disperatamente cercavano di ricalcare qualità e potenzialità di brand come Il Signore degli Anelli ed Harry Potter. Nonostante l'indiscutibile riuscita, nel 2008, del secondo episodio, Il Principe Caspian, sia da un punto di vista tecnico che commerciale (sebbene i fasti lucrativi del primo film fossero ben lontani), Disney ha deciso di non proseguire la sua partnership con Walden Media per la realizzazione di eventuali seguiti, incerta sul futuro della serie. Ecco dunque altre case di produzione farsi avanti, fino all'annuncio di 20th Century Fox di farsi carico della distribuzione e della co-produzione della pellicola, affidata questa volta al veterano Michael Apted di Gorky Park e Agente 007 - Il mondo non basta.
Agli occhi dello spettatore, tuttavia, cambia ben poco: parte dello staff realizzativo è rimasto lo stesso, e soprattutto, elemento quasi fondamentale, sono stati riconfermati tutti gli attori già presenti nei capitoli precedenti, a cominciare, naturalmente, dagli interpreti dei fratelli Pevensie.

Una vera e propria Odissea fantasy

L'Inghilterra è ancora preda dei bombardamenti tedeschi della II° Guerra Mondiale, e mentre i maggiori dei quattro fratelli Pevensie, Peter (William Mosely) e Susan (Anna Popplewell), si trovano negli Stati Uniti, Edmund (Skandar Keyne) e Lucy (Georgie Henle), oramai cresciuti, si ritrovano ad affrontare nuovi dolori della crescita in un mondo in cui si sentono ignorati e incompresi. Rimpiangere i tempi gloriosi e spensierati in cui erano sovrani di Narnia e messaggeri di pace per il grande leone Aslan diventa quindi naturale, soprattutto per due ragazzi che sentono particolarmente un complesso verso i fratelli maggiori.
E l'essere temporaneamente alloggiati presso degli zii, in compagnia dell'odioso e viziato cuginetto Eustace (Will Poulter), non migliora certamente le cose. Ma, ancora una volta, Narnia chiamerà a sé dei valorosi dal nostro mondo, al fine di scongiurare un grave pericolo che incombe sulle sue terre. Edmund e Lucy, accompagnati dal riluttante Eustace, si ritroveranno presto a bordo del Veliero dell'Alba, la splendida nave del loro amico Caspian (Ben Barnes), ora a tutti gli effetti Re. La loro missione: ritrovare sette Lord in esilio e le rispettive spade magiche, le uniche in grado di sconfiggere una potente forza oscura...

Dalla parola scritta al cinema

Tratto dal terzo libro scritto da Lewis (ma in realtà quinto se si guarda alla continuity della storia), Il Viaggio del Veliero incorpora alcuni temi del libro seguente, La sedia d'argento, e rielabora notevolmente l'ordine interno delle vicende in funzione di una narrazione cinematografica più coesa. La storia originale, difatti, narra di una serie di avventure per mare blandamente legate dal filo comune della ricerca dei Lord, senza un effettivo “cattivo” da sconfiggere o una vera e propria risoluzione finale da raggiungere come solitamente avviene in storie simili. Per ovviare si è dunque dovuto operare un grande lavoro sulla sceneggiatura, anche a costo di introdurre elementi (come le sette spade magiche) non presenti nell'idea originale di Lewis. Il problema è che le aggiunte e i rimaneggiamenti suonano posticci e/o banali, non andando, in sostanza, a migliorare la qualità della storia, ma solo la possibilità di trasporre la parola scritta in cinema. Inoltre, anche i tempi cinematografici non sono calcolati al meglio, e alcune scene (come il litigio alla fonte magica) sembrano monche e inserite quasi a forza.
Ciò nonostante, il film si lascia vedere abbastanza piacevolmente, vuoi per la bellezza intrinseca dei panorami narniensi, vuoi per il fascino dell'avventura per mare, a metà fra l'Odissea e gli immram irlandesi.

Mostri...di bravura

Tecnicamente il film non fa certo gridare al miracolo, soprattutto se rapportato con le precedenti incarnazioni della serie. Particolari passi avanti rispetto al capitolo precedente non se ne vedono, al di là della buona animazione delle creature mitologiche (tra cui un serpente marino e un drago) e l'ottima resa dei flutti, punto di forza dell'intera tecnica del film. Per il resto, molta computer grafica soffre ancora del fastidioso “scollamento” rispetto a fondali e attori in carne e ossa, ma l'effetto varia da scena a scena e di personaggio in personaggio (il topino spadaccino Reepicheep, ad esempio, è molto ben curato nella sua realizzazione, così come lo stesso Aslan).
La stessa resa altalenante si nota nell'utilizzo del 3D, presente in un paio di belle scene ma per il resto superfluo se non dannoso, vista la predominanza di atmosfere cupe e tenebrose nella fotografia di Dante Spinetti. Lo stesso Apted si era detto scettico a riguardo della conversione del film, dicendo che se fosse stato deciso di girarlo direttamente in stereoscopia, avrebbe agito diversamente, per avere un risultato migliore (salvo poi, naturalmente, ritrattare assicurando comunque un ottimo lavoro di riconversione).
Sul fronte interpretativo calma piatta, con gli attori adagiati sugli stessi livelli del precedente episodio (Barnes a parte, decisamente più performante nonché più simpatico), con una sempre ottima Tilda Swinton che torna per un cameo nelle ormai usuali, algide vesti di Jadis, la Strega Bianca.

Le Cronache di Narnia: Il Viaggio del Veliero Le Cronache di Narnia: Il Viaggio del Veliero arriva infine al cinema senza infamia e senza lode, e con grossi interrogativi sul suo futuro. Il film si lascia guardare, in realtà, ma più che il nuovo capitolo di una grande epopea che ha fatto sognare migliaia di lettori, sembra la trasposizione filmica di una sessione di Dungeons&Dragons. Certo, il materiale di base non era forse neanche molto adatto a questo trattamento da principio, ma non si può certo negare che la cura nella realizzazione di questo terzo tassello della saga non sia altalenante. Comunque consigliato ai fan di questo mitico mondo creato più di sessant'anni fa, agli amanti del fantasy in generale, ai ragazzini in cerca di affascinanti avventure. Ma il pathos, la magia, di Narnia, al cinema, un po' sta scemando.

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