Netflix

My Big Night, la recensione del film di Álex De la Iglesia

All'interno di uno studio televisivo, in cui hanno luogo le riprese di uno speciale di Capodanno, si intrecciano le storie di diversi personaggi.

recensione My Big Night, la recensione del film di Álex De la Iglesia
Articolo a cura di

Nonostante sia solo il mese di agosto, una televisione spagnola sta già registrando uno speciale televisivo di Capodanno. Mentre al di fuori degli studi infuria la protesta di diversi lavoratori, molti licenziati e infuriati per le misere condizioni salariali, contenuta a stento dalla polizia, all'interno decine e decine di figuranti sono costrette a fingere divertimento nel continuo ripetersi di riprese atte a preparare lo show dicembrino nel migliore dei modi.
In My Big Night, tra le comparse chiamate all'ultimo minuto in sostituzione vi è il timido José, uomo single che vive con l'anziana madre fuori di testa, al cui tavolo siede anche la bella Paloma, disinibita ragazza considerata dagli altri partecipanti una vera e propria iettatrice (non a caso il predecessore di José è stato ricoverato d'urgenza per la caduta di una videocamera).
Le vicende di questi e altri personaggi si intrecciano mentre ha luogo un'aspra sfida a colpi bassi tra le due star musicali della serata, il giovane sex symbol Adanne e il più attempato Alfonso, idolo di diverse generazioni di spettatori.

Una notte da ricordare

Il folle, irrefrenabile talento di Álex de la Iglesia è uno di quelli da custodire gelosamente, tanto è raro trovare nel Vecchio Continente un regista capace di adattare uno stile iconico a qualsiasi filone esistente.
Nel 2015 il cineasta di Bilbao fotografa in maniera lucida il mondo televisivo, qui amplificato coi toni grotteschi tipici del suo cinema, in un'irresistibile farsa popolata da personaggi amaramente sopra le righe che, attraverso il tono della commedia, ci riportano ad affrontare col mezzo dell'ironia, nera e non, le più bieche brutture umane.
Con un cast di interpreti feticcio, ormai ben contestualizzati in questo surreale tipo di cinema, quali Mario Casas, Carmen Machi, Hugo Silva, Carlos Areces, Enrique Villén, Jaime Ordóñez e Carolina Bang, più gradite new entry, My Big Night (disponibile su Netflix) è un fermo e divertente atto d'accusa contro i format produttivi per il piccolo schermo, pensati per un tipo di pubblico "annebbiato" nel quale gli stessi protagonisti sono costretti ad adempiere a ferree e stupide regole di messa in scena.
Cento minuti di visione in cui l'esasperazione delle numerose sottotrame raggiunge apici di esilarante divertimento, con una varietà di situazioni sempre all'estremo e un ritmo che viaggia a livelli altissimi: non si contano infatti periodi più lunghi di trenta secondi senza battute o gag che provochino frizzanti e "sporche" risate, in una raffinata volgarità riservata a occhi/orecchie più smaliziati della media.
Ogni figura partecipante a questa grande notte porta con sé un background reso incisivo in pochi e semplici passaggi, con tutti gli eventi che circondano il plot principale che trovano una perfetta coesione d'intenti, atta a condurre al caotico finale che omaggia con rispettosa irriverenza quello altrettanto anarchico di un grande classico come Hollywood Party (1968).

My Big Night Se il media televisivo (e del relativo pubblico di riferimento) era già stato preso di mira nell'amaro La chispa de la vida (2011), Álex de la Iglesia torna sul luogo del delitto confezionando una perfida e irresistibile commedia in cui, a essere sotto accusa, è in questo caso il mondo dei format e show pensati per il piccolo schermo. My Big Night regala eccessi d'humor nero in serie nella gestione del numeroso gruppo di personaggi (nessuno principale e nessuno secondario, ma tutti dotati di egual spazio in maniera mirabile) e conduce anche a spunti di riflessione, sfruttando il mezzo della farsa con intelligenza, tra aspre vendette e metafore sociali - come nella netta contrapposizione tra la divinizzazione del Falso, avente luogo all'interno degli studi, e la necessità del Vero incarnata dalla protesta della gente comune, ulteriore e forse migliore chiave di lettura per un'operazione ad alto tasso di lucido e ludico divertimento.

7.5

Che voto dai a: My Big Night

Media Voto Utenti
Voti: 3
6.7
nd