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All my friends are dead, la recensione dell'horror Netflix

Jan Belcl esordisce con un film eccessivo e caotico, ad alta dose di sesso, morti insensate e citazioni, la cui parola d'ordine è trash.

recensione All my friends are dead, la recensione dell'horror Netflix
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La polizia polacca è stata chiamata sul luogo di un vero e proprio massacro, con decine di corpi senza vita di ragazzi che giacciono sul pavimento. Fin da subito il detective incaricato del caso comprende di trovarsi dinanzi a dinamiche del tutto insolite, e il flashback che a breve avrà inizio aiuterà almeno il pubblico a capire quanto realmente successo.
Notte di San Silvestro, con tutto pronto per festeggiare il nuovo anno: un gruppo di amici ha scelto di ritrovarsi nell'isolata casa di uno di loro per celebrare al meglio l'occasione. I partecipanti alla festa, in età studentesca tranne rare eccezioni, si presentano chi con la nuova compagna chi con amici, ignari che le ore che li attendono saranno ricche di sorprese e imprevisti.
La serata sembra iniziare per il meglio, con un'atmosfera rilassata e tranquilla, ma ben presto l'uso di droghe e una propensione estrema per le perversioni sessuali più assurde trascina la situazione verso lidi del tutto imprevedibili.

Un morto dopo l'altro

Se avete letto la sinossi appena esposta, sappiate che non vi è nessuno spoiler: il prologo infatti mette già chiaramente le carte in tavola, mostrandoci una caterva di cadaveri ammassati l'uno sull'altro nelle condizioni più pietose possibili.
Se quindi l'effetto sorpresa viene tagliato di netto, è il percorso a ritroso che assume fondamentale importanza ai fini del ludico intrattenimento. Il tentativo è quello di realizzare un progressivo delirio di marca slasher, sempre e comunque soggiogato a un black humor di grana grossa.
Nuovo original arrivato nel catalogo Netflix, All my friends are dead è un film volutamente grossolano nelle sue fasi narrative, le cui battute di cattivo gusto e il sesso assumono via via un peso sempre maggiore ai fini degli eventi, in una sorta di grottesca parodia in salsa polacca di molte produzioni a tema battenti bandiera hollywoodiana.

Chi più ne ha più ne metta

Non è un caso che gag e dialoghi siano infarciti di citazioni da grandi classici del cinema americano, da Terminator a Mamma, ho perso l'aereo, da Il re leone a Shining - con tanto di prevedibile copia-incolla della mitica scena dell'ascia, già a sua volta omaggio di Kubrick a un capolavoro del cinema muto come Il carretto fantasma (1921).
All my friends are dead risulta una sorta di caotico gioco degli eccessi che funziona solo a tratti: se alcuni passaggi possono suscitare un effettivo, facile, divertimento, l'esile struttura di fondo dell'operazione non può reggere a lungo e nel corso dei 90 minuti di visione si avverte una certa pesantezza nella reiterazione gratuita di situazioni spesso simili tra loro.
Soltanto la scena clou nel finale, una manciata di minuti di pura estasi splatter/trash in concomitanza con lo scoccare del nuovo anno, rinvigorisce una vicenda che stava perdendo inesorabilmente colpi, anche per via di personaggi monodimensionali che si rivelano efficaci esclusivamente come futura carne da macello ma del tutto inutili per un qualsiasi, potenziale, coinvolgimento empatico da parte del pubblico.
Il risultato è un film sghembo e strampalato, passabile per una serata all'insegna della mera goliardia di genere ma assolutamente privo di personalità o ambizioni di sorta.

All my friends are dead Jan Belcl, regista di origini slovene ma residente da anni in Polonia, esordisce sul grande schermo con un horror derivativo, ampiamente conscio dei propri limiti e che per questo insiste su un'esasperazione del ritmo sempre più forsennata e dal sapore smaccatamente trash. All my friends are dead mette in scena un gran numero di personaggi per preparare al massacro finale, del quale lo spettatore è a conoscenza già dai primi minuti, e si affida a situazioni via via più bislacche e assurde, dove le droghe e il sesso assumono un ruolo fondamentale nella grossolana e violenta deriva degli eventi. Lo stesso citazionismo gratuito a pellicole cult risulta un espediente per strizzare l'occhio al pubblico, ma il gioco finisce ben presto per stancare sotto il peso di un generale pressapochismo, con solo una manciata di situazioni parzialmente divertenti che permettono di arrivare all'attesa carneficina senza eccessivi sbadigli.

5.5

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